Il vergognoso comportamento dell’Italia, e forse non soltanto, e del suo timido governo, che non ha nulla da dire sull’ennesimo assalto in mare aperto dello ‘Stato ebraico’ contro navi civili, battenti bandiera italiana e ospitanti cittadini italiani
Pusillanime.
Questa è la prima e l’ultima parola che mi viene in mente di fronte a ciò che accade: pusillanime e indifferente.
Mi riferisco al nostro Governo e con lui all’intera Europa, cominciando dalla Germania, l’aspirante leader europeo di una Europa sotto il suo tallone e il talloncino della italietta. Quella italietta la cui politica ho indicato interessata a stringere un assicello con la Germania, in memoria dei “successi” di assi passati!
Sto parlando, per dirla chiara, del vergognoso comportamento dell’Italia, e forse non soltanto, e del suo timido governo, che non ha nulla da dire sull’ennesimo assalto in mare aperto dello ‘Stato ebraico’ (come dicono molti, scoprendo la sua essenza di stato razzista, come ho scritto molte volte) contro navi civili, battenti bandiera italiana e ospitanti cittadini italiani.
Tutto si risolve in una distratta richiesta del nostro famoso Ministro degli Esteri di “restituire” gli italiani sequestrati, sì sequestrati da Israele. Notate bene: la Farnesina uno dei migliori Ministeri degli Esteri europei (almeno fino a qualche anno fa … beh, qualche decina) scrive sul suo sito «Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto di verificare urgentemente l’uso della forza da parte delle autorità israeliane, che secondo quanto riferito dagli attivisti italiani avrebbero utilizzato proiettili di gomma contro le imbarcazioni della Flottiglia». Nemmeno si è disturbato a “verificarlo” lui, ha disposto che lo chiedessero i dipendenti del Ministero, per verificare (come, attraverso le autorità israeliane?) se siano stati usati proiettili di gomma. Ma, poi, che cos’è un «attivista»: è un cittadino italiano o un animale raro?
Solo dopo oltre ventiquattro ore, qualche timido segnale di reazione, poco oltre la convocazione dell’ambasciatore e qualche dichiarazione rumorosa. Anzi, perfino Crosetto dopo oltre 24 ore, dà lezioni di stile a Ben Gvir, subito condannato anche da … Netanyahu.
È questo l’assurdo. La nostra tanto vantata “sovranità nazionale”, i nostri “interessi nazionali” ecc,, aggrediti direttamente da un abbordaggio in alto mare non viene nemmeno citata. Ci si preoccupa di verificare se siano stati usati proiettili di gomma. Non so a quale funzionario sia stato affidato il gravoso e delicato compito, ma so per certo che in altri tempi, ma (suppongo, anzi credo fermamente) anche oggi quel funzionario si sarà profondamente vergognato di fare questa figura.
Certo, la ‘linea’ del governo è chiara: che ci vanno a fare, tanto non serve a nulla e non salva la vita di nessun palestinese, come hanno detto sia la Meloni che il Presidente del Senato, orgogliosi come sono della nostra ‘nazione’ e del popolo che ne fa parte. O meglio non di tutto il popolo, perché un cittadino italiano solo perché nato in Italia da genitori immigrati, viene minacciato di espulsione immediata, di privazione della cittadinanza.
Come sempre, si colpisce (un po’ ‘a vanvera’, direbbe Erri De Luca) un debole, ma non si fa una piega se i nostri cittadini … emigrano giusto pochi chilometri oltre la frontiera, anzi, li si ammira.
Difficile commentare, difficile anche scandalizzarsi. Ma solo per completezza di informazione, due righe sul significato giuridico dell’azione israeliana: un vero e proprio atto di guerra, esercitato con le modalità della pirateria. E non esiste nemmeno la ‘scusa’ che l’azione sia stata improvvisa e immediata. Era, non solo prevedibile e prevista, ma sta durando ancora oggi mentre scrivo. Per di più si svolge a 700 miglia da Israele! Perfino noi italiani potevamo saperlo per tempo.
Da millenni, letteralmente, il mare è considerato res communis omnium, cioè cosa di tutti, «patrimonio comune dell’umanità» come si dice tecnicamente. Cioè, in due parole, il mare è di tutti e di nessuno, è libero. La stessa idea del mare territoriale è relativamente recente e fu ‘inventata’ per motivi difensivi, tanto che si misurò a lungo la sua estensione sulla base della gittata dei cannoni, per poi arrivare, con la Convenzione di Montego Bay del 1982, alla delimitazione definitiva del mare territoriale e della zona contigua, ecc. Ma qualunque sia il mare territoriale, il resto del mare è e resta libero. E ogni soggetto di diritto internazionale, che abbia uno sbocco al mare ha, e ha diritto a un mare territoriale, inviolabile: Palestina inclusa, occupata illecitamente da Israele, ma sempre cosa diversa da Israele.
Per di più, una nave che batte una bandiera qualsiasi è, letteralmente è, territorio dello stato della bandiera, ragion per cui abbordare una nave, ad esempio italiana privata o ‘pubblica’ che sia, è un vero e proprio atto di guerra. Come se la Slovenia occupasse una parte dell’Italia. Ricordate che proteste e spiegamenti di forze vi furono quando alcuni militari austriaci violarono i nostri confini per rimpatriare con la forza delle persone entrate in Austria? Si mossero addirittura carrarmati!
All’aggressione israeliana, potrei anche concordare che non sia il caso di reagire con la forza, visto che, nonostante le nostre enormi spese militari, nonostante l’aspirazione ad ‘assi’ di vario genere, nonostante la costruzione e vendita e svendita di nostre navi (perfino portaerei, magari a Dubai!), nonostante i numerosi e costosi aerei da combattimento acquistati a caro prezzo dagli USA, ecc., nonostante tutto ciò le nostre navicelle, i nostri “caccini”, i nostri soldati (molti in servizio ai confini di Israele) stanno a guardare.
Nemmeno l’atto di orgoglio, di fare finta di reagire mandando un aereo, rigorosamente disarmato hai visto mai, a sorvolare quelle barche con bandiera italiana … solo per fare scena: nulla!
Non sarebbe giusto dire che i nostri generali e ammiragli (benché talmente numerosi che molti sono in “stand-by”) si occupino solo di carte geografiche e di costruire partiti politici di estrema destra, ma vivaddio almeno fare finta di reagire, chiedere all’Europa di agire con noi, mentre chiediamo soldi con il cappello in mano e senza nemmeno vergognarcene, almeno mostrare un minimo di dignità, beh questo no!
È la vergogna che mi assale e dovrebbe assalire tutti: nazionalisti e non!
