L’Europa è l’unica, ma proprio l’unica speranza non solo per l’Italia, ma per l’intera Europa

 

«Con Meloni non abbiamo più lo stesso rapporto!»: una frase stentoreamente amara e imbronciata … se non si trattasse di una cosa così seria, sembrerebbe un litigio tra innamorati … ma forse no. È, o almeno ne ha tutti gli aspetti, un litigio da innamorati, i toni sono quelli. Non resta che aspettare se non ci sarà una riconciliazione o … la più classica richiesta insistente di un ultimo appuntamento!

Confermo anche quanto accennato ieri: Elly Schlein ha fatto la cosa gusta, impeccabile da ‘donna di Stato’, quando ha detto in pieno Parlamento: «Voglio esprimere la nostra più ferma condanna che, sono certa, sarà unanime in quest’aula per l’attacco del presidente, Donald Trump, alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per avere doverosamente espresso solidarietà a Papa Leone. Voglio dire che l’Italia è un Paese libero e sovrano e che la nostra Costituzione è chiara: l’Italia ripudia la guerra. Nessun capo di Stato straniero può permettersi di attaccare, minacciare o mancare di rispetto al nostro Paese e al nostro governo. Siamo avversari in quest’aula, ma siamo tutte e tutti cittadini italiani e rappresentanti degli italiani e non accetteremo attacchi o minacce al governo e al nostro paese: su questo chiediamo una condanna unanime».

Ed è stata ancora più brava perché, anticipando tutti, ma proprio tutti a cominciare da Conte, ha restituito con dignità e rigore i numerosissimi calci negli stinchi o, peggio, dietro gli stinchi che riceve da anni: ha fatto sentire la propria voce, diversa e autonoma, dignitosa e ‘patriottica’. Non ha difeso la persona, che infatti non merita difesa con i suoi continui voltafaccia, le sue frasi generiche e ambigue, ecc., ha difeso la funzione e quindi tutti gli italiani. Al punto da avere preso in pieno contropiede lo stesso Matteo Renzi – a sua volta sempre pronto a giurare consonanza di intenti, con critiche e attacchi sottilmente subdoli – e, spero, anche Silvia Salis (quella di Genova, non quella che crede Salvini) che, duole dirlo, a sua volta ha solo saputo barcamenarsi ambiguamente. Come dire: il potere interessa, interessa a tutti.

Ma torniamo all’innamorato scontroso, che non abbassa il tono, specialmente nei confronti di Leone XIV. Ieri, ha letteralmente costretto il ‘cattolico’ J.D. Vance a sparare addosso al Papa invitandolo ad occuparsi solo di morale e teologia – anzi nemmeno quella, del tutti! –  ha emesso nuove urla più o meno scomposte: «Qualcuno può per favore dire a Papa Leone che l’Iran ha ucciso almeno 42.000 manifestanti innocenti e completamente disarmati negli ultimi due mesi, e che per l’Iran possedere una bomba nucleare è assolutamente inaccettabile? Grazie per l’attenzione. L’America è tornata». Non prima, beninteso di avere ribadito che ‘entro le solite due settimane’ (stavolta ha detto entro la fine del mese, appunto!) la guerra finisce e tutto torna a posto. Mi colpisce, in questo discorso aggressivo e violento quel «per favore», buttato lì, o meglio scappato lì, in nome di una usanza britannico-statunitense, che al condannato a morte con la corda al collo, dice ‘pronto signore?’, non in USA, dove l’esecuzione ha toni veramente selvaggi.

È davvero un po’ preoccupante che il più grande esercito del mondo, sia nelle mani di uno che secondo molti realmente pensa di essere dio. Cosa alla quale io credo poco per non dire nulla. La natura vera di Trump (definita disonestà da vari analisti) è quella, molto popolare e vincente in USA, dei Cowboys della frontiera ovest: quella del West, che conquista territori distruggendone le popolazioni (o fingendo di proteggerle confinandole in territori lontanissimi, dove scompaiono), quella del West violento, dove la gente gira con la pistola al fianco e se non la ha soccombe … “poi arrivano i nostri”, quella del West che distrugge i bufali, ecc.

Lo scrivo solo per dire che dagli USA e certamente da Trump e dal suo gruppo servile e con le scarpe troppo larghe, non credo che vi sia da attendersi un momento di distensione, specie nella misura in cui allo stato dei fatti e sotto l’occhio del mondo entrambi sono visibilmente perdenti, ricattati in qualche maniera da Netanyahu, e presi per il naso dalla Cina, che fornisce informazioni satellitari all’Iran.

La situazione è serissima e drammatica e sarebbe ora che la Comunità internazionale se ne rendesse conto e reagisse e, in essa, specialmente l’Europa.

Sì, ancora una volta l’Europa, l’Europa come entità unica e coordinata, priva del folle ‘diritto di veto’, finora di Orbàn (e meno evidente della Meloni) a causa del quale non si arrivava mai a nulla. Ora in Ungheria le cose sono cambiate e, probabilmente solo per non farsi di nuovo isolare, Magyar sarà interessato a favorire le richieste europee. Resta solo l’ostacolo Meloni, che, amica di Trump fino in fondo, si è finora opposta al superamento del voto unanime nel Consiglio Europeo su questioni di questo tipo.

L’Europa, diciamolo chiaro una volta di più, è l’unica, ma proprio l’unica speranza non solo per l’Italia, ma per l’intera Europa. Le minacce di USA & co. di uscire dalla NATO non dovrebbero farci né caldo né freddo. Al di là dei trattati e degli obblighi conseguenti, anche cominciando oggi stesso ci vorrebbero anni per completare una cosa del genere, che danneggerebbe in primis proprio gli USA, come li ha danneggiati l’imposizione di dazi assurdi ai prodotti europei. Se non altro perché si troverebbe in USA migliaia, decine di migliaia di soldati e tecnici, che sarebbe assai difficile ricollocare.

E, per di più, l’Europa, anche e nonostante le decisioni succubi del nostro Governo che blocca Leonardo per non dispiacere agli USA (il che, tra l’altro dimostra quanto gli USA siano interessati all’Europa) mentre altri Paesi, più lungimiranti se ne guadano bene. Germania inclusa, che nella sua ambizione di diventare una sorta di Trump in formato europeo, immagina di assumerne la leadership a proprio esclusivo vantaggio e perciò stringe una sorta di ‘assi ellicon la Meloni, che nemmeno ha pienamente capito di essere stata, questa volta, usata da Merz.

Sarebbe ora di tornare alla ragione e preoccuparsi realmente dei popoli europei e italiano in particolare. Se non dal Governo attuale, da un suo sosia, visto che la Famiglia Berlusconi ha sostanzialmente dato il benservito non solo a Tajani ma, cautamente, al Governo in nome dei «valori» di Berlusconi: la Repubblica delle banane? Quali essi siano stati, francamente mi sfugge o, meglio ma per essere onesto, mi preoccupa moltissimo  anche se, invece, sembra eccitare i vari Calenda, Lupi e Renzi e non solo.

Chi vivrà vedrà, come si dice  … sempre che non arrivino le bombe!

Di Giancarlo Guarino

Giancarlo Guarino è Professore ordinario, fuori ruolo, di Diritto Internazionale presso la Facoltà di Economia dell’Università di Napoli Federico II. Autore di varie pubblicazioni scientifiche, specialmente in tema di autodeterminazione dei popoli, diritto penale internazionale, Palestina e Siria, estradizione e migrazioni. Collabora saltuariamente ad alcuni organi di stampa. È Presidente della Fondazione Arangio-Ruiz per il diritto internazionale, che, tra l’altro, distribuisce borse di studio per dottorati di ricerca e assegni di ricerca nelle Università italiane e straniere. Non ha mai avuto incarichi pubblico/politici, salvo quelli universitari.