Non sono il risultato di merito o innovazione, ma limitano l’accessibilità ad energia, luce, acqua e gas, causando una povertà civica e reddituale. Ciò va contro i diritti civili e umani dei cittadini
Gli extraprofitti di energia, acqua, luce, gas possono derivare da guerre, crisi energetiche, assetti geopolitici in sofferenza e si traducono per esempio in bollette elevate(speculative?) pagate da famiglie e imprese. Cioè non sono il risultato di merito o innovazione delle imprese di energia, luce, acqua e gas nonché banche che in un contesto di crisi, guerre, inciampi geopolitici o shock dei prezzi delle materie prime innalzano le tariffe o i prezzi dei servizi (ad.es banche).
Corretta manovra imprenditoriale oppure sfruttamento del cambiamento di contesto in modo opportunistico?
Una asettica definizione dice: gli extra profitti sono ricavi addizionali delle aziende(private ma anche a partecipazione pubblica) e sono la differenza fra il prezzo di vendita di un bene o di un servizio ed il costo medio di produzione.
Nel Regio decreto 21 novembre 1915 n. 1643 si definisce il criterio per il quale un profitto dev’essere considerato extra. Il Regio decreto in modo diretto afferma :
«Art. 1. I nuovi redditi realizzati durante il periodo dal 1° agosto 1914 al 31 dicembre 1915 in conseguenza della guerra europea da commercianti, industriali ed intermediari, non che i redditi della medesima natura che nello stesso periodo hanno ecceduto quelli ordinari determinati ai sensi del presente allegato, sono accertati a parte per l’applicazione dell’imposta di ricchezza mobile e sono inoltre assoggettati ad una sovrimposta straordinaria di guerra nella seguente misura».
Qualcuno può dire:”ma c’era la guerra”! Forse che oggi non ci sono 56 conflitti nel mondo?
Ed ancora: gli extraprofitti vanno in godimento degli azionisti e rientrano nel concetto della massimizzazione ASSOLUTA dei profitti aziendali.
In sintesi, il vantaggio per gli azionisti è consistente e non rispetta l’equità di ‘utilità economica e non’ dei diritti degli stakeholders delle imprese che fanno extraprofitti.
Con luce elettrica ed energia, gas, acqua di non facile fruizione o contingentate, perché troppo care, SI DIVENTA PIU’ POVERI e. senza drammatizzare, ma in modo reale e realistico, ci sono conseguenze con un peggioramento della qualità della vita delle persone e delle famiglie.
Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica (OIPE): Nel 2023 circa 2,36 milioni di famiglie italiane erano in condizione di povertà energetica, pari a circa il 9% delle famiglie; esse riducono consumi essenziali di riscaldamento, raffrescamento e illuminazione per motivi economici ( 1,15 milioni di minori).
Purtroppo, anche le ultime notizie sul 3.1% di deficit/PIL avrà anche delle ripercussioni immediate sulle tutele per il settore energetico. Tutto questo vuol dire difficoltà nel riscaldamento e raffrescamento delle abitazioni, nell’illuminazione e nell’utilizzo degli elettrodomestici essenziali; problemi di salute( il mancato accesso a riscaldamento, acqua potabile o energia può aumentare il rischio di malattie, soprattutto per anziani, bambini e persone fragili con incremento di costi per la salute) ed inoltre difficoltà ad utilizzare strumenti informatici, internet e servizi online (per esempio non puoi prenotare servizi sanitari).
Sei costretto a destinare una quota crescente del reddito alle utenze essenziali, riducendo altre spese necessarie come alimentazione, istruzione e cure sanitarie. Ed anche indebitamento per pagare le bollette.
La limitata accessibilità ad energia, luce, acqua e gas è una povertà civica e reddituale e va contro i diritti civili e umani dei cittadini. La più intuibile è la salute. Tutti questi sono DIRITTI CIVILI (si veda anche la Costituzione Italiana) NON RISPETTATI ANCHE A CAUSA DEGLI EXTRAPROFITTI.
Il concetto di qualità della vita sufficiente o di tenore di vita adeguato è espresso nell’articolo 25 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani-ONU che stabilisce:
“Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia…” includendo alimentazione, abbigliamento, abitazione, cure mediche e servizi sociali necessari.
Gli ostacoli economico-finanziari alla fruizione di queste connotazioni di vita VANNO CONTRO I DIRITTI UMANI.
