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Come funzionano le elezioni di medio termine, orari e dove trovare le dirette americane

 

Tenutosi a metà del mandato quadriennale di un presidente degli Stati Uniti, le elezioni di medio termine decidono la composizione del Congresso.

Tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti e 35 dei 100 seggi del Senato sono in contesta, comprese le elezioni speciali negli stati della Florida e dell’Ohio per riempire i seggi vacanti dal Segretario di Stato degli Stati Uniti Marco Rubio e dal vicepresidente JD Vance. Gli elettori in 36 stati eleggeranno anche i governatori.

I membri della Camera rappresentano un distretto congressuale ciascuno e servono un mandato di due anni, mentre i senatori hanno un mandato di sei anni.

Le elezioni di medio termine sono anche ampiamente considerate un referendum sulle prestazioni del presidente in carica.

Dal 1946, il partito del presidente ha perso una media di 26,5 seggi alla Camera e una manciata al Senato nelle elezioni di medio termine.

Oltre al Congresso e a 36 governatori, gli elettori eleggeranno anche legislatori statali e funzionari locali.

Camera

La Camera dei Rappresentanti è la camera bassa del Congresso degli Stati Uniti.

I suoi 435 membri rappresentano ciascuno un distretto locale e servono mandati di due anni, quindi ogni seggio è contestato ogni due anni.

I seggi sono divisi tra gli stati in base alla popolazione, in base al censimento degli Stati Uniti condotto ogni 10 anni. La California, lo stato più popoloso, ha 52 seggi, mentre i meno popolosi, come il Wyoming e il Vermont, ne hanno uno ciascuno.

Un partito ha bisogno di 218 seggi per una maggioranza.

I repubblicani attualmente controllano la Camera, con 218 seggi al 214 dei democratici, e un indipendente siede con i repubblicani. Due posti sono liberi, un ultimo detenuto da ciascuna parte.

La nuova Camera presterà giuramento il 3 gennaio 2027.

Ogni distretto elegge il proprio rappresentante e il partito che vince 218 seggi prende il controllo, quindi alcune vittorie strette nei distretti vicini possono decidere la maggioranza.

Si stima che circa 35 gare di casa potrebbero decidere la maggioranza. Prevede che i democratici potrebbero ottenere circa 15 seggi, nonostante la ridistribuzione repubblicana che, secondo lui, abbia dato al partito un vantaggio in altri nove distretti. Un distretto di battaglia è un posto che entrambe le parti potrebbero realisticamente vincere.

Senato

Il Senato è la camera alta del Congresso degli Stati Uniti.

I suoi 100 membri, due di ogni stato indipendentemente dalla popolazione, sono eletti in tutto lo stato e servono mandati di sei anni, con circa un terzo dei seggi contestati ogni due anni.

Quest’anno, 33 seggi sono stati contestati in elezioni regolari, insieme a elezioni speciali in Florida e Ohio. Questi due concorsi riempiranno i restanti due anni di termini precedentemente tenuti da Marco Rubio e JD Vance.

Dei 35 seggi contestati, i repubblicani ne detengono 22 e i democratici 13.

I repubblicani hanno attualmente 53 senatori. I democratici ne hanno 45 e due indipendenti siedono con loro, dando al blocco democratico 47 seggi.

I democratici hanno bisogno di un guadagno netto di quattro seggi per raggiungere i 51 e prendere il controllo. I repubblicani possono mantenere il controllo con 50 perché il vicepresidente Vance può rompere i voti a pari merito.

Il nuovo Senato presterà giuramento il 3 gennaio 2027.

Per vincere il Senato, i democratici devono detenere i 13 seggi che stanno difendendo e ribaltare quelli detenuti dai repubblicani.

In Georgia, il senatore democratico Jon Ossoff affronta il repubblicano Mike Collins. Il posto aperto del Michigan mette il democratico Abdul El-Sayed contro il repubblicano Mike Rogers, mentre il democratico Chris Pappas affronta il repubblicano John Sununu per un posto aperto nel New Hampshire.

I seggi detenuti dai repubblicani offrono opportunità ai democratici altrove. Nel Maine, la senatrice Susan Collins affronta il democratico Troy Jackson, che ha sostituito il vincitore delle primarie Graham Platner dopo essersi ritirato a luglio. Il seggio aperto della Carolina del Nord mette il democratico Roy Cooper contro il repubblicano Michael Whatley.

Anche Ohio, Alaska e Iowa sono competitivi, mentre Texas e Kansas hanno attirato una crescente attenzione mentre i democratici cercano più strade per una maggioranza.

Sebbene i democratici affrontino un percorso più difficile per una maggioranza al Senato che per il controllo della Camera, il crescente numero di gare competitive ha aumentato le loro possibilità di vincere la camera, secondo gli analisti elettorali.

Come si vota

Le Midterm si tengono sempre il primo martedì dopo il primo lunedì di novembre, per evitare che il voto cada il primo giorno del mese. Quest’anno la data da segnare è il 3 novembre, anche se – come detto – in milioni approfittano del voto anticipato via posta.

Per chi si reca invece fisicamente alle urne, le regole per votare cambiano da zona a zona: sono infatti gli Stati ad avere competenza sulle procedure per le elezioni, e non il governo federale.

Gli orari di chiusura dei seggi

I primi Stati a concludere le operazioni di voto saranno Indiana e Kentucky, dove i seggi chiuderanno a mezzanotte, ora italiana, corrispondente alle 18 sulla costa orientale degli Stati Uniti.

Fanno eccezione alcune contee situate nella parte occidentale dei due Stati, che adottano il fuso orario centrale e termineranno le votazioni un’ora più tardi, all’una di notte italiana. Alla stessa ora chiuderanno anche i seggi di Georgia, Florida, South Carolina, Virginia e Vermont. In Georgia, il senatore democratico Jon Ossoff sembra avere la riconferma praticamente assicurata.

All’1:30 toccherà invece a Ohio, North Carolina e West Virginia. In Ohio, secondo le stime, i democratici hanno l’81% di possibilità di conquistare il seggio al Senato.

Alle 2 si concluderanno le votazioni in oltre venti Stati, che rappresentano più della metà del territorio nazionale. Tra questi figurano Pennsylvania, Michigan e gran parte del Texas. In questa fascia oraria si concentrano tre delle sei competizioni considerate più incerte.

Nel Maine, la senatrice repubblicana Susan Collins, candidata per un nuovo mandato, dovrà difendersi dalla sfida del democratico Troy Jackson. In Texas, invece, il democratico James Talarico contenderà il seggio al repubblicano Ken Paxton, in una corsa nella quale non è presente un senatore uscente. In Kansas, infine, il democratico Adam Hamilton cercherà di superare il repubblicano Roger Marshall, che punta alla riconferma.

In Texas e Kansas alcune aree continueranno a votare per un’altra ora. Si tratta delle contee di El Paso e Hudspeth, nella zona più occidentale del Texas, e di quattro contee situate al confine occidentale del Kansas. Questi territori seguono infatti il fuso orario delle Montagne Rocciose e chiuderanno i seggi alle 3. Lo stesso accadrà in quattro contee della penisola settentrionale del Michigan, dove i democratici sono favoriti con una probabilità di vittoria dell’81%.

Alle 2:30 termineranno le operazioni di voto in Arkansas, unico Stato a chiudere in quel momento.

Alle 3 si entrerà nel secondo grande gruppo di chiusure, che comprenderà New York, Arizona, Colorado, Wisconsin, Minnesota, Iowa e Nebraska.

In Iowa si contenderanno un seggio al Senato, attualmente senza un titolare uscente, il democratico Josh Turek e la repubblicana Ashley Hinson. Questa è considerata la competizione più incerta tra le 35 in programma per il Senato, con una differenza stimata di appena 0,4 punti percentuali.

In Nebraska, invece, il senatore repubblicano Pete Ricketts, che punta a un nuovo mandato, dovrà affrontare l’indipendente Dan Osborn. Quest’ultimo non è candidato in rappresentanza del Partito democratico e, secondo il modello aggiornato al 26 ottobre, ha il 33% di probabilità di vittoria. Tutte le percentuali citate nel testo fanno riferimento a questo aggiornamento.

Alle 4 chiuderanno i seggi in Nevada, Utah, Montana e nella maggior parte dell’Idaho. Un’ora dopo, alle 5, sarà il turno degli Stati affacciati sull’Oceano Pacifico: California, Oregon e Washington.

Alle 6 termineranno le votazioni alle Hawaii e in Alaska. In quest’ultimo Stato la democratica Mary Peltola sfiderà il senatore repubblicano uscente Dan Sullivan, con il 71% di possibilità di conquistare il seggio.

Gli ultimi cittadini a recarsi alle urne saranno quelli delle isole Aleutine occidentali, la parte più remota dell’arcipelago dell’Alaska, che si estende in direzione dell’Asia. In questa zona i seggi resteranno aperti fino alle 7, ora italiana.

Come vengono diffusi i risultati negli Stati con più fusi orari

Negli Stati attraversati da due diversi fusi orari, la pubblicazione dei primi dati elettorali non deve necessariamente attendere la chiusura di tutti i seggi.

In Indiana e Kentucky, per esempio, i primi risultati cominceranno ad arrivare poco dopo mezzanotte, dalle contee in cui le votazioni saranno già terminate, mentre quelle occidentali continueranno a essere aperte.

Un meccanismo analogo si verificherà dalle 2 in Texas, Kansas e Michigan: le contee che avranno concluso le operazioni di voto potranno comunicare immediatamente i primi dati, mentre le aree appartenenti al fuso orario successivo, tra cui El Paso, resteranno aperte ancora un’ora.

In Florida, le prime contee inizieranno a diffondere i risultati all’una di notte, ma il portale ufficiale dello Stato pubblicherà i dati soltanto dalle 2, quando avranno chiuso anche i seggi del Panhandle.

Diversa la situazione in South Dakota e Idaho, dove le disposizioni legislative vietano la diffusione dei risultati prima della chiusura di tutti i seggi presenti sul territorio statale. Di conseguenza, bisognerà attendere rispettivamente le 3 e le 5.

L’Associated Press, l’agenzia di stampa che comunica le proiezioni dei vincitori utilizzate da gran parte dei media statunitensi, segue una regola precisa: non attribuisce la vittoria in uno Stato prima che siano terminate le operazioni di voto in tutte le sue circoscrizioni.

È importante sottolineare che gli orari indicati si riferiscono esclusivamente alla chiusura dei seggi e non al momento in cui saranno disponibili i risultati elettorali. Inoltre, chi si trova già in fila al momento della chiusura conserva comunque il diritto di esprimere il proprio voto.

Per ottenere la maggioranza al Senato, i democratici devono raggiungere quota 51 seggi. Questo perché, in caso di perfetta parità, con 50 seggi per ciascun partito, sarà determinante il voto del vicepresidente JD Vance.

Dove seguire le elezioni di Midterm in diretta su YouTube

In attesa di conoscere quali emittenti televisive trasmetteranno la diretta dello scrutinio, è possibile seguire gratuitamente la notte elettorale attraverso diversi canali YouTube, senza bisogno di sottoscrivere un abbonamento televisivo.

Tra le principali opzioni disponibili negli Stati Uniti figurano:

  • NBC News NOW, il servizio gratuito di informazione in streaming della NBC. La rete trasmetterà anche la cosiddetta Kornacki Cam, a partire dalle 17:30 del fuso orario della costa orientale (ET), con diretta prevista anche su YouTube.
  • ABC News Live, il canale digitale di informazione della ABC, disponibile in streaming 24 ore su 24.
  • CBS News 24/7, la piattaforma di notizie in diretta della CBS, che offrirà anche la copertura elettorale sul proprio canale YouTube.
  • LiveNOW from FOX, il servizio gratuito di informazione in diretta di Fox, accessibile su YouTube.
  • PBS NewsHour e C-SPAN, due canali che già nel 2024 avevano trasmesso la notte elettorale attraverso YouTube.

Anche chi si trova fuori dagli Stati Uniti potrà seguire gli aggiornamenti in tempo reale. Tra le alternative disponibili ci sono Sky News e Al Jazeera English, entrambe accessibili gratuitamente su YouTube con una programmazione in diretta attiva 24 ore su 24.