Al di là di tutto il resto, il vero tema politico di queste prossime elezioni è, alla fine, esattamente quello della guerra. tema portato oggi alle estreme conseguenze da Conte, ma anche dai cosiddetti giovani del PD
Due cose colpiscono più di ogni altra cosa, nella furibonda campagna elettorale di Conte per la vittoria nelle primarie: 1.- l’evidente e palpabile odio diretto e personale verso la Schlein e il PD, quest’ultimo, peraltro, tradizionale: sempre un grillino è; 2.- la irreversibilità della affermazione circa il mancato voto alle elezioni politiche di parte degli stellini alla Schlein e quindi al PD. Vi sarebbe, invero, da aggiungere la evidente studiata manovra per ritardare al massimo la sua presa di posizione di questi giorni, in maniera da ridurre i tempi di discussione tra le parti di un possibile accordo elettorale, ma specialmente da impedire, nella sostanza, in ogni modo la possibilità di una discussione ampia e aperta a tutti, che avrebbe potuto servire a dare tempo alla gente normale, grillini inclusi, di farsi un’opinione sulle rispettive posizioni, permettendone una sintesi. Del resto in questo Conte è buon secondo rispetto alla Meloni, che porta, impone, in Parlamento una legge elettorale del tutto antidemocratica e incostituzionale, a pochi mesi, se non settimane, dal voto, impedendo così a chi lo volesse di ricorrere alla Corte Costituzionale. Anche se francamente non credo siano moltissimi i politicanti davvero interessatiad un passo del genere: questa legge più porcella del porcellum, fa comodo a tutti, o almeno tutti credono che gli faccia comodo: i capipartito, non gli elettori né le “basi” dei partiti.
Tornando a noi: proprio l’affermazione sul rifiuto degli stellini di votare la Schlein (ove fosse a capo di una possibile alleanza elettorale: badate, non alle primarie, ma al voto vero e proprio!) taglia in qualche modo la testa al toro. È un ricatto puro e semplice e chiarissimo, ormai: “o votate me o perdete le elezioni”. Messaggio noto e chiaro, a mio parere, da tempo, da molto tempo, anche se con la sua ammirevole “testarda volontà unitaria” la Schlein e i suoi consiglieri (per lo più a mio parere, infidi) hanno deliberatamente cercato di sorvolare, mai pensando ad una sorta di suicidio del centro-sinistra. Errore gravissimo perché, banalmente, gli stellini non sono nemmeno lontanamente di “sinistra”.
Questo la dice lunga sulla reale situazione politica e sulla capacità politica degli attori. Innanzitutto, perché Conte ha almeno due o tre alleati, il cui cinismo (sorvolo sull’altezza di pensiero) è proverbiale. Renzi, che dal primo giorno cerca di scalzare la Schlein e comunque è, come sempre, aperto a qualunque soluzione anzi sollecitatore di qualunque soluzione che depauperi il PD della sua forza e, direi, che modifichi la Costituzione in senso autoritario. Che poi voglia davvero promuovere la Salis o Manfredi è relativamente irrilevante, anche se è prevedibile: due mezze figure non fanno una figura, che resterebbe sempre lui. Il cinismo di Renzi non ha limiti (“Enrico stai sereno”, questo e non altro è Renzi) e, fossi io uno dei due citati, non mi limitereia toccare ferro, ma espatrierei pur di non esserci messo in mezzo. Del resto, la sporca operazione Picierno, non mi pare che abbia dato a quest’ultima non tanto visibilità, quanto prospettive governative. Su Calenda, meglio stendere un velo pietoso. Quanto al rappresentante ei “sindaci”, non esiste e il buon Ruffini, autonominato federatore, visibilmente non ha nulla da dire.
Ma la Schlein si è lasciata cadere in una trappola ben congegnata da Conte, quando è comparsa nelle famose foto … senza Renzi, allontanando così le prospettive di un accordo anche con lui, che, cinismo a parte, è in grado, penso, di suscitare simpatie abbastanza trasversali, benché apparentemente poche, almeno per ora: un buon cinico è meglio di mille idealisti, no? Trappola, dico, perché così Conte è riuscito nel suo capolavoro: isolare la Schlein, che ormai parla solo con i (pochi) suoi e, malamente, col duo straordinario di parolai di AVS, ricchi di pietre asciutte da portare in Parlamento … sorvolo sui cartelli, che disboscano foreste.
E, a mio parere, ne è una prova “l’uscita” dei “giovani” del PD e la loro affermazione di voler essere «disertori», con l’affermazione tanto violenta quanto sballata: “questa è una guerra vostra, fatevela voi” … con tutte le raffinate discettazioni del duo Gramellini – Zagrebelski. Che, me lo permetterete, è chiacchiera allo stato puro tesa solo a cercare voti tra i “pacifisti” assoluti, ignari e ignoranti, ad esempio, che, mentre loro “disertano”, una nostra fregata scorta una nave carica di beni diretti in Italia, per impedire che gli Houti la affondino … senza la odiosa fregata bene armata, la nave avrebbe passato lo stretto di Bab el Mandab, di quei beni avremmo potuto fare a meno? Ma, a quanto pare, anche i “giovani” del PD quanto a “politichese” e superficialità (per non citare l’assenza di coraggio) non sono secondi a nessuno.
Ora, penso, Conte, che ha tirato alle lunghissime le sue ultime manifestazioni (proprio come la Meloni sulla legge elettorale) ha le mani libere. Perché, nel panorama politico che abbiamo di fronte è certamente quello che può tranquillamente voltare le spalle alla sinistra e allearsi con la Meloni: “basis vult”! Lo ha già fatto, perché non dovrebbe farlo ancora? E la Meloni, in realtà, ha bisogno di un contrappeso “a sinistra” e certo non basta Calenda, che non conta nullaanche se ha varie “simpatie”, dato il crollo e la estremizzazione della Lega … Nord, che rischia di condannarsi da sola. La Meloni ha urgenza di avere una copertura, per potere fare a meno di Vannacci o almenomettergli la mordacchia. Non perché non avrebbe voglia di allearsi con lui (figuriamoci) ma perché ciò potrebbe alienarle qualche simpatia nel cosiddetto centro, e non parlo della mitica Marina.
E lo fa, Conte come la gran parte dei nostri politicanti, “aggirando” la verità: «il 91% degli stellini vuole niente armi e niente Ucraina», dice più o meno. Ma dimentica che si tratta del 91% di meno del 50% degli iscritti abilitati al voto (46.000 circa su 106.000 circa), cioè di circa 40.000 persone. Vi sembra accettabile che 40.000 persone decidano insindacabilmente dei destini del Paese? Na, ma in pratica sì, visto che, purtroppo, in un Paese in cui il 40% del 60% degli italiani governa da quattro anni senza opposizione e a colpi di decreti legge firmati dal Presidente della Repubblica. Ma il PD tace e Conte (ultima “uscita” del 21.9) alla domanda “quando vedrà gli altri del campo largo?” risponde “io sono qui”. Tradotto: vengano da me col cappello in mano.
Peccato perché le idee diverse e intelligenti, evolutive e promettenti, la Schlein le aveva, quando fu eletta segretario con il voto decisivo di molte persone esterne al PD! … e l’appoggio di Paolo Mieli, io avrei fatto gli scongiuri.
Le aveva le idee, specialmente sul tema più delicato oggi – anche se, a mio parere, del tutto fasullo – la guerra in Ucraina e la conseguente, benché non necessaria, partecipazione attiva ad essa. Ricordate? Quando fu eletta, disse chiaramente e ripetutamente che si sarebbe “adeguata” alla linea del PD che aveva trovato già delineata su quel tema, anche se chiaramente aveva idee diverse. E che le avesse e le abbia, lo si è visto mille volte, finché, proprio per questo, cominciarono gli strappi, culminati nel colpo alle spalle, orchestrato Da Renzi (e non solo) della signora Picierno, che lasciò il Partito, ma dimenticò di lasciare il seggio.
Al di là di tutto il resto, il vero tema politico di queste prossime elezioni (sperando che non siano le ultime) è, alla fine, esattamente quello della guerra. tema portato oggi alle estreme conseguenze da Conte, ma anche dai cosiddetti giovani del PD.
Siccome io vivo di speranze, non escluderei al cento per cento che la “mossa” dei giovani sia dettata proprio dalla volontà di creazione di una necessità/opportunità per la Schlein di rivendicare quella posizione pacifista per indurla a decidere una posizione più aperta al negoziato, cioè alla realtà. Cosa che, penso, potrebbe essere in prospettiva vantaggiosamente “giocata” in Europa, visto che ormai le destre più estreme, quelle sì, filo-Putin, acquisiscono ogni giorno più spazio per cui una posizione “ragionevolmente mediatoria” italiana potrebbe giovare ad equilibrare una situazione che, altrimenti, potrebbe degenerare in una sorta di alleanza strutturale con la Russia.
L’Europa, invece, ha bisogno estremo di autonomia, ha necessità di pensare di sé e convincersi che c’è, e una Schlein vincente potrebbe essere una carta decisiva o almeno importante.
