L’Europa, almeno in parte e almeno formalmente, smette di essere il fornitore di armi e di strumenti di guerra all’Ucraina, tornando a quella che avrebbe dovuto essere la sua principale funzione fin dall’inizio, di difensore dei principî e del diritto, ma non di parte in una guerra: anzi il contrario, mediatore di pace

 

 

 

 

Farebbe perfino un po’ ridere, anzi sganasciarsi dal ridere il titolo di apertura di Repubblica ieri 24.12.2025 ore 16.30, se, riaprendo la pagina alle 17.30, non lo trovassi sostituito come apertura da un altro, purtroppo molto frequente ma non così brutale, che dice: «Naufragio al largo della Libia: Sea Watch ‘Morti 116 migranti, un sopravvissuto’». Nessun commento. Solo sul titolo i morti sono «migranti»: ormai un insulto, peggio la qualifica di una specie biologica che si spera, ma non è, in via di estinzione. Mi vergogno solo a parlarne … tanto non ne parlerà nessuno, il governo tacerà, la guardia costiera non ne sa nulla, le capitanerie di porto nemmeno, la Tunisia non sa, come la Libia, di avere uno sbocco al mare e così via. Per fortuna il generale Tricarico è a Modena a seguire corsi di filosofia!

Subito sotto, gridato come al solito, il titolo del quale volevo parlare: la negazione del visto di ingresso negli USA a non so quale ‘esponente’ europeo. E, subito dopo, la frase storica della von der Leyen (si pronuncia “fon der laion”, ci ha spiegato inutilmente addirittura con dei video, ammesso e non concesso che interessi a qualcuno … ma questi politicanti ormai credono di esistere) «Non ci lasciamo intimidire, difenderemo la nostra democrazia!». Sorvolo sulla minacciosissima «richiesta di chiarimenti»; sorvolo sulla rituale affermazione di Salvini «hanno fatto bene»; sorvolo sulla domanda di fondo: di che “democrazia” sta parlando, dove, quale, quando?; sorvolo sulla “intimidazione” … ma di che parlate: è paura, paura blu, terrore, panico, aiuto mamma, anzi “mamma li turchi”!

Ma, ripeto sorvoliamo, anche sulla provocatoria foto (ci scommetto fino a due euro che il suggerimento viene dagli uffici di Palazzo Chigi) che accompagna il titolo, del leone accanto a Merz il bellicoso. Dico che potrebbe essere suggerito l’accostamento, perché la saga corrente in questo paese (Repubblica inclusa, mi pare e Huffingtonpost anche, che ripetono testualmente un comunicato ufficiale del Consiglio della UE) è che dalla riunione dei giorni scorsi del Consiglio Europeo, siano usciti ‘sconfitti’ il leone e il bellicoso, grazie al voltafaccia di Orbàn d’accordo con il complotto ordìto alle spalle del bellicoso dal recalcitrante Belgio, dal meno filo-tedesco del solito Macron e dalla furbissima e geniale Meloni. Bene, se ci credete avete trovato la storia da raccontare ai bambin stasera per farli addormentare.

Appunto, dico, i bambini. Perché siamo ormai ai dispettucci da bambini o forse, peggio, da vecchi: dispetti senili, giochetti inutili e dannosi. I bambini sono ‘innocenti’ per definizione, i vecchi quando sono ‘senili’, si intende che sono rimbambiti.

Ma anche qui, ognuno è perfettamente libero di pensarla come vuole, almeno per ora.

Io cerco di guardare a questa cosa in un quadro un tantino più articolato. Perché, sull’avversione (forse addirittura odio) di Trump (e di buona parte, diciamocelo francamente, degli USA) per l’Europa e gli europei sappiamo quasi tutto da tempo, ma sul resto forse siamo meno informati. Perché in contemporanea avvengano alcune altre cose. L’Ucraina (ovviamente aiutata, anzi ‘operata’ da qualche ‘consigliere’ britannico, statunitense o israeliano o tutti e tre) colpisce con un tiro precisissimo una petroliera in navigazione a largo di Cipro … vi rendete conto? Cipro: guardate una carta geograficase non ci riuscite, telefonate al generale Vannacci, lui sa tutto sulle care geografiche. Quasi contemporaneamente non meglio definite ‘navi NATO’ fermano o sorvegliano, insomma, rompono le scatole ad altre petroliere nel Mare del Nord sulla base di un accordo di reciproca assistenza militare GB-Norvegia o magari su suggerimento dell’ammiraglio Cova Dragone. Tranquilli, non succede nulla di serio, mica è un drone presunto russo che sorvola Stoccolma, quello è una aggressione. Ma non qui: le navi vengono seguite e in un solo caso una nave (la Adler, mi pare) viene trattenuta nel porto svedese in cui era entrata per avarie (come permette chiaramente il diritto internazionale) perché ‘sospetta’ di trasportare petrolio russo, che, secondo gli USA e la NATO non può essere venduto, ma secondo il diritto internazionale vigente sì. La solita ‘guerra fredda’, che ogni tanto viene rinfocolata, salvo che, poi, se ci si mettono di mezzo gli ucraini con i loro suggeritori, possono accadere guai, guai grossi. Non è mica detto che ‘Putin’ accetti di vedersi ammazzare generali all’infinito!

Contemporaneamente, infatti, la Russia intensifica i propri attacchi in Ucraina e Zelensky negozia la pace … con Trump. Al quale, pare, ha assicurato finora la gran parte dei famosi 28 punti di un paio di settimane fa. Sta in fatto però che, se non negozia anche con la Russia la pace non arriverà mai. Ma inoltre, se l’Europa continua ad armare e intervenire al fianco dell’Ucraina, non solo la guerra non finirà mai, ma l’Europa rischia di essere letteralmente stracciata dai due nemici/amici (USA e Russia) concordi nel non volere che l’Europa esista come entità politico-economica. Credo lo abbia capito perfino Tusk (Polacco), che infatti assume posizioni più ‘dialoganti’ di prima.

La decisione del Consiglio Europeo di cui parlavo prima, però, ha deciso finalmente di lasciare stare gli asset russi in Belgio e altri Paesi europei e di lanciare, invece, un prestito internazionale (una sorta di ‘Eurobond’ avversatissimi dai tedeschi, desideratissimi dagli italiani: entrambi per ovvi motivi) per sovvenzionare l’Ucraina non necessariamente, ecco il punto che nessuno sottolinea, con o per armi: 90 miliardi «che dovrebbero rappresentare i due terzi del fabbisogno di Kiev per il biennio 2026-2027. Per le esigenze economico-finanziarie e ovviamente della difesa. L’obiettivo, si legge infatti nel documento finale approvato dai leader dell’Unione, è quello di affrontare «le urgenti esigenze finanziarie dell’Ucraina per il periodo 2026-2027, comprese quelle relative agli sforzi militari e di difesa». Non so se escluse o no, le ‘mazzette’.

Qui, a mio parere, sta la differenza dal passato. Perché l’Europa, almeno in parte e almeno formalmente, smette di essere il fornitore di armi e di strumenti di guerra all’Ucraina, tornando a quella che avrebbe dovuto essere la sua principale funzione fin dall’inizio, di difensore dei principî e del diritto, ma non di parte in una guerra: anzi il contrario, mediatore di pace.

In questa luce, forse, va letta la proposta di Macron di incontrare Putin: provare a rimettere in piedi le basi per un compromesso, che alla fine ‘salvi’ l’Europa come istituzione. Non per nulla, l’iniziativa di Macron è stata subito criticata da quella stessa Meloni che avrebbe partecipato alla ‘trappola’ anti-Merz sul finanziamento dei 90 miliardi.

Beninteso è troppo presto, largamente temo, troppo presto per potere parlare di fine della guerra, ma certo, forse, un passetto avanti verso una discussione giuridica e politica della questione, in maniera contorta quant’altre mai, è stato fatto.

Cosa molto, ma proprio molto più lontana per la Palestina, dove il disastro e il massacro continuano, solo fortemente attutiti dal silenzio generale. Anche se non manca di fare parlare di sé la signora Albanese che ora lamenta di non essere stata ‘protetta’ dal Governo italiano. Che, sicuramente non la ha protetta, ma in fondo sarebbe spettato a ben altri farlo: le NU e il resto del mondo, che invece nulla hanno potuto o saputo o voluto fare. Certo, dall’Italia cosa si aspettava?

Ma questo è un altro discorso, sul quale torneremo. Per ora: buon Natale!

Di Giancarlo Guarino

Giancarlo Guarino è Professore ordinario, fuori ruolo, di Diritto Internazionale presso la Facoltà di Economia dell’Università di Napoli Federico II. Autore di varie pubblicazioni scientifiche, specialmente in tema di autodeterminazione dei popoli, diritto penale internazionale, Palestina e Siria, estradizione e migrazioni. Collabora saltuariamente ad alcuni organi di stampa. È Presidente della Fondazione Arangio-Ruiz per il diritto internazionale, che, tra l’altro, distribuisce borse di studio per dottorati di ricerca e assegni di ricerca nelle Università italiane e straniere. Non ha mai avuto incarichi pubblico/politici, salvo quelli universitari.