Il governo Meloni punta tutto sull’amico di bisbocce Donald. Ma non si può dimenticare che gli USA, dopo la seconda guerra mondiale non hanno più vinto una guerra, posto pure che abbiano vinto quella
E dunque, almeno una cosa la abbiamo appresa ed è importante. Chiunque può prenotarsi un posto come «ospite» su un volo di stato, insomma su di un aereo da guerra, che so un bombardiere, un C130 di infausta memoria. E può farlo ad un “certo” (qui il segreto è plumbeo, ma c’è il) prezzo. Che, nel caso di specie il Ministro della difesa italiano, distrattamente presente con la famiglia (il figliolo e la moglie capi di non so quale società commerciale e industriale) ed altri amici dirigenti di altre aziende – forse al famoso 61° piano dell’Hotel dove ha sede il “Billionaire” di Flavio Biatore – il ministro in questione, dico, sprezzantemente triplica e bonifica direttamente al Capo di Stato Maggiore del mondo intero – del quale ha l’IBAN nel portafogli, e chi non de l’ha? – per tornare in Italia solo soletto a difenderci. Visto che, non fidandosi dei Servizi Segreti, non li ha avvisati che partiva e questi non gli hanno detto ciò che sapevamo tutti, perfino Tajani, e cioè che proprio lì stava per cominciare una guerra. Però, apprezzate la finezza da Visconte del Tuttoèmio, lui butta lì sul tavolo il triplo del prezzo usuale … ce ne è anche per le mance. Certo, lì a Dubai (poverini, che diamine manco una vacanza a Dubai puoi farti in piena Quaresima!) restano ‘accampati’ negli alberghi di lusso gente importante come Big Mama, Mancini e non so chi altri ‘con i missili che ci passano sulla testa’!
E, a proposito, il “Signor Presidente del Consiglio on. le Giorgia Meloni”, che fine ha fatto, è al telefono in continuazione con Trump?Lui, Giorgia, sapeva tutto, ma ha taciuto per discrezione?
Aggiungo solo che resto interdetto dal grande apprezzamento di Ferruccio de Bortoli per la bravura e la generosità del ministro «facessero tutti così» … vi rendete conto? questo è il nostro giornalismo! E il ministro bravo e bello aggiunge solo mostrando, suppongo, la copia del bonifico e rivolto all’opposizione: «Non meritano la fatica che ho dedicato al servizio della Nazione in questi anni, lo dico con sofferenza ma è così».Poverino.
Ma veniamo solo brevemente al cuore del problema.
Che l’Iran fosse un soggetto poco gradito ad una parte della Comunità internazionale, non implica il diritto di alcuni soggetti di colpirlo ‘preventivamente’, tanto più che, allo stato degli atti, era in corso un negoziato e l’Iran non aveva fatto nulla di ostile contro alcuno, in particolare contro Israele. Che poi fomentasse più o meno direttamente le forze politiche e militari ostili alla presenza di Israele in Gaza e Cisgiordania, rientra, con tutte le cautele del caso … qui non posso che rinviare a miei numerosi articoli anche in questo giornale, nel diritto/dovere (sì, addirittura dovere) di uno stato di sostenere una popolazione alla ricerca della soddisfazione della propria aspirazioneall’autodeterminazione. Che però, vale per tutti, cioè anche per la popolazione iraniana, una parte della quale ambisce legittimamente alla stessa cosa.
Ma c’è modo e modo di esercitare e di garantire le legittime aspirazioni di chiunque, salvo, intanto, ad averle accertate in maniera attendibile ed inoppugnabile e salvo, altresì, ad avere concordato con le strutture esistenti della Comunità internazionale le modalità, i tempi e i luoghi.
Bisognerebbe avere la onestà intellettuale e la forza, di finirla di ridurre il diritto internazionale ad una frase, più o meno smozzicata, dell’art. 2.4 dello Statuto delle Nazioni Unite. Certo, importante, ma non esaustiva del diritto internazionale, che nella sua gran parte è diritto non scritto.
E il diritto non scritto, esclude in maniera definitiva la legittimità dell’uso della forza, cioè della guerra, fatta eccezione per taluni casi di legittima difesa. Anche la pretesa di esercitare “a nome della popolazione che si suppone oppressa” la cosiddetta «responsibility to protect», cioè la possibilità di agire militarmente a “difesa” della popolazione, è stata troppe volte usata peer interessi di parte per poter essere credibile … vedi caso della Libia.
Quanto al diritto di Israele di esistere, ed esistere in pace, come soggetto di diritto internazionale, benché nato illecitamente, è un diritto assodato e indiscutibile, del tutto pari alla pretesa di avere uno stato per sé del soggetto di diritto internazionale “Palestina”. Entrambi non hanno il diritto di usare la forza bellica e la definizione di chi sia l’aggressore compete alla Comunità internazionale e non al soggetto più forte o più rumoroso.
Quando dico divieto “generale” di uso della forza (di fare la guerra) mi riferisco in particolare, ma solo in particolare ad una manifestazione normativa non contrattuale della Comunità internazionale, espressa diffusamente (e mai ritirata o smentita) a partire dalla importantissima sentenza della Corte Internazionale di Giustizia nel caso Nicaragua-USA del lontano 1986, detta spesso “familiarmente” tra gli internazionalisti, specie italiani, “sentenza Ago”. Così nominata,dal nome di una grande giurista italiano (Roberto Ago, appunto) che prima aveva posto le basi logiche e analitico-normative di quella sentenza, nei suoi formidabili “rapporti” sulla responsabilità internazionale degli stati, tra l’altro con la distinzione fondamentale tra “crimini” e “delitti”. Analisi portata avanti, molto avanti, da un altro notevole giurista, Gaetano Arangio-Ruiz, fino al punto quasi di elaborare un testo definitivo, che è, insieme ai rapporti di Ago, una pietra miliare del diritto internazionale moderno e vero. Rapporto che non fu steso nella sua forma definitiva solo perché un ministro degli esteri italiano, scoprì, al momento di nominarlo di nuovo a fare parte della Commissione del diritto internazionale delle NU e stendere il rapporto, che era troppo vecchio per continuare.
Il rapporto, alla fine, fu in gran parte depotenziato da un giurista australiano che portò a termine un articolato, peraltro rimasto lì senza effetti significativi. Ma restano i due giganteschi studi e la grandiosa sentenza Nicaragua-USA, con i due fondamentali pareri della stessa CIG sulla questione della Palestina e infine con l’istituzione della Corte Penale internazionale, pietre angolari del diritto internazionale vigente,dove è scritto chiaro e tondo che le politiche attualmente in atto da parte di un notevole numero di soggetti di diritto internazionale, sono totalmente illecite, anzi criminose.
Per opera anche, se non principalmente, di giuristi italiani. Solo per dire, che non esiste solo Crosetto in Italia, anche se è in buona compagnia.
Poi vedremo come va a finire. Per ora il solito Libano è sommerso dalle bombe, come l’Iran, che colpisce Dubai e Creta, facendo innervosire la Meloni che punta tutto sull’amico di bisbocce Donald. Mi permetto solo di ricordare che gli USA, dopo la seconda guerra mondiale non hanno più vinto una guerra, posto pure che abbiano vinto quella.
