‘Absolute Resolve’ richiama alla mente analoghe operazioni statunitensi della storia recente. Ecco quali
Due premesse. La prima: al di là del tanto discutere, il diritto internazionale, lo ammetterà magari sottovoce qualunque studioso della materia, è una sorta di ‘pelle di zigrino’: espressione mutuata dal romanzo di Honoré de Balzac: il talismano magico che esaudisce i desideri, ma si restringe, simboleggiando il prezzo della vita, del piacere e il conflitto tra desiderio e realtà.
Seconda premessa: per quanto cinica e brutale possa apparire, è sempre valida la massima attribuita a Cosimo de’ Medici e fatta propria da Nicolò Machiavelli: “Gli stati non si governano con i paternostri”. La politica in generale e il “governare” esigono doti di pragmatismo, realismo e azione concreta (la “virtù”, come la definisce Machiavelli), che spesso cozzano con valori e principi ideali; le situazioni richiedono la capacità di prendere decisioni difficili, spregiudicate, “necessarie”.
Si può obiettare, e con fondamento, che l’operazione ‘Absolute Resolve’ che ha portato in carcere negli Stati Uniti il dittatore venezuelano Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores è comunque la si metta, una clamorosa ingerenza che non si avvale neppure delle tenui foglie di fico che a suo tempo cercò George W. Bush per invadere l’Iraq e defenestrare Saddam: allora si costituì un “cartello” di paesi “volenterosi” e l’allora segretario di Stato Colin Powell con la falsa esibizione di quella fiala con letale sostanza, cercò, almeno, di dotarsi di dotarsi dello “scudo” delle Nazioni Unite.
Nel caso del presidente Trump niente di tutto questo: la Delta Force è entrata in territorio venezuelano, gli agenti della CIA in collaborazione con elementi del regime di Caracas, avevano adeguatamente preparato il terreno; hanno sorpreso Maduro e consorte, nel giro di poche ore hanno concluso l’operazione. In questo Trump ha ragione: l’operazione tecnicamente parlando è stata impeccabile, da manuale.
Fosse ancora vivo uno scrittore come Clive Cussler e il suo team di “negri” potrebbero ricavarne una puntata della loro saga che ha per protagonista Juan Cabrillo, comandante della fantascientifica “Oregon”, braccio armato della CIA “nelle più sporche operazioni segrete al servizio della libertà e della giustizia”.
Trump (qui sta la pericolosità del precedente che ha creato con “Absolute Resolve”), teorizza, rivendica che l’unico diritto valido è quello della forza. Il regno di Camelot non è di questo mondo, ma lui è sfacciatamente, arrogantemente, “sincero”: non ha regole, non riconosce regole; non ci sono entità e organismi cui ritiene di dover tenere conto. Si ritiene al di sopra di tutti e tutto: vuole e può e non si fa scrupolo alcuno di perseguire gli obiettivi che non sono neppure “solo” l’interesse degli Stati Uniti; sono i suoi e dei suoi “famigli”, quelli che contano.
Una caratteristica che ha in comune con molti altri tragici personaggi della storia più o meno recente: fa quello che aveva promesso di voler fare.
Dov’è la differenza, l’evoluzione rispetto ai suoi predecessori? Nel fatto che le ‘operazioni sporche’, ovvero attività segrete non tanto o solo per garantire il successo, ma perché illegali e moralmente discutibili (interventi militari mascherati, operazioni di intelligence, sabotaggi, sostegno a regimi e gruppi paramilitari) erano negati. Un ‘fare ma non si dice’.
Ancora oggi non sono conosciuti molti dettagli dell’operazione Paperclip, il reclutamento di scienziati e di tecnici tedeschi con un passato di ex nazisti, dopo la Seconda guerra mondiale, per sfruttare le loro competenze scientifiche e tecnologiche (da detto che i sovietici hanno fatto la stessa cosa, e perfino alcuni paesi arabi come l’Egitto di Nasser o la Siria di Assad). Una quantità le guerre per procura e destabilizzazione: dal Cile di Salvador Allende al sostegno al movimento Contras contro i Sandinisti del Nicaragua negli anni 80; nel corso della loro storia di Stati Uniti sono stati militarmente coinvolti in quasi tutti i paesi del mondo, spesso attraverso operazioni non ufficiali. ‘Operazioni’ caratterizzate da opacità, le violazioni dei diritti umani, giustificate con la necessità di garantire la sicurezza nazionale. Per le ‘Dirty Wars’ si può fare affidamento su forze scelte dei Navy Seals, Delta Force, la Special Activities Division della Cia, il Joint Special Operations Command: migliaia di commandos segreti che operano in tutto il mondo: finanziati attraverso ‘fondi neri’, sono Forze di Operazioni Speciali: missioni in zone “negate”, omicidi mirati,rapimenti, utilizzo di droni, AC-130 e attacchi missilistici. Una milizia fantasma utilizzata indifferentemente dalle amministrazioni Bush come da quelle di Barack Obama e Joe Biden.
È sotto l’amministrazione Obama (con la fattiva e interessata collaborazione francese) che è stato defenestrato il dittatore libico Muhammar Gheddafi e si sono approntate iniziative per destabilizzare il regime siriano di Assad.
‘Absolute Resolve’ richiama alla mente un’analoga operazione, quella contro il dittatore di Panama, Manuel Antonio Noriega Moreno.
Bisogna fare un salto nel tempo. A suo tempo era noto come “cara de piña”, faccia da ananas, per via delle cicatrici sul viso lasciate dal vaiolo.
Folgorante la carriera di Noriega, nella Guardia Nacional del Panama; è un fedele collaboratore del colonnello Omar Torrijos, ancora oggi molto popolare: riesce a strappare al presidente Jimmy Carter la restituzione della sovranità sul Canale che unisce Atlantico e Pacifico (e che ora Trump mette in discussione).
Torrijos muore nel 1981, vittima di un incidente aereo sospetto. Noriega prende il potere e istaura un regime dittatoriale, sostenuto dagli Stati Uniti. Il Panama diventa la centrale di operazioni clandestine e traffici illegali. Noriega è nel libro paga della CIA guidata da George Bush senior, ma è anche l’uomo di fiducia del narco-trafficante Pablo Escobar e del colombiano Cartello di Medellìn. Fa “transitare” nel suo Paese le armi per i Contras che si oppongono alla rivoluzione sandinista in Nicaragua, è uno dei protagonisti dell’ “affaire” Irangate che coinvolge l’amministrazione di Ronald Reagan per la triangolazione di armi e cocaina tra il Medio Oriente e il Centro America per finanziare la guerriglia antisandinista e vendere armi sottobanco all’Iran. Grazie a Noriega, il Cartello di Medellìn crea una testa di ponte per la cocaina a Miami. Un “gioco” rischioso, che alla fine paga duramente: diventato troppo “scomodo”, alla vigilia del Natale del 1989, circa trentamila marines invadono il Panama per defenestrarlo e portarlo in un carcere degli Stati Uniti. L’intera “operazione” causa la morte di circa tremila persone. Noriega viene condannato a 41 anni di carcere.
Per tornare a Maduro. È solo l’ultimo di una serie di blitz in Centro e Sud America, legittimate dalla ‘dottrina Monroe’ del 1823. Secondo quanto teorizzato dal quinto presidente USA, non è consentita alcuna ingerenza negli affari politici di potenze straniere nell’intero continente americano, gli unici che possono dettar legge sono gli Stati Uniti. È soprattutto Novecento che Washington ordina operazioni militari dirette o “coperte”, grazie ai servizi d’intelligence, per rimuovere governi scomodi, sostenere leader politici “amici”.
Nel 1904 si assiste a un ampliamento della dottrina Monroe da parte del presidente Theodore Roosevelt. Sotto la sua presidenza Washington rivendica il diritto di intervento nei Paesi dell’America Latina per tutelare i propri interessi e mantenere stabilità e ordine, facendo di fatto di quella regione il proprio “cortile di casa”.
Ecco, dunque, che nei primi anni del XX secolo, le incursioni delle truppe USA in Honduras, dove la United Fruit Company e la Standard Fruit Company dominano nell’export di banane, per sostenere gli interessi statunitensi. Del 1912, l’occupazione del Nicaragua, con la creazione di una sorta di protettorato: obiettivo: impedire la costruzione di un canale in grado di mettere in difficoltà la Zona del Canale di Panamá, controllata dagli Usa.
Segue un periodo di “tregua” per la politica del “buon vicinato” con l’America Latina, promossa da Franklin Delano Roosevelt a partire dal 1933; con l’inizio della Guerra fredda si arriva al rovesciamento, nel 1954, del presidente democraticamente eletto, Jacobo Árbenz Guzmán, in Guatemala. Per quell’ “operazione” si fa uso di mercenari e guerriglieri sostenuti dalla CIA, è l’operazione “PBSuccess”. Guzmán, “colpevole” di aver promosso una riforma agraria che minaccia gli interessi della United Fruit Company, viene sostituito con una giunta militare guidata da Carlos Castillo Armas. Il ruolo degli 007 Usa nel putsch viene riconosciuto nel 2003.
È del 1961 il fallimentare “sbarco alla Baia dei porci”, avallato dal presidente John F. Kennedy. Militari ed esuli anticastristi addestrati dalla CIAtentano di rovesciare il regime di Fídel Castro, sbarcando sull’isola di Cuba, ma vengono sconfitti dai castristi. L’evento è il preludio della cosiddetta “crisi dei missili” dell’ottobre successivo. Sempre all’inizio degli anni Sessanta, la destabilizzazione del Brasile porta alla caduta di João Goulart (1964); e, nella Repubblica Dominicana, all’epurazione dopo soli sette mesi, del presidente eletto Juan Bosch; l’operazione “Power Back” viene giustificata, nell’ottica USA, per impedire che l’isola diventi una “seconda Cuba”.
Tra gli anni Settanta e Ottanta le “operazioni Condor”: un coordinamento tra dittature militari in Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Paraguay, Uruguay, sostenuto dai servizi USA: eliminati dissidenti e oppositori. Il caso più eclatante il golpe nel 1973 in Cile. Il presidente socialista, Salvador Allende, democraticamente eletto, viene rovesciato da un colpo di Stato promosso dalla CIA, e si uccide per non cadere prigioniero. Al suo posto la giunta militare di Augusto Pinochet, protagonista di unlungo regime sanguinario. Secondo un rapporto della Commissione nazionale per la verità e la riconciliazione, nei 17 anni di potere, si sono censiti ufficialmente più di 3.500 morti (tra assassinati o giustiziati, e sparizioni forzate, i cosiddetti desaparecidos), nonché più di 30.000 vittime di tortura e prigionieri politici. A queste si aggiunsero centinaia di migliaia di internati, esiliati o arresti arbitrari.
Preoccupati per l’allineamento del Nicaragua con Cuba e l’Urss, tra il 1982 e il 1989 gli Usa sostengono segretamente i “Contras”, controrivoluzionari nicaraguensi, in parte finanziati dalla vendita illegale di armi all’Iran, con l’obiettivo di destabilizzare il governo sandinista di ispirazione marxista. A El Salvador vengono invece inviati consiglieri militari per contribuire al soffocamento delle ribellioni del “Fronte Farabundo Martí per la liberazione nazionale”, di estrema sinistra: una guerra civile dal 1980 al 1992 che causa la morte di oltre 70.000 persone.
Nel 1983 marines e ranger Usa intervengonosull’isola di Grenada dopo l’assassinio del primo ministro, Maurice Bishop, da parte di una giunta di estrema sinistra, nell’operazione “Urgent Fury”. La motivazione ufficiale: proteggere un migliaio di cittadini statunitensi; in realtà lo scopo ècombattere il regime militare filosovietico di Hudson Austin.
Conclusione: abbiamo stilato un lungo elenco di “operazioni” poco commendevoli da parte degli Stati Uniti. Hanno dato il loro OK premi Nobel per la Pace (Theodore Roosevelt), presidenti repubblicani (Reagan, Bush) e democratici (Carter, Obama, Biden), detestati come Bush jr., amati come John Kennedy…
Fuori dalle Americhe, “operazioni” che abbiamo applaudito, come la cattura di Osama bin Laden, rifugiatosi in Pakistan, e lì scovato e ucciso; o che hanno suscitato critiche e polemiche, come il caso di Abu Omar, l’imam egiziano residente in Italia, rapito il 17 febbraio 2003 a Milano da agenti della CIA e, secondo alcune ricostruzioni, del Servizio segreto militare italiano. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti l’imam fu trasportato alla base aerea di Aviano e poi trasferito in Egitto recluso, interrogato e sottoposto a torture esevizie. La vicenda è considerata come uno dei più noti e meglio documentati casi di azione illegale eseguiti dalla CIA nel contesto della guerra globale al terrorismo. Ventitré agenti della CIA e due agenti italiani sono stati condannati per il rapimento.
Appendice necessaria: qui si è parlato solo di “operazioni” e “imprese” targate USA. Èpleonastico ricordare che le stesse cose (e forse peggiori) sono state fatte e le fanno anche i servizi segreti, le milizie, i mercenari, gli eserciti di altri paesi, si chiamino Russia, Israele, Inghilterra, Francia, Cina e via dicendo.
Piaccia o no, “Li stati non si governano con i paternoster”.
