Per il 75% degli ucraini il piano viene giudicato ‘completamente inaccettabile’, mentre solo una minoranza è disposta a prenderlo in considerazione
Tre quarti degli ucraini si oppongono al piano di pace Usa, che, tra le altre cose, prevede il ritiro delle truppe dal Donbass, limita le dimensioni dell’esercito ucraino e non contiene specifiche garanzie di sicurezza. E’ il risultato del sondaggio condotto dall’Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev tra il 26 novembre al 13 dicembre, ripreso dall’Ukrainska Pravda.
A pesare maggiormente sono alcune clausole ritenute troppo penalizzanti. Il piano prevede il ritiro delle truppe dal Donbass, una limitazione delle dimensioni dell’esercito ucraino e, soprattutto, l’assenza di garanzie di sicurezza chiare. Per molti cittadini, queste condizioni sembrano più una concessione forzata che un accordo equo e duraturo.
La reazione negativa non nasce solo da valutazioni politiche, ma anche dall’esperienza diretta della guerra. Dopo anni di combattimenti, distruzioni e sacrifici, l’idea di una pace che non assicuri protezione futura appare fragile. Come riportato da Ukrainska Pravda, per il 75% degli ucraini il piano viene giudicato “completamente inaccettabile”, mentre solo una minoranza è disposta a prenderlo in considerazione.
Il sondaggio mostra comunque che esiste una piccola parte della popolazione, circa il 17%, pronta ad accettare questa versione dell’accordo. Si tratta di un dato significativo, ma insufficiente a bilanciare il rifiuto generale. Questa distanza tra le posizioni evidenzia una frattura tra l’urgenza di fermare la guerra e la paura di pagarne il prezzo politico e territoriale.
Diverso è il giudizio sul cosiddetto piano Europa-Ucraina. In questo caso, la percezione cambia radicalmente: circa il 72% degli intervistati dichiara di essere pronto ad approvarlo. La differenza sembra risiedere in una maggiore attenzione alle esigenze di sicurezza e alla sovranità del Paese, elementi considerati centrali per una pace credibile.
Il quadro che emerge dal sondaggio è chiaro. Gli ucraini non rifiutano l’idea della pace in sé, ma respingono accordi che appaiono sbilanciati o privi di tutele concrete. In questo contesto, la parola pace assume un significato preciso: non solo fine delle ostilità, ma anche sicurezza, dignità e futuro. Senza questi elementi, qualsiasi piano rischia di restare, agli occhi della popolazione, solo una promessa vuota.
