Ecco il ritratto del primo uomo dichiaratamente gay a conquistare un seggio al Senato

 

Chris Pappas, eletto in New Hampshire, diventa il primo uomo dichiaratamente gay a conquistare un seggio al Senato. Durante la campagna elettorale non ha posto particolare enfasi su questo traguardo. Sebbene il marito abbia presenziato ad alcuni eventi, Pappas ha concentrato il proprio messaggio principalmente sui temi cari alla maggior parte dei democratici: il carovita e i costi dell’assistenza sanitaria, oltre alla lotta contro la corruzione a Washington.

Quarantasei anni, proveniente da una famiglia greco-americana nota per un famoso ristorante a Manchester, in New Hampshire: il Puritan Backroom, dove suo nonno inventò i “chicken tenders”.

Il suo bisnonno paterno emigrò dalla Grecia verso gli Stati Uniti all’inizio del XX secolo, stabilendosi nel New Hampshire. Il senatore ha più volte espresso pubblicamente l’orgoglio per le proprie origini, dichiarando di voler portare avanti i valori ellenici legati al lavoro e al servizio della comunità che la sua famiglia gli ha trasmesso.

Dopo gli studi universitari, Pappas ha iniziato il proprio percorso nelle istituzioni locali. È stato parlamentare statale, tesoriere della contea e componente del Consiglio esecutivo del New Hampshire. Nel 2018 è stato eletto alla Camera dei Rappresentanti, entrando in carica l’anno successivo. A 46 anni, il passaggio al Senato rappresenta il coronamento di una carriera sviluppata interamente nel territorio che ora lo manda a Washington con un incarico ancora più importante.

Nel 2019 entra alla Camera. Da deputato ha sostenuto l’Equality Act, il progetto democratico per introdurre nella legislazione federale tutele contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale o sull’identita’ di genere. Dopo la vittoria e’ salito sul palco con quello che ha definito il suo “fantastico marito”.

La partita del New Hampshire era considerata particolarmente importante per la composizione del Senato. Sununu, 62 anni, tornava a chiedere la fiducia degli elettori dopo aver già ricoperto incarichi alla Camera e al Senato. La sua precedente esperienza nella Camera alta si era conclusa nel 2008, quando era stato sconfitto proprio da Jeanne Shaheen. Durante la campagna ha cercato di presentarsi come un candidato capace di risolvere i problemi di Washington, criticando i cosiddetti politici di professione. Una posizione contestata da Pappas, che ha ricordato il percorso istituzionale dello stesso avversario.

Il democratico ha insistito sul rapporto tra Sununu e Trump, sottolineando il sostegno ricevuto dal candidato repubblicano da parte del presidente. “Team New Hampshire contro Team Trump” è stata la formula scelta da Pappas per sintetizzare il senso della competizione. Secondo i dati dell’AP Voter Poll, una parte consistente degli elettori considerava Sununu troppo vicino a Trump. La corruzione governativa e lo stato della democrazia figuravano inoltre tra le questioni maggiormente determinanti nella scelta alle urne.

Per i Repubblicani, la sconfitta di Sununu significa perdere l’occasione di rafforzare la propria presenza nella regione. Il New Hampshire non elegge un rappresentante repubblicano al Congresso dal 2010, pur avendo conosciuto negli ultimi anni una significativa presenza del partito conservatore nelle istituzioni statali. Sununu ha riconosciuto la sconfitta poco dopo la chiusura degli ultimi seggi, presentandosi davanti ai sostenitori con un messaggio di commiato: “È stata una campagna straordinaria, ma questa non è la nostra serata” ha dichiarato.