L’importante è “prevenire e contrastare”, cioè impedire … poi, a babbo morto, si valuterà se si sia o meno trattato di un atto di antisemitismo, se le varie polizie abbiano fatto bene o male … intanto è stato impedito: questo è ciò che conta!

 

Due «Ukase» determinano le righe che seguono. In assenza di essi, non mi sarei messo a studiare una questione così platealmente di parte.

Primo, un po’ comico, lo ammetto: Emanuele Fiano, parlamentare del PD, dichiara, come fa ormai ogni quindici giorni, che “se il PD non fa” qualcosa, lui lo abbandona. Nel caso di specie, ‘ordina’ al PD di votare a favore del disegno di legge sull’antisemitismo, una bruttura giuridica, politica e umana senza precedenti, salva la prima proposta di legge di molti anni fa sul «negazionismo». Non vado oltre, lo ho già fatto ampiamente.

Secondo, molto preoccupante: Liliana Segre, senatrice della Repubblica, afferma la assoluta necessità di votare all’unanimità a favore della legge di cui sopra, «sarebbe il caso di aprirsi  … alle inessenziali modifiche» del testo … per favorire (pare, ma il testo esatto non lo conosco) la possibilità di criticare lo Stato di Israele: quindi il disegno di legge contiene di fatto proprio questo, lo dice lei. Inessenziali, secondo lei, le modifiche, già giudicate inutili dalla UCEI (Unione delle comunità ebraiche italiane) perché il testo è già «frutto di un sapiente lavoro finalizzato al contrasto dell’antisemitismo e non introduce alcun divieto di critica nei confronti dello Stato di Israele o dei suoi governi». Notate bene, non ci sarebbe nessun divieto di criticare Israele … ci mancherebbe, oggi poi!

Vediamo un po’ come si articola il disegno di legge e cerchiamo di capire se e quando la disposizione in via di adozione sia lesiva, tra l’altro molto altro ma qui non trattabile, di due principî fondamentali non solo della nostra Costituzione (a quanto pare sempre di più poco amata dalle forze governative e sconosciuta a moltissimi: maggioranza e opposizione), ma anche dei principî fondamentali della Convenzione europea sui diritti dell’uomo e della Dichiarazione universale sui diritti dell’uomo: la libertà di pensiero e quella di manifestazione del pensiero.

Primo punto, come asseriva con la solita insopportabile ‘decisione’ Fiano il 1.10.2026 durante la trasmissione «Piazza Pulita», la legge non intende punire nulla, anzi, “non sono previste pene di sorta”, ma intende ‘solo’ ‘prevenire’. Vediamo perché ciò è platealmente falso.

In effetti, l’art. 1 n. 3 usa la parola ‘prevenire’ in un contesto molto specifico: «prevenire e contrastare» -frase ricorrente in tutto il disegno di legge -, « … una minaccia … nei confronti della convivenza civile, della stabilità sociale e della sicurezza pubblica». Dunque, un eventuale atteggiamento antisemita (posto che qualcuno lo ‘accerti’ in modo giuridicamente valido, ma su ciò più avanti) metterebbe addirittura in pericolo la convivenza civile e la stabilità sociale: insomma sarebbe un atto eversivo! E vi pare poco?

Ma attenzione: prevenire, vuol dire agire prima che l’atto sia giunto a compimento … altro che garanzia. Se io vado, come mi accingo ad andare, ad una riunione nella quale si parlerà di Palestina e Israele e quindi di sionismo ecc., qualcuno, secondo il Disegno di legge, può intervenire, ovviamente (non occorre dirlo) non solo per fermarmi, ma per impedirmelo. Tanto più che manca nella legge, che piace tanto a Fiano e Segre, l’indicazione di un organismo di garanzia – l’unico potrebbe essere la Magistratura, come ovvio, ma non se ne parla – che ‘accerti’ che io sto per, ripeto sto per, commettere un atto di antisemitismo.

E se poi non lo commetto, cambio idea, mi viene mal di pancia? Sta però in fatto che, trattandosi nientedimeno che di un atto che potrebbe mettere in pericolo la “stabilità sociale e la pubblica sicurezza”, gli unici ad agire per impedirmelo saranno la Polizia, i Carabinieri, ecc. E siccome non vi è una natura penale nel mio comportamento (perché, come afferma condiscendente, il signor Fiano) non vi sarà nemmeno un processo, ma solo un provvedimento dell’esecutivo, incontrollabile se non a posteriori e sempre che non si trovi il modo di impedire anche questo. L’importante è “prevenire e contrastare”, cioè impedire … poi, a babbo morto, si valuterà se si sia o meno trattato di un atto di antisemitismo, se le varie polizie abbiano fatto bene o male … intanto è stato impedito: questo è ciò che conta!

Ma come faranno Meloni, Piantadossi e Fiano (con l’aiuto della signora Segre) a sapere che sto andando a parlare e che cosa dico o addirittura dirò … se non me lo impediscono?

Semplice: consultando banche dati (art. 3 n. 1, lett. a), adottando ‘misure’ per contrastare la diffusione del mio pensiero che Piantedosi riterrà «linguaggio di odio antisemita» magari in una mia parola su  … facebook (art. 3 n. 1, lett. b) e, infine -la cosa più devastante – «facilitare azioni formative … » nella scuola e corsi di studio in occasione del “giorno della Memoria” parlando della «diaspora ebraica» – e chi lo dice che vi sia stata e in che cosa sia consistita, sempre il quartetto di cui sopra(art. 3 n. 1, lett. c)? Ma non basta, perché allo stesso art. 3 n. 1, lett. d si invita (ordina) alle Università di istituire corsi ecc. in materia e «individuare al loro interno un soggetto preposto alla verifica e: al monitoraggio delle azioni per contrastare i fenomeni di antisemitismo, in linea con il codice etico».

Ciò ha un nome preciso: controllo del pensiero e della scrittura, anche scientifica. Una cosa infame.

Direte, ma non ci sono sanzioni.

Ah no? Fiano dice di no.

Balle!

Le Università, le scuole, i docenti ecc. sono controllati quotidianamente, avete letto bene quotidianamente, da ‘organismi di valutazione’ dai quali dipende il finanziamento, il numero di posti assegnati ecc. Un controllo quotidiano del pensiero del mondo scolastico e universitario, realizzato sia con misure di polizia … preventive, preventive!: Vocabolario Treccani: «che serve a prevenire, che ha la capacità, lo scopo, la funzione di prevenire, di evitare qualche cosa, specialmente con riferimento a fatti dannosi». Lo ricordate il film tremendo, angoscioso ‘Minority Report’, dove si immagina una polizia speciale che, anche grazie a ‘sensitivi’ identificano e fermano chi sta per … commettere un reato? Chi saranno i ‘sensitivi’ del quartetto su-menzionato?

Ma poi, per non farsi mancare nulla l’indottrinamento (perché di questo si tratta) va esteso alle Forze Armate (quelle da cui esce Vannacci, per capirci) accompagnato da «campagne di informazione finalizzate alla conoscenza del fenomeno dell’antisemitismo attraverso la diffusione della relativa definizione operativa» della famosa definizione della Fondazione sull’Olocausto – non siamo nemmeno in grado di definire noi le cose, signori? – e infine «promuovere momenti»di «formazione e conoscenza» … badate bene ‘formazione’ non ‘informazione’ (art. 3 n.1 lett. e, f, g). A suo tempo c’erano cattedre universitarie di «etica fascista»; oggi il governo e i predetti ci offrono cattedre di «semitismo»  … non ho sbagliato: lo scopo è quello. Tranquilli Meloni, Schlein, Conte, Vannacci, Renzi: lì si torna!

Naturalmente, come sempre, il tutto andrebbe fatto gratis, ma si crea, a pagamento, l’ennesimo carrozzone pubblico il «Coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo», con personale, sedi, stipendi altissimi e quant’altro … e poteri smisurati e incontrollabili. Et voilà, l’antisemitismo è servito.

E nel Parlamento italiano e nel PD ecc,, non si parla di ciò, ma si discute se sia meglio la definizione adottata a Stoccolma (riportata, diciamo copiata, nel disegno di legge)  o un’altra adottata a Ginevra! Dichiarazione ancora più deviante di quella di Stoccolma, perché “parte” dall’attacco di Hamas del 7.10.2023 e quindi ignora le basi, storiche e filosofiche, sia dell’antisemitismo che del sionismo.

E intanto, Rai3 si è portata avanti: ieri sera ha trasmesso il film, famoso, ‘Exodus’ (non Naza, state tranquilli) film bellissimo ma alquanto, per non dire fortemente, di parte!

Ma io mi fermo qui e vi lascio a riflettere.

Di Giancarlo Guarino

Giancarlo Guarino è Professore ordinario, fuori ruolo, di Diritto Internazionale presso la Facoltà di Economia dell’Università di Napoli Federico II. Autore di varie pubblicazioni scientifiche, specialmente in tema di autodeterminazione dei popoli, diritto penale internazionale, Palestina e Siria, estradizione e migrazioni. Collabora saltuariamente ad alcuni organi di stampa. È Presidente della Fondazione Arangio-Ruiz per il diritto internazionale, che, tra l’altro, distribuisce borse di studio per dottorati di ricerca e assegni di ricerca nelle Università italiane e straniere. Non ha mai avuto incarichi pubblico/politici, salvo quelli universitari.