Tra Paesi amici ed alleati, si dovrebbe collettivamente discuterne, per adottare eventuali contromisure, specialmente contro i sempre citati “mercanti di uomini”, che ovviamente sono dietro a questo fatto e che spesso sono pagati dagli stessi Paesi verso i quali indirizzano la migrazione. Di esseri umani uniti dalla disperazione!
Sciacallaggio, questa è l’unica parola che mi venga in mente oggi, quando sento della disgustosa decisione del governo italiano di sospendere il Trattato di Schengen, dopo i fatti di Ceuta. Mi turba non solo come italiano, ma come essere umano.
I fatti sono noti e semplici: a Ceuta, improvvisamente arrivano a nuoto (si fa per dire) oltre quarantamila persone provenienti dal Marocco per ottenere di entrare in Europa, visto che Ceuta, in Africa, in quanto parte della Spagna è parte dell’Europa. Raccontare altro non serve. Tutti sanno, tutti sappiamo, tranne il nostro governo e la sua stampa, che si tratta di un atto tanto clamoroso quanto inutile, visto che quei quarantamila non possono, come già in gran parte avvenuto, che ritornare in Marocco.
Ma è anche evidente che un fatto del genere non può essere casuale, e quindi, tra paesi amici ed alleati, si dovrebbe collettivamente discuterne, per adottare eventuali contromisure, specialmente contro i sempre citati “mercanti di uomini”, che ovviamente sono dietro a questo fatto e che spesso sono pagati dagli stessi paesi verso i quali indirizzano la migrazione. Di esseri umani uniti dalla disperazione!
A parte la Danimarca e la Finlandia, solo l’Italia chiude il “sistema di Schengen”, quello che permette la libera circolazione in Europa di qualunque cittadino europeo, affermando che quei quarantamila sono un pericolo per l’Europa intera. Si dimentica che nessuno ha invocato Schengen quando in Italia a centinaia di migliaia approdano i pochi superstiti della traversata dalla Libia e dalla Tunisia. E nessuno Stato più dell’Italia, appena uscita dalla violentissima polemica relativa al caso Al Masri (cioè un notorio commerciante di uomini) dovrebbe sapere e solidarizzare con la Spagna, per l’evidente ricatto al quale la Spagna viene sottoposta e al quale potremmo essere sottoposti noi in un prossimo futuro, come del resto già largamente avvenuto.
Si può anche sorvolare sulla vergogna internazionale che ci ricopre ma non sul fatto che la lettera ‘clamorosa’ del governo alla UE è una lettera, in sé, inutile e ripetitiva dove con una faccia di bronzo degna di miglior causa, il nostro Governo chiede alla UE e ai Paesi membri «we have a duty to effectively deter and relentlessly combat illegal migration, by coordinating our action, strengthening our external borders and addressing all policies that can serve as pull factors, such as the regularization of very large number of irregular migrants». Al di là del fatto che rinfacciamo alla Spagna di avere regolarizzato molti migranti, quando noi abbiamo appena fatto una cosa del genere più o meno con gli stessi numeri, è il punto centrale che colpisce: la richiesta di una regolamentazione comune, sottoscritta ‘al seguito dell’Italia’ da un gruppo di paesi tutti ben noti per non essere assolutamente disponibili alla redistribuzione dei migranti, che inevitabilmente entrano là dove vi siano confini ‘esterni’: Spagna, appunto, Italia, Grecia ed Europa sud orientale. Paesi tutti, i firmatari, che gridano contro l’Italia se ‘accoglie’ migranti irregolari … altra frase fatta priva di senso.
Appunto, abbiamo il dovere di regolamentare la migrazione … questo lo sappiamo tutti. Ma è il come il problema, a meno di volere usare il sistema di deportazione degli USA, che, però hanno uno stato fantoccio che li accetta. Non credo che in Europa vi sia nulla del genere, a parte il fatto che sarebbe una cosa da selvaggi, che fortunatamente le leggi della stragrande maggioranza dei Paesi europei, oltre che dell’Europa stessa, vietano.
E quindi la riunione urgente richiesta, si terrà, ma non concluderà nulla, salvo a dare a molti governi europei la possibilità di vantarsi al proprio interno di avere lottato contro le migrazioni, solleticando le idee selvagge relative alla cosiddetta ‘remigrazione’. E al nostro, di parlare di altro e perfino dell’ultima notizia sfuggita da qualche parte, relativa alla partecipazione italiana alla ‘difesa’ di alcuni paesi arabi. Ma ci ritorneremo in altra occasione.
Torno all’inizio di questo articolo: ‘sciacallaggio’. E superficialità cattiva. Perché su almeno tre questioni reali, la letteraccia del Governo allontana deliberatamente l’attenzione.
Uno: il numero enorme di morti, oltre ottanta, pare … in un giorno! Non mi pare di avere sentito su ciò una sola parola da politicanti governativi e para-governativi. Da italiano, lo ripeto, me ne vergogno.
Due: l’impossibilità di una “soluzione di forza” del problema migrazioni per almeno due motivi, il primo dei quali è decisivo: noi abbiamo bisogno di migranti, ne hanno bisogno le imprese. Migranti regolari, ma pur sempre migranti. Che, e questa è la seconda ragione, a ben vedere non solo fanno i lavori malpagati che gli italiani non vogliono o possono più fare (pensiamo solo ai “badanti”!), ma con i loro contributi, quando sono “regolari” ci pagano le pensioni e altro. E quando non sono regolari, lavorano “in nero”.., e non mi dite che non lo sappiamo, e che non ce ne avvantaggiamo, tutti: indistintamente.
Tre: una delle possibili cause o concause dei fatti di Ceuta è una causa strettamente internazionale e di fondamentale importanza giuridica, ossia la questione della autodeterminazione del popolo Sahraui, del popolo che abita il Sahara occidentale, del quale il Marocco cerca di impadronirsi.
Quella del Sahara occidentale è una contesa, anche bellica, che va avanti da anni e sulla quale l’Europa e i paesi europei avrebbero tutto l’interesse di avere una posizione chiara e comune: una posizione di rispetto collettivo delle norme principali del diritto internazionale e in particolare di quella sulla autodeterminazione dei popoli: che vuol dire, banalmente, democrazia! Il diritto internazionale “serve” all’Europa: è l’unico riparo dalla violenza e dalla prevaricazione!
Non c’è qui il tempo per approfondire la questione del Sahara, elusa dal Consiglio di Sicurezza delle NU nel 2025 (risoluzione 2797), che invita ad una soluzione negoziale sulla base di una proposta marocchina, molto articolata, ma dalla quale manca la cosa principale, l’indipendenza: punto 6 della proposta «The State will keep its powers in the royal domaìns, especially with respect to defence, external relations and the constitutional and religious prerogatives of His Majesty the King ». Cioè si nega sfrontatamente il libero esercizio anche da parte del popolo Saharaui della garanzia internazionale per l’autodeterminazione. In un momento in cui vi sono stati che ne aggrediscono altri, ne programmano l’annessione, sii pensi alla Groenlandia … della quale forse la Danimarca si è dimenticata!, alla Palestina, ecc., ecc., solo un diritto riconosciuto come quello internazionale, può difenderci dalla prevaricazione altrui.
Anche su ciò, e non solo sulle migrazioni, l’Europa avrebbe il dovere di sottolineare la propria differenza storica da altre potenze attuali!
