Ecco chi è il figlio del defunto Ali Khamenei che, secondo indiscrezioni, sarebbe stato indicato a succedere al padre alla Guida Suprema della Repubblica Islamica

 

L’indiscrezione è stata lanciata ieri sera dall’emittente dell’opposizione monarchica con sede a Londra ‘Iran International’, ma al momento non ci sono comunicazioni formali da parte delle autorità né dei media della Repubblica islamica. Secondo quanto riportato dal New York Times, tre fonti qualificate hanno confermato l’elezione di Mojtaba, sostenendo che un annuncio ufficiale sarebbe potuto arrivare in mattinata, annuncio che tarda ad arrivare.

Difficile dire, tuttavia, se questo silenzio sia legato a valutazioni politiche o a ragioni di sicurezza, nel timore di esporre il nuovo leader a rischi per la sicurezza in una fase estremamente delicata anche perché il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha già avvertito che anche Majtaba è un “bersaglio inequivocabile da eliminare”. «Qualsiasi leader nominato dal regime terroristico iraniano per continuare a guidare il piano per distruggere Israele, minacciare gli Stati Uniti, il mondo libero e i paesi della regione e opprimere il popolo iraniano, sarà un bersaglio inequivocabile da eliminare».
Dai media iraniani emergono segnali di prudenza. Secondo quanto circola su alcuni canali Telegram, l’ayatollah Mojtaba Hosseini, membro dell’Assemblea degli Esperti – l’organo della Repubblica islamica incaricato di eleggere il successore di Khamenei – avrebbe dichiarato nelle ultime ore che non sono ancora certi i tempi del processo di selezione della nuova Guida Suprema. La scelta, avrebbe spiegato, richiederebbe la verifica di una serie di condizioni e consultazioni. Hosseini avrebbe espresso l’auspicio che l’Assemblea degli Esperti possa riunirsi al più presto per annunciare il voto finale. Proprio ieri Israele ha rivendicato di aver colpito la sede dell’Assemblea a Qom.
Intanto è iniziata ieri sera a Teheran e si protrarrà per tre giorni la cerimonia funebre per l’ayatollah Ali Khamenei, che prenderà il via nella Mosalla di Teheran alle 22 ora locale. Durerà tre giorni, ma i dettagli del corteo funebre devono ancora essere definiti.
Si potrebbe dire ‘da un Khamenei all’altro’. Come successore dell’ayatollah ucciso sabato in un raid compiuto da Israele e Stati Uniti, l’Assemblea degli Esperti iraniana avrebbe scelto, su indicazione delle Guardie Rivoluzionarie, Mojtaba Khamenei, 56enne secondogenito di Alì Mojtaba Khamenei è nato nel 1969 a Mashdad, importante centro religioso dell’Iran ed è noto per i suoi stretti legami con i Pasdaran. Ha prestato servizio nella guerra Iran-Iraq dal 1987 al 1988 e nel 1999, ha continuato gli studi a Qom per diventare chierico.

Ha studiato a Qom con i più importanti esponenti del clero iraniano, ma è una figura che ha sempre preferito lavorare dietro le quinte Anche quando suo padre è diventato Guida Suprema, non ha mai avuto cariche governative. È da tempo considerato il figlio più influente di Khamenei e un possibile successore di suo padre come leader supremo. I cablogrammi diplomatici statunitensi pubblicati da WikiLeaks alla fine degli anni 2000 parlavano del giovane Khamenei come del “potere dietro la veste”. Gli Stati Uniti lo hanno sanzionato nel 2019, durante il primo mandato del presidente Donald Trump, per aver contribuito a “promuovere le ambizioni regionali destabilizzanti e gli obiettivi repressivi interni di suo padre”

Ma Mojtaba è anche una figura chiacchierata per presunti arricchimenti, con proprietà immobiliari anche in Occidente, di cui ha parlato in una recente inchiesta Bloomberg. Ha sostenuto Ahmadinejad nelle controverse elezioni presidenziali del 2005 e del 2009 e secondo i media potrebbe aver svolto un ruolo di primo piano nell’orchestrarne la vittoria elettorale nel 2009. Era stato designato in anticipo come successore di suo padre, e Iran International aveva riferito circa un anno e mezzo fa che era stato scelto segretamente come suo successore. Anche se recentemente non sarebbe stato considerato un candidato vero, perché la stessa Guida aveva sempre detto di non volere una successione dinastica. Negli ultimi giorni erano circolate voci che fosse stato ucciso o gravemente ferito assieme al padre. Voci però mai confermate. L’agenzia di stampa iraniana Mehr ha riferito ieri che Mojtaba è sano e salvo e illeso nell’attentato, in cui sono morti suo padre, sua moglie e altri familiari.
Mojtaba Khamenei, secondo Bloomberg, avrebbe costruito un impero immobiliare globale del valore di oltre 100 milioni di sterline solo nel Regno Unito. I fondi provengono principalmente dalle vendite di petrolio iraniano e sono stati fatti transitare su conti in banche britanniche, svizzere, del Liechtenstein e degli Emirati Arabi Uniti, tramite società fantasma registrate a Saint Kitts and Nevis e nell’Isola di Man. Tra le strutture più documentate figura una villa su The Bishops Avenue a Londra – la cosiddetta “Billionaire’s Row” – acquistata nel 2014 per 33,7 milioni di sterline. Il portafoglio si estende ad hotel di lusso a Francoforte e Maiorca, una villa nel “Beverly Hills di Dubai” e beni in precedenza detenuti a Toronto e Parigi. Nessuno di questi asset è intestato direttamente a Mojtaba: il suo nome non compare in nessun documento, sostituito da intermediari fidati e scatole cinesi. L’uomo chiave identificato da Bloomberg è il banchiere iraniano Ali Ansari, sanzionato dal governo britannico nell’ottobre 2025 per aver finanziato i Guardiani della Rivoluzione. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha sanzionato Mojtaba già nel 2019, ma le sanzioni non hanno impedito all’impero di espandersi, sfruttando le lacune nei sistemi di trasparenza sulla proprietà effettiva dei beni in molte giurisdizioni occidentali.