Le proposte sulle ‘espulsioni’ violerebbero ogni possibile norma di decenza costituzionale e in particolare quella che si propone di espellere persone «legalmente» presenti sul nostro territorio: una impossibilità non solo umana, ma strettamente costituzionale

 

« … Entrambe siamo orgogliose del patrimonio culturale cristiano dell’Europa e vogliamo proteggerlo. Ci aspettiamo che chi arriva nei nostri Paesi e sceglie di fare dell’Europa la propria casa  … »: prendo atto, con difficoltà, ma prendo atto che ormai il congiuntivo è peggio di un migrante nero, o negro come preferiscono dire alcuni.

Non conosco la versione danese né conosco il danese e quindi su quella parte non mi pronuncio.

Pensate che io sia impazzito?

No … o almeno non ancora. Sono le parole testuali del “post” congiunto della Presidente danese (Mette Fredriksen) e della nostra signora «Signor Presidente del Consiglio on. le Giorgia Meloni» oggi, comparso clamorosamente su tutti i social possibili, ma non su una “nota” della presidenza del Consiglio.

E quindi, ormai è acclarato, la nostra Presidente trasmette i suoi ordini o le sue parole di ordine o le sue linee politiche o il suo estremo nervosismo attraverso Instagram o Truth o X … ma non attraverso l’univa valida porta di comunicazione di un governo che si rispetti.

E non ditemi che anche la signora Mette fa lo stesso e che anche la signora Mette dice le cose di cui parlo fra un istante: è irrilevante. La Danimarca faccia quello che vuole come vuole, ma noi abbiamo (pardon: avevamo altri metodi rigorosamente codificati). E non ditemi nemmeno che l’uso di questi veicoli di “comunicazione” tornano utili perché si possono sempre correggere, cancellare, modificare, imputarli ad un complotto, ad un deliberato fraintendimento, ecc. Un governo serio non fa così. E non ditemi che lo fa molto spesso il signor Trump, appunto!

… e non parlo solo di strumento di comunicazione, anche se scegliere strumenti di proprietà di gente come Bezos, Musk, Zuckerberg e Trump da parte di un governante italiano non è politicamente (e, credo, perfino giuridicamente) corretto. Se non altro perché non tutti i cittadini italiani sono abbonati a quella roba che non ha nessuna forma di “ufficialità”, ma hanno il diritto di “sapere” che fa e che intende fare il governo dagli organi ufficiali. E, infine e perdonatemi, c’è un tale a cui spetta di saperle per primo certe cose, anche per potere esprimere il suo doveroso “giudizio” preventivo. Non farlo non è soltanto una maleducazione istituzionale, è una negazione del sistema istituzionale del quale si fa parte. A parte il rischio gravissimo di un effetto torrente, come spegato ieri dal prof. Coletti.

Perché dico tutto ciò? Perché il contenuto di quel “documento” è, a dir poco, impressionante, specie se espresso a “Parlamento chiuso” e «Signor Presidente del Consiglio on. le Giorgia Meloni» in vacanza sulla Costa Smeralda – e non in Albania eccezionalmente suppongo. E anche questo, se ci pensate un momento è molto, ma proprio molto, significativo, se qualcuno ricorda le dichiarazioni irritate del Ministro degli esteri di Albania, nelle quali seccamente spiega che l’accordo che permette di “depositare” alcuni  migranti in Albania (poi puntualmente riportati in Italia) non sarà rinnovato … sì, appunto, poi “l’amico” Rama dice che per carità resterà lì finché l’Italia vorrà, ma intanto il proiettile è partito ed è chiarissimo: “noi vogliamo fare parte dell’Europa e quindi non possiamo fare i bidoni della presunta spazzatura dell’Italia”. Un bel ceffone.

Ma insomma che dice realmente quel “post” al di là delle solite chiacchiere e, in particolare della solita serenata all’Europa da parte di una, la danese, da sempre ostile all’Europa e che ha litigato con la Meloni perché quando ci fu la mezza aggressione USA alla Groenlandia, l’Italia non profferì verbo? E di quella della nostra Meloni da sempre ‘nazionalista’ e autoritaria e violentemente ostile all’Europa finché non è stata abbandonata da Trump? A proposito, ma solo per dire, la signoraMette ha convocato una riunione di quattro stati per discutere in quale punto dell’Africa deportare i migranti. Giusto lei, che ha a disposizione la Groenlandia completamente deserta e che invece così potrebbe contribuire all’economia danese ed europea e ad allontanarne le brame di Trump! Ma, si sa, la coerenza …

Nel messaggio, però, c’è, una frase, lapidaria e terribilmente grave. Dopo avere, infatti, vantato i propri misteriosi successi nel cambiare la linea politica europea, scrive: «Di conseguenza, ora dovrebbero aumentare le espulsioni. E ora cosa possiamo fare di più? Bisogna realizzare centri di rimpatrio in Paesi terzi, così come altre soluzioni innovative al di fuori dell’Europa. Ci stiamo lavorando con impegno …  Ma questo non basta. Il rispetto delle nostre leggi deve andare di pari passo con il rispetto dei valori europei. Ciò vale per i migranti illegali, ma anche per i milioni di cittadini stranieri che vivono legalmente nelle nostre Nazioni e in tutta Europa»

Primo: ora ‘dovrebbero’ aumentare le espulsioni. Brava e non solo perché conosce il condizionale, ma perché stavolta lo usa male: premesso, infatti, che non si tratta di espulsioni men che mai di respingimenti alla friontiera, ma rimpatri (se no che fanno, li buttano a mare?) chi glieli impedisce a questa super compagine governativa? Sono loro che non ne sono capaci, Piantedosi in testa.

Secondo: dice che si devono realizzare ‘centri di rimpatrio’ in Paesi terzi e comunque al di fuori dell’Europa. Insomma i campi di concentramento da sempre desiderati da questo governo. Del resto siamo stati noi, all’epoca di Mussolini, ad inventarli in Libia … sarà un caso!

Terzo: ma le “espulsioni” devono riguarire anche «cittadini stranieri che vivono legalmente … » nel nostro paese.

Sorvolo sul primo punto, ma non sugli altri due.

Quelle proposte violerebbero (per usare il condizionale come fanno loro) ogni possibile norma di decenza costituzionale e in particolare la terza, che si propone di espellere persone «legalmente» presenti sul nostro territorio: una impossibilità non solo umana, ma strettamente costituzionale … se sei “legalmente” qui, come puoi essere “non più legalmente qui”, chi lo decide e poi che significa “stranieri legalmente qui”? se sono stranieri ma li abbiamo chiamati, come si fa a cacciarli, senza stabilire il principio per il quale … li usiamo finché ci servono e poi li buttiamo via. E sorvolo sui figli di quegli “stranieri”, magari nel frattempo divenuti cittadini, come tanti figli di nostri emigrati in Belgio sono oggi belgi … e magari anti–migranti.

Mi fermo qui, salvo per porre e pormi una domanda finale. Queste affermazioni sono la dichiarazione sfrontata di una volontà di sovvertire dalle fondamenta il nostro sistema costituzionale, perché solo un regimepara-fascista e razzista può immaginare, e dichiararlo, una cosa del genere.

La signora Meloni non è una semplice cittadina, è il capo del governo, rappresenta l’Italia e ha giurato sulla Costituzione, che ufficialmente si propone di sovvertire: quanto vale il suo giuramento? Quanto alle implicazioni di queste “idee” per tutti i cittadini italiani, già stranieri e non, basta pensarci un momento.

Qui siamo ai limiti dello sbrego costituzionale … si può farlo così, liberamente?

Di Giancarlo Guarino

Giancarlo Guarino è Professore ordinario, fuori ruolo, di Diritto Internazionale presso la Facoltà di Economia dell’Università di Napoli Federico II. Autore di varie pubblicazioni scientifiche, specialmente in tema di autodeterminazione dei popoli, diritto penale internazionale, Palestina e Siria, estradizione e migrazioni. Collabora saltuariamente ad alcuni organi di stampa. È Presidente della Fondazione Arangio-Ruiz per il diritto internazionale, che, tra l’altro, distribuisce borse di studio per dottorati di ricerca e assegni di ricerca nelle Università italiane e straniere. Non ha mai avuto incarichi pubblico/politici, salvo quelli universitari.