Ora Trump, il super-macho-alfa, resta senza parole di fronte all’annuncio di un accordo nel quale Iran e Oman annunciano di essersi ‘spartito’ lo Stretto di Hormuz: all’andata lo controllo io, al ritorno, lo controlli tu
Detto in due parole, molto chiare: «Trump non ha più colpi»!
Certo, sono diplomaticamente poco delicato, ma visto di chi parliamo e dopo la piazzata Meloni-Sanchez, non c’è più limite alla buona (o, forse cattiva?) educazione. Sorvolo sulla “intelligenza” dei fatti.
La cosa, quando la ho letta, mi ha fatto, lo confesso, scoppiare in una risata irrefrenabile. Perché mi ha ricordato un episodio della mia “giovinezza”.
Tanti, tanti anni fa, una mia amica, non priva di senso dell’umorismo e di femminile durezza, mi raccontava di un suo giovane collega di lavoro, che ogni mattina arrivava in ufficio (non mi ha mai detto se con o senza intenzioni allusive) e vantava rumorosamente le sue magnifiche avventure notturne e il numero di “oggetti” (sic!) ai quali aveva mostrato le proprie insuperabili capacità.
Dopo un po’, la mia amica gelidamente affrontò l’amatore superlativo e gli disse più o meno «lo sai che ogni maschio ha un certo numero di “colpi” … tu sei già oltre la metà, bada di non restare senza»! sorvolo sul prevedibile seguito … credo che il soggetto di cui parlo, assuma ancora forti dosi di anti depressivi.
Ma certo è che dopo le smargiassate continue a proposito di “distruzione di civiltà millenarie”, ora Trump, il super-macho-alfa, resta senza parole di fronte all’annuncio di un accordo nel quale, “papale papale”, Iran e Oman annunciano di essersi “spartito” lo stretto di Hormuz: all’andata lo controllo io, al ritorno, lo controlli tu.
“Resta senza parole”, dicevo, nel senso che non commenta minimamente la cosa, salvo a ribadire che il suo blocco navale continua, ma che lui non vuole “fare morti” … non per nulla ambisce al premio Nobel per la pace, ma di più non dice. Lui non commenta, ma la Casa Bianca si lascia sfuggire che insomma non sarebbe tanto male quell’accordo, tanto più che Trump (come è be noto) non ama l’uso della forza e non vuole fare morti. Non risultano, per ora, dichiarazioni analoghe di Netanyahu, noto pacifista … sarà a pregare in qualche Moschea!
Avete ragione: in politica interna o internazionale che sia, la faccia di bronzo è d’obbligo … nel nostro piccolo basterebbero quelle di “Giuseppi” o di Franceschini, per non parlare di quello che porta le pietre asciutte in Parlamento, ecc. Ma vediamo un po’ di mettere in ordine le cose, sia pure senza testi ufficiali.
L’accordo Iran-Oman affermerebbe due cose semplici e chiare, anche se micidiali. Le navi in entrata nel Golfo Persico (quello sotto la sapiente “giurisdizione” del prof. Di Maio, lo ricordate?) passerebbero “lungo le coste” iraniane e uscirebbero lungo quelle dell’Oman. I due stati si organizzeranno per regolare il traffico, i tempi e così via, appena il blocco USA sarà stato tolto. I due Stati, inoltre, lasciano intendere che non vi dovrebbero applicare (notate il condizionale!) pedaggi per il passaggio, ma forse al massimo dei compensi per “l’attività amministrativa” (?) necessaria. Salvo, però, che entrambi (e soprattutto l’Iran) si riservano di impedire … l’ingresso a navi di paesi non amici!
Bene, ma.
Innanzitutto, non si capisce bene che fine faccia il resto dello stretto, quello minato. È vero si parla, in prospettiva, di sminamento, ma per ora quelle sarebbero le sole due rotte possibili.
Resta, invece, il fatto più grave, sul quale non trovo ponderati né ponderosi commenti.
Perché il regime degli stretti, nel diritto internazionale, è chiarissimo e inequivoco: gli stretti devono essere liberi sempre e aperti a tutti, gratuitamente, sempre, il che esclude anche solo che si possa scegliere tra gli amici e i nemici che passano. Gli stretti sono vitali!
Ovviamente, la cosa non vale né per Suez né per Panama, che sono passaggi artificiali, scavati all’interno del territorio di uno stato … ci stava pensando anche il Nicaragua, prima della aggressione USA. Non per nulla, quando Nasser cercò di imporre regole ostili a taluni paesi (nella specie, Francia e Gran Bretagna), questi ultimi due paesi sbarcarono con le armi sul suolo egiziano e … vennero ricacciati in mare! Quanto a Panama, come certo ricordate, gli USA, con la scusa del commercio di droga, arrestarono il Presidente panamense Noriega e imposero un governo “amico” a Panama per gestire direttamente lo stretto … lo stesso che hanno fatto col Venezuela, per il petrolio.
È, a dir poco, preoccupante osservare il silenzio del mondo intero, “occidentale” in particolare, su quella che, comunque la si guardi, è una gravissima violazione delle norme fondamentali del diritto internazionale ma soprattutto una minaccia all’economia mondiale. Pensate che accadrebbe se Singapore e Giacarta chiudessero lo stretto di Malacca, forse ancora più importante di quello di Hormuz!
Ma, torniamo agli USA, dove Trump non parla o evita di farlo, sfugge alle domande – uno logorroico come lui, emulo della Meloni! Ogni tanto “esce” qualche accenno a non meglio specificate “trattative” a risarcimenti di danni, ma poco più … nebbia!
Che stia accadendo, non si sa, ma, come dicevo prima, alcune notizie sfuggono. In particolare, quella secondo la quale agli USA mancano le cartucce, non possono più … sparare.
Molti si arrabbiano se lo si dice, molti (forse anche tra i lettori) molti di più sorridono o ridono sgangheratamente (“Giuseppi” escluso, che è fedele all’amico Donald come alla amica Merkel!) … ma siamo proprio sicuri che ci sia da ridere?
Che si voglia essere più o meno “pacifisti” (ho detto più volte che il pacifismo, specie se incompetente, è una minaccia per la pace) gli USA hanno dichiarato ufficialmente di non essere più la potenza incontrastata del mondo intero.
Ottima cosa? In sé sì, ma, in termini di politica internazionale, no perché “sbilancia” completamente il “sistema di potere”, ma specialmente di gestione della Comunità internazionale. E per di più con una dichiarazione formale di impotenza. È come se al tavolo del Monopoli, uno dei giocatori all’improvviso se ne andasse … portandosi il dado!
Che significa? Per esempio, che il conflitto in Ucraina diventa (almeno per noi europei) vitale, perché la Russia (nonostante la solita “notizia” che Putin è in punto di morte, e che la Russia è alla bancarotta, ecc.) ha armi sufficienti per distruggere l’intera Europa, con il concordato silenzio USA.
Il che, come ho scritto spesso, non è minimamente negli interessi e nella volontà russi, ma potrebbe diventarlo di fronte ad una Europa divisa e un po’ stupida (basterebbe guardare la chiassata odierna tra Italia e Spagna!) e per di più, aggressiva (vedi: Germania Francia e Gran Bretagna: i “volenterosi” senza armi, non solo cartucce) che non solo “fa la guerra” alla Russia, ma cerca di distruggerne l’economia … tutte le guerre, compresa quella di Troia qualche annetto fa, nascono per ragioni di potere economico o, al meglio, di difesa di quel potere!
Norberto Bobbio, uno che sapeva di che parlava, diceva spesso, e ha scritto molte volte, che la pace deriva solo dal rispetto delle regole … se non le si rispetta, la guerra è dietro l’angolo.
Pensiamoci, un po’!
