Il sano egoismo può essere una prima tappa della gestione della sostenibilità e questo paradosso possiamo integrarlo con la relazione virtuosa fra l’incremento di valore del capitale umano dell’’impresa sociale e sostenibile’ ed il fatturato
Viviamo in una società in cui la parola egoista ha sempre una connotazione negativa. Esiste però anche il ‘sano egoismo’ che significa prendersi cura di sé in modo equilibrato, senza danneggiare gli altri. Non è egoismo negativo (centrato solo su sé stessi), ma una forma di consapevolezza positiva (il ‘sano egoismo’ si fonda su alcuni elementi teorici: legittimità del sé-Aristotele, Maslow; autoregolazione -Spinoza;-compatibilità con gli altri).
Molte imprese hanno un commitment con la sostenibilità universalmente condivisa a livello teorico, ma presentano forti criticità operative quando passano all’implementazione. Possiamo leggere questi inciampi in modo sistematico: “Tutti la vogliono, ma pochi sono disposti a pagarne i costi immediati e non credono che sia un investimento.”
Quindi, il sano egoismo può essere una prima tappa della gestione della sostenibilità e questo paradosso possiamo integrarlo con la relazione virtuosa fra l’incremento di valore del capitale umano dell’’impresa sociale e sostenibile’ ed il fatturato.
Una dimostrazione reale è stata presentata qualche giorno fa in Assolombarda con il 4º report sulla ‘Sostenibilità sociale e creazione di valore per l’impresa’ (avrei aggiunto sociale) della Fondazione Sodalitas che è il braccio operativo della sostenibilità delle imprese di Assolombarda. I dati vengono dal mondo delle imprese sociali (in termini economico aziendali e non giuridici) associate alla Fondazione Sodalitas .
Questo rapporto è stato condotto con un partner di garanzia di terzietà come Global Compact network Italia che ha portato al tavolo anche quello che sta succedendo a livello europeo e globale sulle dinamiche di sviluppo della sostenibilità sociale. Sono stati condotti 2 Focus Group con le aziende associate a Sodalitas, interviste a 16 sustainibility manager e ceo delle imprese.
Complessivamente 37 aziende hanno contribuito a costruire quelli che sono i temi e i contenuti più importanti per delineare le tendenze evolutive della sostenibilità sociale e come questa può creare valore per l’impresa sociale. In seguito è stata fatta una survey di verifica con il coinvolgimento di 211 imprese. Un campione significativo con il 55% di imprese sopra i 1.000 dipendenti (comunque assumendo un ruolo di apripista e consolidamento della cultura della sostenibilità sociale in impresa) ed 53% di imprese quotate. Mancano ancora all’appello significativo le piccole e medie imprese.
Ma torniamo al sano egoismo della sostenibilità che si basa sulla rilevazione che i dipendenti (93%) ed i consumatori (88%) sono gli stakeholder considerati più rilevanti nella strategia di sostenibilità sociale. La lettura di questi due dati sviluppa il concetto che la sostenibilità sociale permette all’impresa sociale di avere un ritorno positivo interno per i dipendenti ed un ritorno positivo esterno per i consumatori-clienti.
Il rapporto sottolinea che il ritorno ed i benefici economici sono associati per il 75% nell’area dei dipendenti e per il 71% a favore dei clienti-consumatori. Quindi, si può dedurre che un sano egoismo della sostenibilità sociale genera una filiera ove all’interno i dipendenti (focus su salute e sicurezza, formazione e sviluppo competenze, conciliazione vita-lavoro, diversity-inclusion ecc) sono un vantaggio produttivo e di gestione, di patrimonio-valore del capitale umano per l’impresa sociale che sviluppa un vantaggio economico correlato al maggior commitment commerciale, di vendita e di ricavi che derivano dai consumatori clienti che percepiscono la sostenibilità sociale dell’impresa.
Inoltre, le iniziative di sostenibilità sociale rivolte ai dipendenti ed ai clienti-consumatori generano benefici immediati. Le risorse umane-dipendenti assumono maggior valore e sono un asset di tipo immateriale suscettibile di stima come gli altri elementi.
In sintesi il sano egoismo della sostenibilità sociale assume ruolo di dinamismo imprenditoriale che integra,in chiave di sano egoismo, impegno verso i dipendenti e dovere di sostenibilità verso i clienti-consumatori che premiano con gli acquisti questo approccio .
