Il futuro della Corea sarà determinato dalle grandi potenze, attraverso un mix di diplomazia e competizione

 

Il Presidente Xi Jinping si è recato nella penisola coreana alla fine di giugno per la sua prima visita ufficiale a Pyongyang nel 2026. In occasione del sessantesimo anniversario del riconoscimento della Corea del Nord da parte della Cina, la visita ha segnato un importante punto di svolta in cui la Cina avrebbe cercato di riaffermare il suo primato sulla penisola coreana. Il Trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza firmato il 15 luglio 1950 tra Cina e Corea del Nord (allora denominato RPDC) avrebbe celebrato il suo sessantacinesimo anniversario nel giugno 2026. Pertanto, i tempi della visita del presidente Xi a Pyongyang non avrebbero potuto essere più appropriati per coincidere con questo importante traguardo. Come descritto di seguito, la visita non è stata solo un rituale di commemorazione, ma uno sforzo determinato da parte della Cina per riaffermare i suoi interessi strategici nella regione.

I calcoli di Pechino sono influenzati dalla crescente cooperazione tra Corea del Nord e Russia dall’inizio della guerra in Ucraina. La fornitura di truppe e armamenti da parte di Pyongyang per aiutare a combattere l’invasione in cambio di una crescente influenza sul continente asiatico ha complicato le relazioni tradizionali tra la Cina e la RPDC. I due stati comunisti vengono ora trascinati in direzioni opposte, ma la visita a Pyongyang del presidente cinese Xi Jinping in occasione del 65° anniversario del trattato di amicizia, cooperazione e assistenza reciproca Cina-RPDC ha dimostrato che Kim Jong Un apprezza i suoi legami con la Cina sopra ogni altra cosa. È stato annunciato un “piano di vasta portata” per la cooperazione ed entrambe le parti hanno dichiarato che la loro alleanza sarebbe rimasta invariata in futuro.

La visita ha rafforzato la legittimità del regime in un momento in cui sta lottando per far fronte alla tensione economica del continuo isolamento. Per il regime di Kim Jong Un, la visita di Xi ha fornito una spinta vitale alla legittimità, con la reiterazione di Kim della continua adesione della RPDC al principio One China che è di particolare importanza date le controversie di sovranità in corso in tutta la regione in cui la posizione di Pechino sulla questione è considerata quella corretta. I termini del progetto per la futura cooperazione annunciati da Xi e Kim come parte della dichiarazione congiunta rilasciata a seguito dell’incontro del leader nordcoreano con la sua controparte cinese erano tutt’altro che dettagliati. Detto questo, il fatto che un tale documento sia stato prodotto è significativo, dato che la posizione del regime Kim nei confronti della Cina continua ad essere segnata da un forte senso di transazionalismo. Mentre Pyongyang continua a coltivare legami sia con Pechino che con Mosca nel tentativo di garantire l’autonomia strategica ed evitare di diventare troppo dipendente da un qualsiasi cliente, la posizione della Cina è indebolita in quanto le viene negata la capacità di influenzare le attività nucleari e/o missilistiche di Pyongyang come meglio crede.

Per la penisola coreana, l’approvazione da parte della Cina di Kim Jong Un e delle sue ambizioni nucleari è una questione seria. Mentre può aumentare temporaneamente la legittimità del regime, a lungo termine rafforzerà un approccio basato sulla sicurezza che non favorisce la riconciliazione e il dialogo con la Corea del Sud. La visita di Xi a Pyongyang ha già ristretto lo spazio per la diplomazia di medio potere di cui la Corea del Sud aveva goduto fino ad allora. Man mano che la rivalità della Cina con gli Stati Uniti si intensifica, Seoul dovrà rivolgersi sempre più agli Stati Uniti e al Giappone e rafforzare la sua difesa missilistica e la cooperazione trilaterale con loro. La Corea del Nord probabilmente utilizzerà la copertura politica della Cina per continuare i suoi test nucleari e missilistici.

Una prospettiva più ampia indica anche che un nuovo asse emergente nella regione Cina-Russia-Corea del Nord è stato recentemente stabilito; sebbene non un’alleanza in termini formali, potrebbe avere gravi implicazioni per gli Stati Uniti nel loro perseguimento di una strategia di contenimento della Cina e sfidare il nuovo ordine regionale con una crescente complessità per altri attori chiave come l’ASEAN e la sua più ampia regione Indo-Pacifico.

La visita mette in evidenza una serie di sfide che gli Stati Uniti devono affrontare nei loro sforzi per attuare la loro politica di sanzioni nei confronti del Nord. Sebbene il sostegno della Cina al regime di Pyongyang sia e rimanga di natura puramente politica ed economica, l’impatto che ha nell’indebolire la politica degli Stati Uniti nei confronti della RPDC rendendo le sanzioni meno efficaci si fa sentire acutamente. Gli Stati Uniti devono anche fare i conti con la maggiore percezione, in particolare a Seoul e Tokyo, che una Cina sempre più assertiva sia impegnata in una lotta per la preminenza regionale contro gli Stati Uniti e sia disposta a utilizzare una varietà di metodi per garantire i suoi interessi nella regione. La crescente relazione di Pyongyang con la Russia, in particolare sulla scia dell’inizio delle ostilità da parte della Russia in Ucraina, serve a complicare ulteriormente la politica degli Stati Uniti nei confronti del Nord e dell’Asia in generale.

Una combinazione di scoraggiare un’ulteriore aggressione nordcoreana e impegnarsi selettivamente con Pyongyang è necessaria per far usare alla Cina la sua leva. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti devono lavorare per rafforzare le loro alleanze con la Corea del Sud e il Giappone e per tenere la porta aperta a un impegno selettivo e controllato con Pyongyang, riconoscendo il ruolo centrale della Cina nella penisola coreana. L’impegno multilaterale di tutti i paesi pertinenti della regione, compresi i nuovi sforzi diplomatici regionali, è anche necessario per ridurre il potenziale di calcolo errato e per evitare che l’Indo-Pacifico diventi un gioco a somma zero.

In conclusione, la visita di Xi Jinping a Pyongyang è più di un semplice evento storico che celebra il 65° anniversario del trattato di amicizia, cooperazione e assistenza reciproca Cina-RPDC. È un intervento strategico della Cina che mira a plasmare il futuro della penisola coreana in un modo che conterrà l’instabilità della regione, respingerà l’influenza esterna e preserverà la posizione preminente della Cina nella regione. Per raggiungere questo obiettivo, la Cina dovrà contenere il crescente conflitto nella penisola coreana e gestire la rivalità con gli Stati Uniti e i suoi alleati nella regione. Tutto ciò richiederà una grande quantità di impegno e una politica sofisticata e sfaccettata, e il risultato è tutt’altro che certo. Nel frattempo, il futuro della Corea sarà determinato dalle grandi potenze, attraverso un mix di diplomazia e competizione.

Di Simon Hutagalung

Simon Hutagalung è un diplomatico in pensione del Ministero degli Esteri indonesiano e ha conseguito il master in scienze politiche e politica comparata presso la City University di New York.