Per tre motivi di una gravità estrema e dalle conseguenze imprevedibili

 

Difficile, davvero difficile sarà non ricordare questo 25 Aprile, anzi questi 23, 24 e 25 Aprile per tre motivi di una gravità estrema e dalle conseguenze, a mio parere, imprevedibili: 1. La “soluzione” del pasticcio mostruoso fatto con arroganza dal Governo mediante l’approvazione di un emendamento al famoso pessimo Decreto Legge 23/26 (quello sui coltelli affilati da una parte o dall’altra e sulla fotografia dei manifestanti, più le varie mance alle forze dell’ordine, ecc.); 2. Lo svolgimento pacifico che più pacifico non si poteva delle manifestazioni per il 25 Aprile, fatti salvi due episodi: uno disgustoso e l’altro provocato, a mio parere, deliberatamente; 3. Lo “sforamento” dell 0,1 % del deficit che ci fa imporre dalla UE la mancata uscita dalla procedura di infrazione e per conseguenza la mancata possibilità di ulteriore indebitamento dell’Italia.

Procediamo con ordine.

L’ormai famoso decreto sicurezza, il quinto di questo Governo, tra le altre assurdità conteneva a mio parere almeno due disposizioni incostituzionali. L’una quella dell’art. 29, in cui si esclude il gratuitopatrocinio per i migranti e l’altra in cui si crea quella folle e crudele disposizione per cui un avvocato del migrante viene compensato se “convince” il migrante ad andarsene. Una cosa giuridicamente mostruosa, che qualcuno ha chiamato “taglia” e che priva gli avvocati di ogni credibilità.

Come tutti sapete, quella disposizione approvata all’insaputa del Presidente Mattarella, era una clamorosa violazione costituzionale, per cui dal Quirinale è stata “minacciata” la mancata firma della legge. Minaccia che ha indotto gli azzeccagarbugli – parola in via di estinzione viste talune decisioni del Ministro Valditara – gli azzeccagarbugli, dico, del Governo a cercare unna soluzione tanto fantasiosa quanto vergognosa: fare un altro decreto, da pubblicare contemporaneamente alla legge di conversione del DL sicurezza, per correggere quella disposizione. Un mostro giuridico mai visto al mondo, tanto più che la “modifica” cita solo incidentalmente quella disposizione, peraltro “presente” nella la legge di conversione pubblicata dalla Gazzetta Ufficiale, comprensiva di quell’art. 30 bis che viene abrogato, in modo alquanto confuso dal nuovo DL. Dove si dice: «Visto … in particolare l’art. 30 bis … » della legge di conversione per aggiungere all’art. 1 cripticamente « …  per l’individuazione dei rappresentanti di cui al comma 3-bis e per la corresponsione ai medesimi dei compensi ad essi spettanti». Chi sono quelli di cui al comma 3bis?:, «rappresentante munito di mandato a conclusione del procedimento medesimo … » e quindi anche se il rimpatrio manca! Ma a chi si affida la propria “pratica” se non ad un avvocato o, al massimo, all’avvocato di un patronato, ecc.? Tanto più che nessuno ci assicura che venga convertito in legge entro 60 giorni. Gli avvocato, stavolta, non hanno fatto un fiato … vuol dire che quei quattro soldi li vogliono!

Un pasticcio unico nella storia del mondo!

Sul secondo punto, va precisato che i membri del Governo, Meloni inclusa che ha partecipato solo alla cerimonia all’Altare della Patria, non hanno fatto nulla o, peggio hanno ricordato che andavano celebrati anche i morti della Repubblica di Salò.

Orbene, posto che come diceva quel genio di Totò, la “morte è una livella”, e cioè che i morti sono tutti uguali e quindi vanno tutti ricordati sempre, ciò che uguale non è, e non può essere uguale, è il perché della morte. I Partigiani hanno combattuto contro la Repubblica di Salò e i fascisti per ottenere la liberazione del Paese dal fascismo, mentre i membri delle forze armate e i fascisti di Salò hanno combattuto contro la liberazione dell’Italia dal regime fascista, tra l’altro con massacri e atti disgustosi.

Vanno ricordati? Certo, sia perché sono morti, sia perché almeno una parte (grande o piccola non saprei) ha creduto davvero di combattere per un’idea buona, che poi si è rivelata pessima. Giusto ricordarli, se si vuole, ma non nel giorno in cui si ricordano gli altri, i partigiani, che la guerra civile la hanno subìta per la repressione dei fascisti: non la hanno voluta loro. Sarebbe anche ora di finirla di insistere sull’assurdo della guerra civile, come se fosse “colpa” dei partigiani: i fascisti furono e sono fascisti e alleati dei nazisti (per non ricordare “l’assicello” di cui ho parlato in passato). Per non dimenticare che fu proprio grazie ai partigiani che potemmo negoziare un trattato di Pace e riavere almeno Trieste, mentre con la Germania di trattato di pace si parlerà solo nel 1970!

Tutto, nelle manifestazioni, è stato pacifico, tranne quei due imbecilli che hanno sparato contro due manifestanti a Roma, da trattare per quello che sono: imbecilli, ma certo da condannare. E tranne per “l’incidente” a Milano nei confronti della «Brigata ebraica», partecipe della Resistenza. Giusto ricordarli e ringraziarli, ma per quello che furono: dei combattenti contro il fascismo, ebrei. Ma «ebreo» non vuol dire israeliano e se si va alla manifestazione con le bandiere di Israele (quello che scompostamente Mentana chiama “stato ebraico” … eh no, Mentana, proprio no ebraico no e lo sappiamo tutti benissimo) e per di più quelle USA, impegnati oggi come da molti anni (nel caso degli israeliani ormai da oltre 100 anni!) in guerre selvagge di massacri senza nome, se ci si va con quelle bandiere non si può essere lì “per” i partigiani!

Bisogna avere l’onestà intellettuale di dirlo con chiarezza, come facevano molti ebrei italiani fino agli anni ’80. Mi dispiace per l’on.le Fiano che si straccia le vesti ogni secondo minuto perché non sono accettati nei cortei per il 25 Aprile. E mi dispiace pure per il sindaco Sala che gemella Milano con Tel Aviv, città costruita sulle case dei palestinesi uccisi e cacciati via da Israele … non dagli ebrei!

E brava Edith Bruck, che garbatamente (e la comprendo) dice qualcosa di simile. Molto meglio di me.

Disgusta assai, quindi, non solo e non tanto l’assenza dei meloniani & co. dalle manifestazioni e celebrazioni varie (del resto come Berlusconi, salva quella unica volta a Onna nel 2009 e poi mai più!) ma offende gli italiani, di tutti (proprio tutti) i quali è Presidente. Disgusta, dico, quando “condanna” il rifiuto verso «la Brigata ebraica insultata in piazza e costretta ad allontanarsi dal corteo sotto scorta delle Forze dell’ordine», ma non la “sparatoria” a Roma e aggiunge «Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema».

Vero, lo abbiamo un problema, ma credo che il problema sia proprio lei & co.! tanto più, visti gli attuali contorcimenti per non sparare contro Trump a proposito del quale resta famoso, e suppongo ancora valido, il lucidissimo giudizio: «Con Trump siamo di fronte a una persona che quando fa una cosa la fa ragionevolmente per una ragione »!

Ultima notazione, la questione del deficit eccessivo, che si dice essere di poche centinaia di milioni.

A parte il fatto che io, penso siano parecchi di più, ma non mi pronuncio perché non sono un economista. Però: se sono così pochi, qualunque Governo degno di questo nome sarebbe riuscito a non spenderli avendo almeno un intero anno a disposizione: se poi i loro ragionieri non conoscono il proprio mestiere… .

In realtà, credo, la cosa conviene al Governo, qualuno suppone addirittura che la abbia voluta: perchè così può “giustificare” le scarse iniziative in materia economica in un anno che non sarà allegro per molti. In secondo luogo perché così potrà sceneggiare una riduzione delle spese militari (Crosetto ormai è a tacere, per fortuna) per adottare con quei soldi (se effettivamente ci sono!) qualche provvedimento elettorale a fine anno. Perché, infine, servirà a gettare fango sulla odiata UE – l’unica possibile nostra salvezza, ma tant’è – accusandola di taccagneria, di eccessi di regole, ecc. ecc.: non sarebbe la prima volta, almeno da Berlusconi in poi … ve lo ricordate? “I ristoranti sono pieni, gli aerei pure, che crisi c’è?”.

Infatti: dov’è mai la crisi? Abbiamo lo spread più basso di sempre … !

Di Giancarlo Guarino

Giancarlo Guarino è Professore ordinario, fuori ruolo, di Diritto Internazionale presso la Facoltà di Economia dell’Università di Napoli Federico II. Autore di varie pubblicazioni scientifiche, specialmente in tema di autodeterminazione dei popoli, diritto penale internazionale, Palestina e Siria, estradizione e migrazioni. Collabora saltuariamente ad alcuni organi di stampa. È Presidente della Fondazione Arangio-Ruiz per il diritto internazionale, che, tra l’altro, distribuisce borse di studio per dottorati di ricerca e assegni di ricerca nelle Università italiane e straniere. Non ha mai avuto incarichi pubblico/politici, salvo quelli universitari.