Sono allo “0 a 0 palla al centro”, possiamo trattare … ma con grande cautela, perché ora non si può più sbagliare, siamo ai calci di rigore!
Sarà solo un caso, ma qualcosa mi rafforza nell’idea che una qualche ‘seconda linea‘ nascosta nel Governo statunitense operi attivamente.
Vediamo.
Tutto era apparentemente risolto e Trump si apprestava a dichiararsi vincitore, mantenendo il blocco navale a Hormuz matrattando finalmente sul serio. Però aveva, come sempre in questa vicenda – e non è il primo, se pensate al Presidente Carter – largamente sottovalutato l’Iran, ma specialmente gli iraniani. Oggi in preda ad una follia teocratica violenta e oscurantista, prima sotto il tallone di uno Scià servile e largamente corrotto almeno dagli USA, ma in fin dei conti una civiltà ben chiara e definita che è sempre stata forte e rispettata fin dalla guerra del Peloponneso. A fronte di quella iraniana, la “civiltà” USA è ancora in fasce. Che poi, come scrive qualcuno, vi siano persone in preda ad una sorta di autolesionismo folle perché finora del tutto disorganizzato, è cosa tutta da dimostrare. La gran parte degli iraniani hanno ormai capito cosa possono aspettarsi dal mondo esterno e hanno un senso di identità incancellabile.
L’Iran, dunque, con due navi sequestrate dagli USA e lo stretto di Hormuz chiuso, blocca tutta la trattativa, appellandosi al … diritto internazionale! E giustamente, checché se ne dica. Infatti, se è semplicemente evidente che sia un atto a dir poco ostile, pur se “in generale” non un vero “atto di guerra”, sparare sulle sue navi anche se “solo” commerciali, dopo un “cessate il fuoco” lo trasforma in un vero “atto di guerra”. Se, poi, si attiva un blocco navale, che è in sé e per sé è un atto di guerra, è una aggravante, tanto più grave in quanto svolto proprio nel momento peggiore: durante una tregua o, tecnicamente, un armistizio.
E qui arriviamo al mio immaginario (!?) gruppo segreto. Col suo carattere, la sua arroganza, la sua violenza da Cowboy, ci saremmo, o almeno io mi sarei aspettato da Trump la solita reazione furiosa e non solo minacciosa, ma operativamente violenta. Insomma, ci saremmo aspettati altre bombe sue e della sua anima nerissima Israele … o almeno male parole!
E invece nulla: “manteniamo il blocco e aspettiamo controproposte dall’Iran” e si lascia trapelare – alle 15.29 ora italiana – che già Venerdìsi potrebbero riprendere le trattative, anche se poco prima – ore 14.56 – fonti del Governo iraniano avevano dichiarato esplicitamente: l’Iran «ricorrerà alla diplomazia quando ci saranno i presupposti per garantire gli interessi nazionali». Ma lo avevano fatto dopo avere qualche ora ancora prima, alle 13.34, sequestrato a sua volta un paio di navi. Sembrerà strano, ma è un modo per ‘trattare’ specialmente oggi che per fare ciò basta uno scambio di telefonate riservate per ‘capirsi’!
Una trattativa, dunque a mio parere, è in corso e, stavolta, è una trattativa seria: con queste azioni e reazioni, i due sono, per dirla col tennis, dopo il 40-40 sono «deuce». Insomma, sono allo “0 a 0 palla al centro”, possiamo trattare … ma con grande cautela, perché ora non si può più sbagliare, siamo ai calci di rigore! Non credo che sia nemmeno un caso che si lasci filtrare il tentativo USA di ottenere la scarcerazione di otto donne condannate all’impiccagione in Iran! Forse solo per poter vantare un successo con gli statunitensi, mentre sembra evidente lo ‘zampino’ cinese dietro il Pakistan e la sostanziale sconfitta di USA e forse parzialmente di Israele. Quet’ultima, peraltro, ‘vince’ sempre perché quello che prende se lo tiene, fino alla prossima guerra e conta solo i propri morti.
E, sempre continuando questa interpretazione ‘di fantasia’, deve esservi qualcosa di più, che forse isola Trump: il fatto che, almeno finora, Israele ha sospeso i massacri anche se non ha sospeso la distruzione delle case libanesi. Ha capito anche lei che non può più forzare tanto quanto prima la mano a Trump, anzi, agli USA, che ora fanno capolino tra la nebbia.

