Sulla disposizione aggiuntiva contenuta nel DL e che prevede un ‘premio’ per gli avvocati che riescono a convincere i migranti a partecipare volontariamente ad un programma di espulsione, Mattarella ‘convoca’ il Sottosegretario Alfredo Mantovano

 

Vorrei questa volta occuparmi brevissimamente di una cosa, a mio parere, semplicemente sconvolgente apparsa anche sulla stampa, ma che, a prescindere dal risultato, potrebbe avere effetti negativi gravi.

Mi riferisco a quella disposizione, nella quale, grazie ad un emendamento in sede di conversione (cioè di trasformazione in legge ordinaria) di un ennesimo decreto legge del Governo, il DL. 23/2026 … quello che fa divieto ai ‘giovani’ di acquistare coltelli, per capirci, si parla di difesa dei migranti.

In sede di conversione al Senato, del decreto già in vigore e regolarmente firmato e promulgato dal Presidente della Repubblica, viene proposta e immediatamente approvata una disposizione aggiuntiva al decreto originario firmato da Mattarella: l’art. 30 bis. In esso, su proposta dei senatori Lisei (FdL), Occhiuto (FI, ecc.), Pirovano (Lega Salvini Prmier, ecc.), Gelmini (Civici d’Italia, ecc., ecc.) si afferma tra l’altro (art. 30 bis. n. 1 lett. c.) «Al rappresentante legale munito di mandato che ha fornito assistenza al cittadino straniero nella fase di presentazione della richiesta di partecipazione ad un programma di rimpatrio volontario assistito, è riconosciuto, ad esito della partenza dello straniero, un compenso pari alla misura del contributo economico per le prime esigenze previsto ai sensi … », mentre alla lettera b. della medesima disposizione si aggiunge una frase ad una legge precedente che corre: così «per la corresponsione ai singoli rappresentanti legali, da parte del Consiglio Nazionale Forense, dei compensi ad essi spettanti, ai sensi ». Le solite disposizioni criptiche da addetti ai lavori, che però stabiliscono una disposizione sconvolgente, della quale molti hanno letto sulla stampa: quella per cui, per dirla in parole semplici, ad un avvocato che assiste uno straniero in materia di asilo ed espulsione, viene garantito un ‘premio’ di 615,00 € – le solite cose strampalate della legislazione italiana – se lo straniero in questione venga ‘convinto’ (non saprei come altrimenti sciogliere quella frase contorta) a partecipare ‘volontariamente’ (notate bene «volontariamente») ad un programma di espulsione, purché – e qui siamo veramente al Medioevo – parta effettivamente. La disposizione, proposta come emendamento, si completa con una precedente, dell’art. 29, in cui si stabilisce, che, indipendentemente dalla sue condizioni economiche, allo straniero non venga garantita l’assistenza legale gratuita.

Dubito moltissimo che quest’ultima disposizione sia costituzionalmente lecita e non ferocemente cattiva e volgare. Ma mi sorprende non poco che il Presidente Mattarella non la abbia bloccata, mentre mi solleva il fatto che non è ‘colpa’ di Mattarella se l’altra disposizione fosse stata già presente nel DL. Per fortuna non è così. E non credo che la cosa sia solo una mia supposizione, visto che lo stesso Mattarella, finora silenzioso (come ho detto prima, forse troppo) abbia ‘ricevuto’ cioè abbia convocato, in serata, alquanto bruscamente, direi, il capofila della estrema destra meloniana, l’ex giudice ed ora Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, al quale verosimilmente deve avere detto qualche parolina … purtroppo rimane il dubbio di una ‘disattenzione’ degli uffici del Quirinale e quindi di Mattarella, di fronte ad un documento obiettivamente, confuso, logorroico, illeggibile.

Resta il fatto che, con un trucco, si introduce una disposizione a dir poco selvaggia. Che ha provocato una reazione da parte degli avvocati: ieri, per esempio, ne hanno parlato un rappresentante della Associazione per gli studi giuridici sulla immigrazione Lorenzo Trucco , ma anche il Consiglio Nazionale Forense.

Non voglio discutere della costituzionalità o meno della disposizione e nemmeno della sua natura brutale e volgare.

Rilevo però che:

1. Il Presidente Mattarella ha firmato la parte di decreto legge relativa al patrocinio gratuito, ma non quella sul compenso agli avvocati;
2. Il problema dei mancati ‘rimpatri’ non dipende dagli avvocati, a dalla incapacità di questo e altri Governi di farli;
3. Non è vero che vi sia bisogno di una nuova legge elettorale per la ‘stabilità’. Questo Governo, con la legge attuale, ha una tale maggioranza, che semplicemente ignora e mette a tacere l’opposizione: cosa si vuole di più?

Oggi, però, mi domando e vi domando: visto quello che accade, quando dovessimo trovarci dalla parte del cliente seduti alla scrivania di un avvocato, a quanti non verrà un fremito nella schiena: “sarà mica compensato da qualcuno per … !”.

Questo, ripeto collegandomi all’inizio, è un danno non solo gravissimo, ma, temo, irreversibile alla credibilità dell’avvocatura (e non solo!).

Una scelta profondamente irresponsabile, che colpisce migliaia di professionisti, a questo punto  … onesti?

Di Giancarlo Guarino

Giancarlo Guarino è Professore ordinario, fuori ruolo, di Diritto Internazionale presso la Facoltà di Economia dell’Università di Napoli Federico II. Autore di varie pubblicazioni scientifiche, specialmente in tema di autodeterminazione dei popoli, diritto penale internazionale, Palestina e Siria, estradizione e migrazioni. Collabora saltuariamente ad alcuni organi di stampa. È Presidente della Fondazione Arangio-Ruiz per il diritto internazionale, che, tra l’altro, distribuisce borse di studio per dottorati di ricerca e assegni di ricerca nelle Università italiane e straniere. Non ha mai avuto incarichi pubblico/politici, salvo quelli universitari.