Che cosa ha promesso o lasciato capire la nostra Presidente del Consiglio al Presidente americano, circa il nostro sostegno alle mire USA sull’Europa e sulla NATO?

 

Non dico ‘me lo aspettavo’, come certo franino molti veri o sedicente ‘leader’ e commentatori italiani, per il semplice motivo che io dai nostri ‘politici’ mi aspetto sempre e di tutto. Sta in fatto, però, che quanto scrivevo appena ieri a proposto del ritorno alla politica, quella vera, di moltissime persone che finora avevano taciuto deve avere un forte fondo di verità, a giudicare, se non altro, dal clamoroso e brutalmente propagandistico voltafaccia della nostra ‘premier’ … non so perché chiamata così, quando è invece il ‘Signor Presidente del Consiglio on.le Giorgia Meloni’.

Ma, a quanto pare, questi ultra destri sovranisti e nazionalisti sono tutti della stessa pasta. E cambiano idea ad ogni secondo minuto … vedremo tra una settimana le posizioni della Meloni.

Guardiamo.

La Presidente Meloni ha fatto una dichiarazione di sostegno al Papa Leone XIV, attaccato da Trump, per le parole dure usate dal Papa nei confronti delle guerre in generale e di quella in Iran e Libano in particolare. Ebbene, che ti fa il super Presidente USA? Reagisce ‘alla’ Meloni; prende il telefono e si auto intervista sul Corriere della Sera, per dire che è « scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo», per poi aggiungere, rispondendo al fatto che la Meloni aveva giudicato ‘inaccettabile’ (altra parola insulsa, ma molto di moda) il comportamento di Trump verso il Papa e quindi, immagino urlando al telefono che avrà poi sbattuto in faccia al giornalista, dice: « È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità» … perché non vuole aiutarci con la NATO, non vuole aiutarci a sbarazzarci dell’arma nucleare. È molto diversa da quello che pensavo».

E qui, una prima perplessità di grandissima importanza, altro che congratularsi con lei o con il suo ufficio, come fa la Schlein. La domanda è pesantissima: che cosa ha promesso o lasciato capire la nostra ‘Signor Presidente del Consiglio on.le Giorgia Meloni’ a Trump, circa il nostro sostegno alle mire USA sull’Europa e sulla NATO?

Qui, francamente, è in gioco non tanto la sicurezza, quanto la posizione politica dell’Italia e la sua, a questo punto evidente, ‘sudditanza’ dell’Italia agli USA, anzi alla parte di parte politica che Trump impersona. Una forma di sottomissione preliminare e incondizionata. Si scopre un qualcosa di segreto, riservato, non detto, che, al di là del fatto che sia percepito come tale da una parte maggiore o minore del polo italiano, è un comportamento politico di parte, che la signora Meloni avrebbe avuto e ha il dovere di presentare al popolo italiano; a quel popolo che l’art. 1 comma 2 della Costituzione, non per caso, definisce ‘sovrano’.

Non saprei, da un punto di vista strettamente costituzionale, come ciò si possa definire: a me pare una plateale e confessata violazione grave del principio per cui è al popolo che spetta decidere in cose del genere. Proprio oggi parlavo con un tassista, che mi raccontava la sua indifferenza per ciò che accade furi dell’Italia, appunto, la sua: ma il popolo italiano, come quello ungherese, ha mostrato che di certe questioni si preoccupa, o, almeno, che intende preoccuparsene. Tanto più che i toni meloniani di Trump, rappresentano una minaccia implicita ma chiarissima all’Italia come soggetto sovrano della Comunità internazionale. Solo per dire, che a messaggi del genere si risponde in termini per lo meno di ferma protesta diplomatica! A ciò si aggiunga che il tono e le parole del Presidente USA, integrano una grave violazione del diritto internazionale, in quanto sono toni minacciosi e, in qualche modo, ricattatori.

Sarebbe ora che la Meloni rendesse noto che cosa ha promesso a Trump, quando e perché: al Parlamento, con diritto di voto … le comunicazioni del Presidente, lo abbiamo visto, sono solo propaganda.

Ma non finisce qui. Perché il voltafaccia della ‘Signor Presidente del Consiglio on.le Giorgia Meloni’, si manifesta … pensate un po’ in che contesto, al ‘Vineitaly’ dove la signora Meloni, annuncia come se fosse una banalità, ma in favore di telecamere, che non avrebbe rinnovato l’accordo Israele Italia. L’ultimo giorno prima della scadenza.

Orbene. Noi sappiamo benissimo che quell’accordo nasconde molte cose negative per il nostro Paese: la presenza continua e invadente del Mossad in Italia, dalla partecipazione di Israele al controllo di nostri politici o politicanti vari, alle azioni di ‘pressione’ (lobbying, come dicono quelli che conoscono le lingue) sui nostri politici e politicanti vari (è di un paio di giorni fa la decisione di un certo on.le Fiano di uscire dal PD, perché non sostiene il gemellaggio con Tel Aviv: una città costruita sulle macerie delle case dei palestinesi che vi abitavano prima) alle di intercettazioni di giornalisti italiani e così via.

Ma in termini giuridico-formali c’è ben di più. Se infatti una sudditanza personale e politica può essere solo un po’ scandalosa per gli altri cittadini, non rinnovare un trattato è cosa che mette fortemente a repentaglio la nostra posizione nella Comunità internazionale. La signora Meloni, annunciando ‘incidentalmente’ la cosa, ha affermato, a proposito di Trump, che «A me pareva che il post pubblicato alle 8.30 del mattino fosse un segnale chiaro, poi ovviamente servivano parole più chiare e abbiamo detto anche parole più chiare. Non so quanti leader le abbiano espresse, questo per quanti dicono che ci sarebbe una sudditanza» tanto per condire le cose che dice di quel briciolo di arroganza e cattiveria che la identifica sempre: lei è sempre ‘la mejo’ di tutti!

Ma ha sfuggito il tema: gli accordi internazionali si rispettano e comunque vanno usate le procedure previste dal diritto internazionale. E l’interruzione unilaterale di un accordo non è cosa da nulla.

Probabilmente Israele non avrà la faccia di porre problemi, ma certo e di nuovo, sarebbe davvero interessante sapere non tanto che cosa ‘dice’ quel trattato, ma cosa implica e ha implicato per i cittadini sovrani del nostro Paese. Tanto più che, posto anche che Israele non protesti, sicuramente agirà, come sempre  quindi con violenza, magari nascosta, ma pur sempre violenza.

Sarebbe ora che qualcuno si rendesse conto che il popolo non intende più farsi infinocchiare e quindi sarebbe ora di parlare chiaro.

Di Giancarlo Guarino

Giancarlo Guarino è Professore ordinario, fuori ruolo, di Diritto Internazionale presso la Facoltà di Economia dell’Università di Napoli Federico II. Autore di varie pubblicazioni scientifiche, specialmente in tema di autodeterminazione dei popoli, diritto penale internazionale, Palestina e Siria, estradizione e migrazioni. Collabora saltuariamente ad alcuni organi di stampa. È Presidente della Fondazione Arangio-Ruiz per il diritto internazionale, che, tra l’altro, distribuisce borse di studio per dottorati di ricerca e assegni di ricerca nelle Università italiane e straniere. Non ha mai avuto incarichi pubblico/politici, salvo quelli universitari.