Per quanto riguarda l’Italia, abbiamo i nostri motivi per essere felici. Ecco quali

 

La missione Artemis II è diventata la protagonista delle cronache italiane di questi giorni. Potrà essere una piacevole soddisfazione per tutti gli appassionati di spazio, che forse non ne possono più degli amori extra coniugali sbocciati tra i muri del Viminale. E nemmeno della casa nel bosco tra funghi velenosi e bambini tenuti alla larga dell’abecedario e dal vivere civile.

Eppure, di quell’opera che si sta manifestando come una grandezza degli Stati Uniti, che non usano l’alta tecnologia solo per distruggere le civiltà di cui non hanno nemmeno idea, ci sono molti lati sbiaditi che meriterebbero un po’ di attenzione nella reale narrazione.

Per prima cosa ci ha lasciato molto perplessi, ma vogliamo essere buoni, osservare le immagini passate dall’emittente televisiva La7 che si sono rivelate tutte fake e frutto di un’intelligenza artificiale molto limitata e piena di presunzione, come di chi l’ha programmata. Queste menzogne ci indignano perché fanno perdere credibilità non solo a chi le emette, ma a tutto il complesso di persone che lavorano a questi programmi.

Ma c’è naturalmente dell’altro.

L’individuo che occupa la Casa Bianca grazie a una campagna elettorale che solo a Elon Musk è costata 200 milioni di dollari ha definito Artemis II «orgoglio nazionale» e ha affermato che «l’equipaggio ha reso tutta l’America davvero orgogliosa, incredibilmente orgogliosa». Quanto meno si è distratto un momento dal Risiko che sta giovando con i suoi compari nella Sala Ovale.

Per quanto riguarda l’Italia, abbiamo i nostri motivi per essere felici. E non solo perché la felicità degli americani deve essere la nostra felicità.

La notizia di poche ore fa merita soddisfazione. La navicella Orion, che ha appena completato il flyby intorno alla Luna superando il record della massima distanza dalla Terra mai raggiunta da un veicolo spaziale con equipaggio, è stata ripresa mentre si trovava a 400.000 km di distanza dagli strumenti del Virtual Telescope installati a Marciano, in provincia di Grosseto, manovrati dall‘astrofisico italiano Gianluca Masi.

Ma Orion a bordo monta diversi componenti tecnologici realizzati da LEONARDO. Proprio quella società che per volontà del governo sta per cambiare il suo amministratore delegato.

A bordo di macchine così complesse niente e nessun oggetto è banale. Ma i sistemi italiani sono realmente vitali per la navigazione: senza i pannelli fotovoltaici che compongono le quattro ali del modulo di servizio e l’unità di controllo e distribuzione della potenza non sarebbe stato possibile compiere una missione così impegnativa. Quindi ben venga.

Poi il ministro Urso ha ratificato un accordo già per altro costruito un paio di anni fa per fabbricare delle abitazioni per l’astronauta italiano che probabilmente scenderà sulla Luna nel 2034, quindi siamo certi che sul tetto di almeno un’abitazione sventolerà (si fa per dire) il nostro tricolore e magari un’antenna capterà le sorti della nostra Nazionale che forse per quella data potrà anche partecipare ai mondiali.

Come si vede sono molte le speranze.

Un vero peccato che con una decisione unilaterale la NASA abbia congelato e forse eliminato la postazione cislunare del costo di un miliardo di dollari, per la quale l’Italia ha realizzato circa l’80% della parte abitabile. Ma la program manager della Stazione Spaziale Internazionale Dana Weigel in una sua uscita ha fatto capire che in 25 anni la ISS non ha portato grandi risultati scientifici, facendo intendere che l’ente americano difficilmente darà contributi per costruirne altre. Altra botta non indifferente per il nostro Paese!

Ma la space economy va così. Mica possiamo volere la Luna, noi italiani!