La maggior parte delle ONG coinvolte negli aiuti umanitari nel conflitto fra Iran e l’alleanza Israele-Usa poi estesa  a Libano, Iraq e stati del Golfo erano operative a Gaza

 

Nella guerra (mai dichiarata formalmente) fra Iran e l’alleanza Israele-USA, coinvolgendo poi Libano, Iraq e Stati del Golfo, c’è abbondanza di informazioni sui conflitti a fuoco, sui conflitti verbali, sui conflitti economici, ma è avaro il riferimento alla drammatica ricaduta sulla popolazione civile.

Assistiamo ad una guerra regionale ad alta intensità con una escalation che ha coinvolto anche Iran, Israele, Libano, Iraq e Stati del Golfo, con ripercussioni sulla popolazione civile di entità ‘in progress’.

Non ci sono molti dati su questa parte del conflitto a differenza della cronaca impietosa sui numeri di uomini, donne e moltissimi bambini che a Gaza quotidianamente diventavano morti e feriti.

Usando l’approccio dell’’interazione conversazionale’ (uso di chatbot) abbiamo stime aggregate basate su fonti internazionali, ONG (Organizzazioni Non Governative) e autorità sanitarie, che affermano: i morti civili sono circa 1.700 in Iran(240 bambini), 900 in Libano, una settantina in Iraq mentre Israele ha lasciato sul campo dei civili circa 25 persone.

Ma con crudo realismo, connesso alle attività ‘core’ delle ONG, dobbiamo contare e focalizzarci sulle le vittime civili ferite che in Iran sono circa  20.000(1600 bambini), in Libano sono stimati circa 4.000, alcune centinaia in Iraq e circa 6.500 israeliani.

Perché crudo realismo? Perché questi civili feriti sono, in prima istanza e solitamente, i destinatari delle attività delle ONG che operano con fini umanitari e di conforto per la popolazione civile colpita dai conflitti. E le ONG sono gli unici operatori di pace.

Ma che cos’è una ONG? È una organizzazione, associazione, impresa sociale spesso multinazionale che per statuto e per sua cultura, sviluppata in tanti anni di attività, si è specializzata nel giocare il ruolo di ‘ambasciatore senza feluca’ per la pace e nell’organizzare e gestire in ‘camice bianco o in jeans’ la produzione/distribuzione di beni e servizi umanitari in tutte le parti del mondo.
La ONG è sempre stata in “missione umanitaria e di pace”, finanziata prevalentemente dallo stato di origine  ed anche dai  cittadini e dalle imprese private.

Il controllo dei risultati degli investimenti  si concretizzava in sviluppo delle risorse idriche, in supporto per la produzione agricola, in interventi, in formazione e addestramento professionale, in ‘incubatori’ di imprenditorialità, in difesa dei diritti delle fasce più deboli in paesi già deboli.

Nello specifico dei conflitti è cambiato il modello ed i servizi delle ONG sono di tipo prevalentemente sanitario, assistenziale, sociale e di tutela dei bambini e delle fasce deboli nonché della la distribuzione alimentare. Ed anche il settore Shelter cioè Settore Ripari / Alloggi di emergenza nonché la gestione di ospedali (Ucraina,Gaza e paesi in conflitto), Operatori organizzati con il ‘purpose’ pace.

Oggi le ONG (più significative) attive nel teatro di guerra Iran–USA–Israele sono Amnesty International, Medici Senza Frontiere (MSF), Consiglio Norvegese per i Rifugiati (NRC – Norwegian Refugee Council), CARE International, Oxfam, Islamic Relief, Caritas.

Hanno vita difficile e sono sorvegliati speciali quasi che la pace fosse un atto di guerra. Per esempio, Israele sta imponendo regole restrittive di operatività a fronte anche dell’attività a Gaza di ONG in sospetto di collusione con Hamas. La maggior parte delle ONG coinvolte negli aiuti umanitari nel conflitto fra Iran e l’alleanza Israele-Usa poi estesa  a Libano, Iraq e stati del Golfo erano operative a Gaza.

In questo specifico contesto di crisi e di conflitto  per la popolazione civile le ONG ricoprono un ruolo determinante seppur affrontando ostacoli crescenti, restrizioni amministrative e rischi operativi elevatissimi. Per esempio, Amnesty International, che denuncia delle violazioni e fa pressione diplomatica per la tutela dei civili e dell’applicazione delle Convenzioni di Ginevra, opera in ‘libertà vigilata’.

In queste condizioni, il loro ruolo di ‘ambasciatori senza feluca’ per la pace  si è ridimensionato ed anche le loro attività di servizio per le fasce deboli sono meno efficaci o addirittura sostituite da altri attori non super partes. Si veda la distribuzione del cibo a Gaza che da Maggio 2025 ha visto il coinvolgimento  della Gaza Humanitarian Foundation/(GHF) vicina a Trump e ad Israele bypassando le agenzie dell’ONU.

Le ONG non si sono ritirate, ma  l’ossessione burocratica si fa sentire tramite barriere amministrative,condizioni di sicurezza che bloccano le attività, ed una delegittimazione da parte di alcuni stati.Si continua a denunciare le violazioni,si sostengono con fatica i rifugiati,si offrono serviizi sanitari con difficoltà logistiche sempre piu’ intense. In sintesi si distribuiscono aiuti con il contagocce.

Lo spazio umanitario si restringe (permessi, registrazioni, dati sensibili), la sicurezza peggiora (escalation multi-paese) e cresce la politicizzazione: di conseguenza le ONG perdono capacità di incidere sul campo, pur mantenendo un ruolo vitale di advocacy e denuncia.
Di fondo c’è un dilemma strategico e tattico:fornire aiuti, ma limitando la denuncia dei crimini oppure mantenere la propria indipendenza, ma rischiando la cancellazione?
Le relazioni con gli stati in conflitto soffrono del sospetto che  le ONG siano politicizzate e non neutrali.

Gli Stati vogliono controllare chi opera nei propri confini e temono che le ONG introducano pressioni o valori non allineati con lo Stato stesso. E’ in atto un conflitto sulla comunicazione perché gli stati belligeranti bloccano la terzietà comunicativa delle ONG.

Il numero delle ONG è solo stimato. Nel teatro di guerra USA–Israele–Iran, il numero più solido e verificabile è quello dell’elenco aggiornato e basato sulle fonti disponibili delle ONG che risultano ancora attive nel teatro della crisi USA–Israele–Iran (Gaza, Cisgiordania, Israele, aree limitrofe), dopo l’ondata di restrizioni e divieti imposti da Israele nel 2025–2026.

Quindi, le ONG che sono state spesso il terminale di una politica estera per la pace ed i cui progetti hanno creato i presupposti per stabilire rapporti sempre più simmetrici con nazioni in difficoltà (dal 2016 è decaduta la denominazione di ‘paesi in via di sviluppo’), oggi, in questo conflitto, sono a mezzo servizio e ad attività limitata. Esse rischiano il ridimensionamento della loro opera di pace.

Di Giorgio Fiorentini

Senior professor in Bocconi con la quale collabora, a vario titolo, dal 1981. Attuale posizione in Bocconi e SDA Bocconi nel Dipartimento di Analisi istituzionale e management pubblico (DAIMAP) e nell’Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS); CERGAS (Centro di ricerca sull’assistenza sanitaria e sociale). Ideatore e direttore “Master in management delle imprese sociali” (23 ed)-Bocconi. Responsabile progetto:”Dai un senso al profitto”(XIV ed). Attuale posizione altre Università • Dal 2021 Codirettore scientifico e direttore MASTER IN MANAGEMENT delle IMPRESE SOCIALI e PREVIDENZA-LUM(Libera università Mediterranea)-Casamassima(BA) • Fino al 2015 Codirettore del MASTER in ETICA D’AZIENDA (MEGA)-in collaborazione con l’Istituto Marcianum-Patriarcato di Venezia-Venezia(7^ edizioni). Membro del Consiglio Direttivo LILT(Lega Italiana Lotta Tumori)MILANO e BRIANZA,vice presidente SOTTOVOCE-ass.volontari IEO-MONZINO,consigliere CdA Fondazione Salvatore Maugeri Group-Pavia;Volunteer association advisor,Ideatore e presidente PREMIO IMPATTO-Salone CSR e INNOVAZIONE SOCIALE-Koinetica e Univ.Bocconi,;Membro ETHICS COMMITEE di Lombardi Group sa;LOINGsa-Bellinzona. LIBRI:G.Fiorentini-TUTTE LE IMPRESE DEVONO ESSERE SOCIALI-Profitto e Impatto Sociale-FrancoAngeli 2021; G.Fiorentini, V.Saturni,E.Ricciuti-La VIS di AVIS-la valutazione socio economica delle donazioni del sangue-FrancoAngeli ed .-2016;Fiorentini G-M. Campedelli -La dote ed la Rete-una policy e un modello per le non autosufficienze-Fondazione Easy Care-Reggio Emilia;CD-ROM-2016;G.Fiorentini-G.Sapelli-G.Vittadini:Imprenditore: Risorsa o problema-BUR Saggi-Mi-2014;G.Fiorentini-V.Saturni-AVIS in the Italian transfusion System-FrancoAngeli –ed.Mi-2013; G.Fiorentini-V.Saturni ‘AVIS nel sistema trasfusionale italiano’; FrancoAngeli ed.-Mi 2013;G.Fiorentini-F.Calò-Impresa sociale &Innovazione Sociale –Franco Angeli ed.-mi-2013; D.Dal Maso-G.Fiorentini(a cura di)-Creare valore a lungo termine-Egea-2013