Noi italiani, quelli del “no” e anche quelli del “sì”, non siamo gli scemi del paese, quelli che se fai un po’ di “casino” si entusiasmano e ti votano in massa, per farti mantenere tutto il potere che ti sei preso, senza rendere nemmeno un accenno di conto su quello che hai fatto finora

 

Mi ha colpito, stamane, questa frase: «vuole invertire la rotta e dare segnali». Chi? la signora Meloni. Come? Mandando all’aria metà dei dirigenti politici e amministrativi del suo partito, e non solo, e del suo governo, e non solo. Personaggi “buoni” o “cattivi”, poco importa. Come al girotondo: «girotondo come è bello il mondo … e tutti giù per terra», «è intenzionata a cambiare tutte le presidenze di Eni, Enel Leonardo e Terna, per esempio. Non solo. In questa fase sono in discussione anche alcuni amministratori delegati. In particolare sarebbe in corso una riflessione su Roberto Cingolani di Leonardo con il quale lo scorso febbraio ha avuto un confronto «molto franco» in aereo mentre stavano andando insieme in Etiopia». Intanto, però, ha fatto dimettere la Ministra Daniela Santanchè, che ha reagito con una lettera alquanto velenosa, sintatticamente non proprio perfetta, oltre che Andrea Del Mastro e Giusy Bartolozzi.

Sorvolo sul “confronto” in Etiopia, evidentemente politici e giornalisti si sono dimenticati di avvertircene – e forse noi cittadini avremmo diritto di saperlo, no? –, ma che la soluzione di tutto sia la Senatrice Stefania Craxi, mi sembra un po’ poco. «L’avvicendamento alla guida dei senatori di Forza Italia, con Stefania Craxi che ha sostituito il dimissionario Maurizio Gasparri, è una iniziativa del gruppo parlamentare azzurro … Marina Berlusconi, che ai suoi ha detto di essere da sempre sostenitrice di una maggiore apertura della classe dirigente … ». che significa “apertura” e poi “classe dirigente”, alla quale evidentemente la signora Marina ritiene di appartenere, anzi di esserne il … padrone?: tutto suo Padre! In memoria ed onore del quale si è fatto il pasticcio della legge sulla separazione dei poteri tra inquirenti e giudicanti e il referendum, che ha visto la partecipazione, inattesa, di tanti italiani. Si tratta di “golosità” di potere, e che altro se no? Siamo tornati ai bei tempi, dei partiti, specie berlusconici, che sono letteralmente proprietà di un uomo, solo al comando, anche se fallimentare. Sempre citando i figlioli di Berlusconi «Marina e Pier Silvio Berlusconi che da tempo sostengono la necessità per FI di esibire frontman con «capacità comunicativa e ideativa». È il frontman, qualunque cosa significhi, che cambia tutto … insomma è tutta questione di immagine, magari di collant sull’obiettivo della telecamera, truccatura raffinata, magari qualche capello in più di quelli naturali.

In altre parole la “classe dirigente” italiana, si impossessa autoritariamente della politica, o meglio dei partiti, sia per fare i conti – chi perde è sempre colpevole, si sa – , sia per prendersi a mani basse tutto il potere … prima che sia troppo tardi.

E tutto ciò ora, dopo il referendum! Ne avessero cacciato almeno uno prima del referendum, uno, uno solo!

E noi italiani, quelli del “no” e anche quelli del “sì”, siamo gli scemi del paese, quelli che se fai un po’ di “casino” si entusiasmano e ti votano in massa, per farti mantenere tutto il potere che ti sei preso, senza rendere nemmeno un accenno di conto su quello che hai fatto finora, anzi a prendervi tutte le torte e tortine disponibili … finché si può. Ma con tanto livore e sapore di vendette: basta leggere un qualunque giornale, di destra o di sinistra – di questi ultimi ormai non ce ne è più. Anche trasversale, il peggiore perché è subdolo, ad esempio nei confronti sprezzanti di Ilaria Salis, certo, un “simbolo” un po’ distorto dello “stato di diritto”, la vera cosa ancora da realizzare in Italia: «l’europarlamentare di Verdi e Sinistra avrebbe potuto biasimare quella carcassa di totalitarismo comunista ancora imbullonato all’Avana, ma le parole le sono rimaste in gola. Appunto, suggestivo, poiché non finiremo mai di elogiare Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, che hanno candidato Salis, gli elettori che l’hanno votata, e soprattutto il sistema democratico e delle sue guarentigie che l’hanno sottratta alle carceri e ai tribunali senza garanzie dell’illiberale Ungheria di Viktor Orbán».Carcassa, totalitarismo comunista e così via.

Tutto ciò perché, tanto, noi cittadini, giovani e vecchi, siamo sostanzialmente degli imbecilli, anzi delle pecore che seguono il montone di turno.

Con il che non mi sogno nemmeno di dire che l’opposizione sia granché, dove un Conte sistematicamente colpisce alle caviglie la Schlein, che ora non si sottrae più alla reazione, orgogliosa anche se non troppo meritata salvo sul terreno: “porta a porta”. E questo le va riconosciuto. Per non parlare del sempre più viscido Renzi, che vive di sublimi trame.

Certo, se si decidessero a scrivere un programma vero, che magari prescinda dalle “statistiche” più o meno fantasiose, non so, di Conte che ha sempre con sé una statistica e un’idea fissa: il pacifismo che è il contrario della pace, lo ho scritte molte volte! Alla “opposizione” serve un programma vero e ben fatto, con numeri veri e attendibili, scritto da competenti (di cui si conosca il nome …  ce ne sono tanti interessabili!), non la battaglia letale, perché foriera di futuri scontri e quindi di immobilismo e di ricatti.

Anche l’opposizione crede che gli italiani siano delle pecore. Non hanno ancora (forse mai, temo) capito che gli italiani del sì e del no hanno, invece capito benissimo qual era l’obiettivo e lo hanno legittimamente respinto. Ora, con quei cittadini giovani e lo ripeto vecchi, si deve parlare, spiegare con chiarezza e senza parole d’ordine, ma specialmente ascoltare per capire che le vecchie parole d’ordine, tipo la difficoltà di avere una gastroscopia con cui ci ha allietato a lungo la signora Schlein, non funzionano e non funzioneranno se il popolo non viene ascoltato e se non si dimostra che l’opposizione non è (altra cosa sostenuta in continuazione da molta stampa) “per” le tasse, ma per strappare un po’ di soldini ai più ricchi, che ne hanno d’avanzo e vivere una vita più serena sul futuro.

Se non lo si fa, torniamo nelle mani degli eredi di Berlusconi – ma ancor più violenti – e di Gianni Letta, un nome una realtà. Ben nota.

Quanto all’«idea» populista e superficiale di scegliere il prossimo, sperato, capo del governo così è di una stupidità assoluta e un segno di lotta interna. Così si “fa” politica da noi: un colpo basso e il colpito non si può astenere dal seguirlo, pur nella certezza che sia un errore: ormai è fatta, non tenere questa sorta di referendum sarebbe un segno di paura del popolo.

Di Giancarlo Guarino

Giancarlo Guarino è Professore ordinario, fuori ruolo, di Diritto Internazionale presso la Facoltà di Economia dell’Università di Napoli Federico II. Autore di varie pubblicazioni scientifiche, specialmente in tema di autodeterminazione dei popoli, diritto penale internazionale, Palestina e Siria, estradizione e migrazioni. Collabora saltuariamente ad alcuni organi di stampa. È Presidente della Fondazione Arangio-Ruiz per il diritto internazionale, che, tra l’altro, distribuisce borse di studio per dottorati di ricerca e assegni di ricerca nelle Università italiane e straniere. Non ha mai avuto incarichi pubblico/politici, salvo quelli universitari.