Riassumo in pochissime parole alcune delle ragioni che mi hanno spinto fin dall’inizio a sostenere la necessità di votare ‘no’
Visto che, come ho scritto ieri e anche l’altroieri ormai la Comunità internazionale è ridotta al livello neanderthaliano e mostra i “capi”, più o meno autonominati, che mostrano fieri le teste mozzate dei loro nemici e visto che tra pochi giorni si terrà un referendum molto importante, a mio parere, per il permanere in vita del sistema costituzionale che ci ha unito e ci unisce, riassumo in pochissime parole alcune delle ragioni che mi hanno spinto fin dall’inizio a sostenere la necessità di votare “no”.
Primo. I nostri costituenti, con tutti i loro limiti beninteso, non erano stupidi né ignoranti. Conoscevano benissimo i sistemi processuali di altri stati e in particolare di quello britannico e di quello statunitense, dove i pubblici accusatori (noi diciamo i “pubblici ministeri”) sono funzionari dello stato (o meglio, della Corona) o addirittura eletti.
Ma hanno deliberatamente deciso di affermare un principio fondamentale: chi ti accusa non solo non può avere più poteri di chi ti difende (e ciò è già largamente garantito dalla legge processuale) ma deve, accusandoti, essere terzo rispetto a te. Deve, in altre parole, cercare le prove sia contro che a favore di te e se non ne trova deve, ripeto, deve, proscioglierti. Se, invece, fosse, come dicono di volere i proponenti di questa riforma, “pari” a te, tu saresti nella necessità di cercarti le prove a tuo discarico: il PM sarebbe un avvocato come il tuo avvocato, né più né meno. Il che, oltre tutto, costa moltissimo e non sempre è facile specie se hai “contro” un funzionario o comunque un dipendente dello Stato. Il processo “alla Perry Mason”, che piace tanto ai promotori di questa riforma, implica la disponibilità di un investigatore capace e ben pagato.
In altre parole, approvando questa riforma, la posizione dell’imputato diventerebbe molto più debole … dell’imputato povero. Quello “ricco” ne avrebbe invece tutti i vantaggi. La storia dei processi italiani contro “uomini di potere” sta lì a dimostralo … e la legge processuale era quella attuale. Figuriamoci se modifichiamo il sistema a sfavore dei Magistrati.
Secondo. Questa riforma non ha effetto alcuno sulla velocità della giustizia. Innanzitutto perché la stragrande maggioranza dei processi riguarda il diritto civile, dove una controversia condominiale dura almeno sette anni e che non hanno nulla a che vedere con i PM, ma anche perché, una volta che si siano separate le carriere dei magistrati, l’insufficienza drammatica delle strutture (giudici, cancellieri, segretari, amministratori, ecc.) permarrebbe. Ma specialmente permarrebbero in vigore così come sono oggi i codici di procedure penale e civile: un guazzabuglio, che, questo sì, andrebbe riscritto da cima a fondo.
Terzo. Raddoppiare il Consiglio Superiore della Magistratura, oltre a raddoppiare i costi attuali, crea un CSM che gestisce 9.000 persone (i magistrati giudicanti) e un altro CSM che ne gestisce circa 2.000: è evidente a chiunque quanto maggior “potere” si può riuscire a fare valere, da parte del mondo politico attraverso i suoi rappresentanti nel CSM, su “solo” 2.000 persone.
Quarto. Il sorteggio dei magistrati e PM dei due ipotizzati CSM determina il fatto (pericoloso in termini di valenza democratica) che i prescelti non avrebbero alcuna “legittimità” rispetto ai magistrati da loro governati, non li “rappresenterebbero”. E questa sarebbe una lesione gravissima del principio di uguaglianza, a dir poco! Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati (che non è un sindacato, è il corrispondente del CSM per i Magistrati!), il Consiglio dell’ordine dei notai, il Consiglio dell’Ordine degli ingegneri, dei medici, degli amministratori di condominio, sono elettivi, mai sorteggiati. Se lo fossero non rappresenterebbero nessuno, farebbero solo i propri eventuali interessi.
E, va aggiunto, non è nemmeno vero che un Magistrato, una volta vinto il concorso è uguale a tutti gli altri. Innanzitutto perché per i primi 18 mesi “non fa” il Magistrato, ma “l’uditore”, cioè impara sotto la guida di un Magistrato esperto e, per di più, frequenta una Scuola di Magistratura, il cui direttore, guarda caso, è stato nominato proprio oggi … dal Governo, mentre il precedente (finora sempre rinnovato almeno una volta: la carica dura solo due anni) è stato rimandato a casa. Inoltre perché la “carriera” è automatica nello stipendio, ma non nelle funzioni: per diventare, tanto per dire, Presidente di un Tribunale, il Mgisrato deve avere dato prova di grandi capacità … come, direte voi? Con le sentenze che ha scritto, con la capacità di risolvere situazioni complicate, ecc.
Quinto. Come se non bastassero i due CSM, ci si aggiunge anche l’Alta Corte, che sovverte, rovescia completamente il sistema costituzionale attuale. Perché, sorteggio a pare su cui ho già detto, la legge disciplinare che dovrebbe applicare l’Alta Corte è fatta dal Parlamento, cioè dalla maggioranza del momento e c’è forte il rischio che si faccia passare per “disciplina” ciò che disciplina non è: e ci siamo già passati, lo ricordate?
Ma c’è di più e di peggio: il giudice “processato” dall’Alta Corte, non potrà più ricorrere contro la sentenza se non davanti ad una sezione della stessa Corte: si annulla così il principio sacrosanto, fino ad oggi, per cui contro una sentenza c’è sempre una possibilità di appello ad un “altro” giudice, di rango ed esperienza, cioè, superiore. Sì, avete letto bene, “superiore”, cioè più anziano, più esperto … che “rivede le bucce” del giudice di grado inferiore. Eliminando questa possibilità, finora a disposizione dei Magistrati sottoposti a giudizio disciplinare dal CSM (e sarebbero i soli cittadini italiani privi di questa possibilità, i soli!) si costruisce un vero e proprio Tribunale Speciale, solo per i Magistrati in nessuna maniera sottoposto al “controllo pubblico”, cioè ad un giudizio pubblico in un’aula di Tribunale con il pubblico presente, ecc.
Basterebbe, secondo me, solo quest’ultima notazione per decidere di votare contro questa riforma
