Si è sdoganato il rapporto ‘bollini-qualità’ e specificità sanitaria nei confronti della salute femminile e della medicina di genere

 

 

Spesso all’entrata di Ospedali, RSA, Case di Riposo (ora anche nelle farmacie) possiamo trovare una vetrofania o un attestato incorniciato con la raffigurazione dei bollini (Rosa, Rosa Argento, Azzurri, Rosa Verde) che indicano la qualità dei servizi specifici per il genere (dal punto di vista biologico: femminile con cromosomi XX, produzione di estrogeni e progesterone, caratteristiche sessuali primarie e secondarie -(es. maggiore percentuale di grasso corporeo; maschile: caratterizzato da cromosomi XY, produzione di testosterone). Però, la biologia spiega differenze fisiche, ma non determina ruoli sociali o capacità cognitive. Sono i bollini della salute.I Bollini di quella vetrofania all’entrata spiegano, infatti, qualche cosa in più: in questa organizzazione-struttura si offrono servizi sanitari, socio-assistenziali, di welfare con la cultura di chi sa che il genere ha bisogno di  una sanità specifica, assistenza ad hoc: si direbbe una medicina personalizzata. Cioè femminile e maschile.

I bollini, diciamolo, evocano i bollini premio-carburante e quelli del supermercato (anni ‘80-‘90) eppure hanno una genesi nobile perché sono il diminutivo di ‘bolla’ che richiama il termine ‘bolla papale’ (dal latino ‘bulla’, che significa ‘sigillo’ o ‘capsula’). Nel Medioevo, i documenti ufficiali emanati dal Papa venivano autenticati con un sigillo di piombo (chiamato appunto ‘bulla’) appeso al documento tramite cordoni di seta o canapa. Quindi la ‘bulla’ antica era un sigillo rotondo, una medaglia, e il significato si è esteso per indicare piccoli contrassegni adesivi (come quelli di conformità o pagamento) e, in senso figurato, indicatori di livello (es. ’bollino rosso’). L’azione del bollo era ‘bullare’.

Questi Bollini (della Fondazione ONDA-Osservatorio Nazionale sulla salute di genere) attestano questa qualità funzionale sulla Salute della donna e dell’uomo e comunque di genere.

Quasi tutte le organizzazioni sanitarie e socio assistenziali sono oggetto di un accreditamento istituzionale nel senso che hanno un accreditamento  da parte di un ente dello Stato (Ministero, Regione, Comune, azienda sanitaria pubblica ecc.) come struttura che rispetta dei requisiti minimi per erogare i servizi. I Bollini sono un accreditamento volontario di qualità dei servizi sanitari specifici sulla medicina di genere e personalizzata.

Essi sono parte di un accreditamento volontario contenuto visibile del brand-marca delle organizzazioni. Esso sviluppa un impatto sulla salute femminile e sulla medicina di genere perchè lo rende visibile ai vari stakeholders ed anche agli shareholders. Fare riferimento alla linea dei Bollini della Fondazione Onda potrebbe sembrare una retorica ‘di mera indicazione’ ed invece si è sdoganato il rapporto ‘bollini-qualità’ e specificità sanitaria nei confronti della salute femminile e della medicina di genere.

I Bollini concettualmente hanno una progressione storica di valore ed oggi si direbbe di ‘componente della supply chain‘ per il sistema sanitario e socio sanitario (in sintesi il welfare) nonché orientamento sulla qualità aggiuntiva per i pazienti-degenti-clienti-caregivers. La linea dei Bollini è un controllo di qualità ‘ex ante’ (con simmetria comunicativa) rispetto al controllo di qualità ‘ex post’ fruizione.

Comunque, la qualità è sempre stata controllata e si pensi che nell’antichità esistevano forme di controllo della qualità per esempio  nel Codice di Hammurabi (XVIII sec. a.C.) ove  erano previste pene severe per chi costruiva male una casa.In Egitto (1450 a.C.) si trovano le prime ‘guide alla qualità’ per verificare la perpendicolarità dei blocchi di pietra. Nell’epoca artigianale, il produttore era anche il controllore del proprio lavoro: la qualità era intrinseca alla maestria dell’artigiano.

Antesignani del Bollini, come icona di garanzia, furono, nel settore alimentare, etichette e fogli decorativi sulle cassette di frutta e  servivano a indicare provenienza e produttore(fine Ottocento). Nel 1929, la Fyffes (è stata la prima azienda a marchiare la frutta). L’etichetta blu è un simbolo di qualità e sostenibilità. Questo bollino poneva attenzione alle pratiche eco-compatibili, certificazione Fairtrade e programmi di sviluppo della comunità.

Inoltre, si svilupparono tecniche all’avanguardia nel settore per la spedizione e la maturazione e partnership con i coltivatori da oltre 50 anni)
Si introducono  i primi bollini adesivi sulle banane in Europa, con il nome dell’azienda e poi la provenienza (Giamaica, Belize); in seguito i bollini diventano strumenti di marketing: negli USA, Tom Mathison inserisce il logo Stemilt Growers e una coccinella per indicare agricoltura biologica. Negli anni ’40, Chiquita lancia il famoso bollino blu sulle banane, trasformandolo in simbolo di qualità e brand identity.

La linea dei Bollini della Fondazione Onda sono la nobiltà di Chiquita. Oggi i bollini non sono solo indicatori di origine, ma strumenti di competitività: biologico, equosolidale, senza glutine, kosher, halal, classi energetiche, Ecolabel, ISO.

Anche negli USA, i bollini in sanità sono usati principalmente sotto forma di rating visivi (stelle, badge, etichette) per comunicare la qualità delle strutture ospedaliere in modo semplice e immediato. Si collegano ad alcuni sistemi: CMS Star Rating (Centers for Medicare & Medicaid Services): da 1 a 5 stelle (più stelle = migliore qualità) in ambito sanitario; U.S. News & World Report – Best Hospitals: con badge ‘High Performing’ o classifiche per specialità, nell’ambito della performance clinica per procedure e condizioni (es. chirurgia cardiaca, ortopedia), con Indicatori di esiti clinici, volume di casi, reputazione tra medici.

Il bollino è passato da semplice indicatore di provenienza (valore prettamente informativo e commerciale) a simbolo di qualità certificata, fino a diventare elemento di  fiducia per il consumatore-consumerista. Oggi rappresenta trasparenza, tracciabilità e sostenibilità, ma ovviamente si richiede attenzione per distinguere tra certificazioni autentiche e strategie pubblicitarie (per es claim pubblicitari).

Il brand delle organizzazioni sanitarie e socio assistenziali, collegato alla linea dei Bollini, svolge un ruolo quale fattore di formazione delle preferenze dei pazienti-degenti-clienti-caregivers e le scelte gestionali relative alla marca. Esse devono, perciò, essere costantemente e consapevolmente orientate allo sviluppo del capitale di fiducia ad essa intrinseco. Fra queste scelte c’è la Linea dei Bollini.

I Bollini rappresentano:
-la componente identificativa rappresenta la  consapevolezza del brand (brand awareness), che sviluppa  capacità di riconoscimento (brand recognition) e di richiamo (brand recall),
-la componente fiduciaria del brand fa riferimento alla conferma delle aspettative,  che scaturiscono dalla stessa, per la soddisfazione di bisogni del paziente-degente-cliente-caregiver.
La volontarietà dell’appartenere al network dei Bollini di Onda (tramite bandi, autocertificazioni e gestione di  site visit) indica un accreditamento di eccellenza (1,2,3 bollini) come certificazione volontaria per dimostrare la gestione di standard che sono superiori rispetto a quello che è la normalità delle organizzazioni sanitarie e socio assistenziali.

I Bollini hanno un valore esplicativo anche tramite indicatori (KPI) e la linea Bollini in generale è anche una sorta di ‘TripAdvisor’ della sanità, della socio assistenza e dell’integrazione di genere. La linea Bollini è una sorta di punteggio, un sistema di rating come le stelle e punteggi che influenzano la reputazione delle strutture.

I Bollini (Rosa, Rosa Argento, Azzurri, Rosa Verde) con la loro immediatezza comunicativa e con il livello qualitativo sanitario concorrono a sviluppare servizi di salute, ricerca applicata e Sistema Sanitario Nazionale.

Di Giorgio Fiorentini

Senior professor in Bocconi con la quale collabora, a vario titolo, dal 1981. Attuale posizione in Bocconi e SDA Bocconi nel Dipartimento di Analisi istituzionale e management pubblico (DAIMAP) e nell’Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS); CERGAS (Centro di ricerca sull’assistenza sanitaria e sociale). Ideatore e direttore “Master in management delle imprese sociali” (23 ed)-Bocconi. Responsabile progetto:”Dai un senso al profitto”(XIV ed). Attuale posizione altre Università • Dal 2021 Codirettore scientifico e direttore MASTER IN MANAGEMENT delle IMPRESE SOCIALI e PREVIDENZA-LUM(Libera università Mediterranea)-Casamassima(BA) • Fino al 2015 Codirettore del MASTER in ETICA D’AZIENDA (MEGA)-in collaborazione con l’Istituto Marcianum-Patriarcato di Venezia-Venezia(7^ edizioni). Membro del Consiglio Direttivo LILT(Lega Italiana Lotta Tumori)MILANO e BRIANZA,vice presidente SOTTOVOCE-ass.volontari IEO-MONZINO,consigliere CdA Fondazione Salvatore Maugeri Group-Pavia;Volunteer association advisor,Ideatore e presidente PREMIO IMPATTO-Salone CSR e INNOVAZIONE SOCIALE-Koinetica e Univ.Bocconi,;Membro ETHICS COMMITEE di Lombardi Group sa;LOINGsa-Bellinzona. LIBRI:G.Fiorentini-TUTTE LE IMPRESE DEVONO ESSERE SOCIALI-Profitto e Impatto Sociale-FrancoAngeli 2021; G.Fiorentini, V.Saturni,E.Ricciuti-La VIS di AVIS-la valutazione socio economica delle donazioni del sangue-FrancoAngeli ed .-2016;Fiorentini G-M. Campedelli -La dote ed la Rete-una policy e un modello per le non autosufficienze-Fondazione Easy Care-Reggio Emilia;CD-ROM-2016;G.Fiorentini-G.Sapelli-G.Vittadini:Imprenditore: Risorsa o problema-BUR Saggi-Mi-2014;G.Fiorentini-V.Saturni-AVIS in the Italian transfusion System-FrancoAngeli –ed.Mi-2013; G.Fiorentini-V.Saturni ‘AVIS nel sistema trasfusionale italiano’; FrancoAngeli ed.-Mi 2013;G.Fiorentini-F.Calò-Impresa sociale &Innovazione Sociale –Franco Angeli ed.-mi-2013; D.Dal Maso-G.Fiorentini(a cura di)-Creare valore a lungo termine-Egea-2013