Ukraine's President Volodymyr Zelenskiy speaks during an interview with Reuters, amid Russia's attack on Ukraine, in Kyiv, Ukraine May 20, 2024. REUTERS/Gleb Garanich
Appena il 20,3% degli ucraini voterebbe oggi per l’attuale capo dello Stato, come rivela un sondaggio di Info Sapiens

 

«L’Ucraina deve andare a elezioni, altrimenti come si fa a dire che è una democrazia?», aveva detto ieri il Presidente USA, Donald Trump, in un’intervista a ‘Politico’, accusando l’attuale dirigenza ucraina di usare «la guerra per non tenere le elezioni».

Poi la critica diretta al Presidente ucraino, Volodimyr Zelensky: «Lo chiamo P.T. Barnum, che era uno dei più grandi piazzisti sulla Terra. Poteva vendere qualsiasi prodotto in qualsiasi momento. Ha convinto il disonesto Joe Biden a dargli 350 miliardi di dollari. E guarda cosa ha ottenuto. Circa il 25% del suo Paese è scomparso». Infine, la stoccata più dura: «Sta perdendo il conflitto, dovrà darsi una mossa e iniziare ad accettare la cosa».

«Lo dico ora e chiedo apertamente agli Usa di aiutarmi. Insieme anche coi partner europei possiamo garantire la sicurezza necessaria a svolgere elezioni. Se ciò accade, l’Ucraina sarà in grado di tenere elezioni nei prossimi 60-90 giorni», ha ribattuto a poche ore di distanza a sorpresa Zelensky.

Ma come andrebbe per quest’ultimo? Secondo un sondaggio pubblicato ieri dal ‘Kyiv Independentin un eventuale primo turno di elezioni presidenziali voterebbe per Zelensky appena un ucraino su cinque: il 20,3%, per l’esattezza. La rilevazione è stata condotta tra il 13 e il 28 novembre, pochi giorni dopo l’esplosione dello scandalo corruzione costato il posto a due ministri e alla fine pure al braccio destro di Zelensky, Andriy Yermak.

Nel precedente sondaggio, risalente a ottobre, coloro che mostravano interesse a rivotare Zelensky erano il 24,3% degli ucraini. Un brusco calo per Zelensky che, tuttavia, al momento, resta il candidato più popolare. Anche perché al momento di chiari contendenti non ce ne sono.

Ecco dunque che lo sfidante più accreditato sarebbe Valerii Zaluzhny, l’ex capo di stato maggiore dell’esercito rimosso dall’incarico da Zelensky a febbraio 2024 e inviato a Londra come ambasciatore. Secondo molti anche per frenare su eventuali ambizioni politiche considerata la sua grande popolarità tra i soldati e non solo per aver guidato sul campo la brillante risposta all’aggressione russa. Per Zaluzhny, che sin qui non ha mai ufficializzato alcun progetto politico, voterebbe in ipotesi il 19,1% degli ucraini (+3% sul mese precedente). E in eventuali elezioni parlamentari un solido 21,8% dice che voterebbe un eventuale partito guidato da Zaluzhny, mentre “Servitore del Popolo”, il partito di Zelensky scosso dalle inchieste per corruzione, raccoglierebbe appena l’11,5%.

L’altro possibile sfidante di Zelensky di cui si vocifera da tempo è Kyrylo Budanov, attuale capo dell’intelligence militare ucraina. Il sondaggio di Info Sapiens per il Kyiv Independentlo accredita per ora di un più modesto 5,1% di consensi. D’altronde non è affatto detto che i possibili «sostituti» di Zelensky sarebbero più accomodanti verso Trump – men che meno verso il Cremlino – del leader di questi anni. Anzi. Ultima ma non ultima delle variabili da considerare, la scelta di Zelensky stesso sul futuro. Davvero si ricandiderà se e quando arriverà davvero la convocazione delle elezioni anticipate? O stupirà tutti, di nuovo, chiamandosi fuori, per togliere a Trump (e Putin) argomenti con cui provare a inchiodare l’Ucraina a un accordo capestro e passare alla storia come l’«eroe di guerra»? Nessuno dimentica che a settembre, sempre per respingere pressioni asfissianti della Casa Bianca, il leader di Kiev disse di essere disponibile a non ricandidarsi dopo la fine della guerra, per il bene dell’Ucraina.