L’economia sociale è riparativa delle situazioni di crisi tramite le imprese sociali ‘rescue company’ e il workers buyout (WBO)

 

 

Nel ‘Piano d’azione italiano per l’economia sociale’ del Mef, pubblicato in questi giorni, in attuazione della Raccomandazione europea del 2023, al punto C.10 si indicano le imprese sociali e le cooperative costituite da ex lavoratori di aziende in crisi o in transizione generazionale come salva imprese.
L’economia sociale è riparativa delle situazioni di crisi tramite le imprese sociali ‘rescue company’ e il workers buyout (WBO). Senza celebrazione, ma con realismo ‘l’avevo detto’ già nel 2011 nel libro (insieme a M. Campedelli) “Impresa sociale.Idee e percorsi per uscire dalla crisi”-Diabasis ed. e più recentemente su un magazine on line  (26 GIUGNO 2023) con l’articolo “Quando i dipendenti diventano padroni”.
Il tema era già stato, in parte, trattato dalla cosidetta Legge Marcora (L.49/1985), dalla L.234/2021 e dalla Nuova Marcora (2025), in verità poco gettonate per una mancanza di conoscenza di questa opportunità e per una certa riottosità da parte dei dipendenti che non vogliono diventare imprenditori.
L’opportunità prevista anche dal D.Lgs 112/17 ove si può creare una IMPRESA SOCIALE nella forma di srl, spa svolgendo l’attività in tutti i settori dell’economia reale. Quindi, creare newco che assorbono le imprese in crisi con l’obiettivo dell’integrazione dei lavoratori  che possono essere definiti come svantaggiati e fragili in quanto si trovano in condizioni di criticità occupazionale (si veda anche l’inserimento dei lavoratori -Legge n.68/1999 e art 14  della Legge n. 276/2003).
Queste imprese sociali assumerebbero la funzione di ‘rescue company’ e potrebbero operare in una contingenza operativa di urgenza ed emergenza di imprese in crisi, trovando opportunità in vari settori. Un esempio internazionale è la Germania dove la partecipazione dei lavoratori  si compone di due livelli: la partecipazione a livello di decisioni nelle unità produttive, che di solito in Italia traduciamo con partecipazione aziendale, e la partecipazione a livello di organi societari d’impresa, che possiamo tradurre in governance.
Questo percorso potrebbe sintetizzarsi anche in un azionariato dei dipendenti; fatto che, ormai su parecchi tavoli in varie nazioni, è procedura e prassi avanzata ed in adozione.
Negli ultimi dieci anni, la titolarità dei dipendenti nelle PMI ha registrato una crescita straordinaria in Gran Bretagna. Ci stiamo rapidamente avvicinando a una situazione in cui una PMI su dieci sarà di proprietà dei rispettivi dipendenti.
Nella nostra fattispecie ed operativamente, imprese ‘micro, piccole e medie’ in crisi ed in odore di chiusura, possono diventare ‘imprese sociali’ mantenendo i livelli occupazionali precedenti con alcuni vantaggi  fiscali e finanziari.
Nel ‘Piano d’azione italiano per l’economia sociale’ del Mef queste ‘imprese sociali di salvataggio’ godono di alcune attenzioni:
– uno sgravio contributivo per i primi tre anni di attività dell’’impresa rigenerata dai lavoratori’ in modo da agevolare la fase di avvio dell’attività;
– agevolazioni ‘ad hoc’ (per esempio estensione del trattamento fiscale riservato ai familiari del cedente in tema di imposte di donazione e successione) facilitando ‘il trasferimento ai lavoratoti di aziende i cui proprietari non sono in condizione di garantire un adeguato  passaggio generazionale’;
– ‘rimozione di tutti gli aggravi non previsti dalla legge che impediscono il pieno dispiegamento della funzione dell’istituto (richieste arbitrarie di cauzioni a garanzia, mancato riconoscimento del diritto di prelazione dei lavoratori, effettività dell’anticipazione della NASPI (Nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego)’ al fine di agevolare la capitalizzazione dell’impresa;
-sviluppo di formazione per gli stakeholders;
-assistenza tecnica per la prefattibilità e per la gestione della start-up.
E’ un circuito virtuoso ed integrato: ‘premialità sociale’ e ‘impresa sociale’.

Di Giorgio Fiorentini

Senior professor in Bocconi con la quale collabora, a vario titolo, dal 1981. Attuale posizione in Bocconi e SDA Bocconi nel Dipartimento di Analisi istituzionale e management pubblico (DAIMAP) e nell’Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS); CERGAS (Centro di ricerca sull’assistenza sanitaria e sociale). Ideatore e direttore “Master in management delle imprese sociali” (23 ed)-Bocconi. Responsabile progetto:”Dai un senso al profitto”(XIV ed). Attuale posizione altre Università • Dal 2021 Codirettore scientifico e direttore MASTER IN MANAGEMENT delle IMPRESE SOCIALI e PREVIDENZA-LUM(Libera università Mediterranea)-Casamassima(BA) • Fino al 2015 Codirettore del MASTER in ETICA D’AZIENDA (MEGA)-in collaborazione con l’Istituto Marcianum-Patriarcato di Venezia-Venezia(7^ edizioni). Membro del Consiglio Direttivo LILT(Lega Italiana Lotta Tumori)MILANO e BRIANZA,vice presidente SOTTOVOCE-ass.volontari IEO-MONZINO,consigliere CdA Fondazione Salvatore Maugeri Group-Pavia;Volunteer association advisor,Ideatore e presidente PREMIO IMPATTO-Salone CSR e INNOVAZIONE SOCIALE-Koinetica e Univ.Bocconi,;Membro ETHICS COMMITEE di Lombardi Group sa;LOINGsa-Bellinzona. LIBRI:G.Fiorentini-TUTTE LE IMPRESE DEVONO ESSERE SOCIALI-Profitto e Impatto Sociale-FrancoAngeli 2021; G.Fiorentini, V.Saturni,E.Ricciuti-La VIS di AVIS-la valutazione socio economica delle donazioni del sangue-FrancoAngeli ed .-2016;Fiorentini G-M. Campedelli -La dote ed la Rete-una policy e un modello per le non autosufficienze-Fondazione Easy Care-Reggio Emilia;CD-ROM-2016;G.Fiorentini-G.Sapelli-G.Vittadini:Imprenditore: Risorsa o problema-BUR Saggi-Mi-2014;G.Fiorentini-V.Saturni-AVIS in the Italian transfusion System-FrancoAngeli –ed.Mi-2013; G.Fiorentini-V.Saturni ‘AVIS nel sistema trasfusionale italiano’; FrancoAngeli ed.-Mi 2013;G.Fiorentini-F.Calò-Impresa sociale &Innovazione Sociale –Franco Angeli ed.-mi-2013; D.Dal Maso-G.Fiorentini(a cura di)-Creare valore a lungo termine-Egea-2013