Non abbiamo più tempo e qualcuno si accorge che se non torniamo alla nostra funzione di ‘pacieri’ realisticamente difensori della autodeterminazione (ma non più con le armi USA) Trump e Putin fanno la pace senza di noi, anzi lasciandocene dentro

 

 

Mi verrebbe voglia di cominciare con una proporzione matematica. So bene che passerò per matto, ma tant’è: 28:19= 24,9 (anzi 26):13,5.

Il primo gruppo di numeri, si riferisce alla guerra in Ucraina, 28, pare che siano i punti del piano di “pace” proposti dagli USA e 19 quelli contro proposti dai paesi europei … divisi a loro volta tra volenterosi e non, qualunque cosa significhi.

Siano 28 o 19 i punti in discussione, non cambia nulla, o almeno molto poco. La guerra, ormai lo riconoscono tutti era tra USA e Russia, ed è iniziata molti, ma moltissimi anni fa. Anche molto prima che Churchill (non certo immune da razzismo e colonialismo) pronunciasse la famosa frase sulla cortina di ferro, che chiuse la Russia, in quel momento sovietica, ad ogni rapporto costruttivo con quella cosa misteriosa che si cominciò a chiamare “Occidente”, con la lettera maiuscola. Ma ormai siamo arrivati alla fine di quella divisione storica, mai superata: l’oriente che attacca l’occidente! Ormai solo uno come Calenda ragiona così. Gli USA, che di quel confronto (per un certo periodo chiamato guerra fredda) sono stati i principali promotori, oggi, con Trump hanno capito, o almeno deciso, che quella guerra deve finire, anche nella sua attuale veste di guerra in Ucraina. Nel frattempo, e ciò è quello che nessuno sembra capire, l’Europa si è sviluppata su altri temi ed altre direzioni, forse proprio grazie alla ‘protezione’ assicurata dalle bombe atomiche USA. I temi sono stati quelli dello stato sociale, lo stato di diritto, i diritti dell’uomo, il rifiuto della guerra come strumento di soluzione dei conflitti. Anche se su ciò un po’ meno che sugli altri temi, perché di guerre l’Europa ne ha fatte, almeno nelle sue immediate vicinanze: la ex Iugoslavia, la Libia, la dimenticata guerra (sotto tono, ma determinante) di Cipro, ancora situazioni tutte non risolte. Ma poi ha partecipato alle guerre più o mano volute da altri (gli USA) in Iraq, in Afghanistan, dopo avergli lasciato, ad onore del vero, in eredità quella devastante, prima di tutto politicamente, del Vietnam. E, infine, è alle spalle, è la causa diretta e principale (certo, più di recente insieme agli USA) dei massacri in Palestina, tutti frutto della follia colonialista europea, che ha creato patrie inesistenti e guerre locali in realtà etero-generate … si pensi solo all’Africa sub-sahariana e centrale, per non parlare dell’eterna guerra India-Pakistan!

Per una sorta di riflesso condizionato, abbiamo collaborato – magari mal volentieri, non dico di no – a creare le condizioni per lo scoppio della guerra in Ucraina. Ma abbiamo sempre, o meglio fino a poco tempo fa, cercato di sostenere politiche di mediazione, che favorissero lo stato di diritto, di difendere l’autodeterminazione dei popoli. Insomma, nel bene o nel male, abbiamo cercato di mediare tra i due big che si confrontavano, parteggiando, beninteso sempre di più, sicuri della protezione USA. Finché, gli USA non ci hanno spiazzati: e invece di fare discorsi di pacificazione e mediazione siam diventati i più valenti ‘difensori’ della (presunta) indipendenza dell’Ucraina e dei sui ‘sacrosanti’ confini … peraltro, nel migliore de casi, validi dal 1994, cioè da ieri! E ci stiamo accorgendo che ci siamo esposti troppo, perché gli USA quella guerra (almeno per ora) non la vogliono più e, mentre si accordano con la Russia (come era inevitabile che accedessequanto volte lo ho scritto) ci sbeffeggiano: da un lato dicendoci di difendere pure l’Ucraina con le armi USA, ma pagate da noi (un “colpo basso non dappoco!), dall’altro accordandosi sulla nostra testa e lasciandoci ‘con le dita nella marmellata’… perché dico ‘marmellata’, chiedetelo a Crosetto!

Ora però, non abbiamo più tempo e qualcuno si accorge che se non torniamo alla nostra funzione di ‘pacieri’ realisticamente difensori della autodeterminazione (ma non più con le armi USA) i due fanno la pace senza di noi, anzi lasciandocene dentro. E noi siamo davanti a un bivio terribile: succubi di una propaganda martellante, siamo convinti che la Russia non aspetta altro che il momento buono per invaderci e quindi freneticamente compriamo armi in quantità … in USA. Dall’altro, per aumentare i rischi e i danni ci riscopriamo nonché colonialisti (perché l’atteggiamento verso l’Ucraina è tipicamente colonialista) nazionalisti sfegatati e anche bellicosi. E quindi facciamo allegramente il gioco di USA e Russia, che non sono solo d’accordo sulla fine della  guerra (con 28 o 19 punti, è lo stesso) ma anche sulla fine dell’Europa.

Cito da un lucido articolo di Lucio Caracciolo: «La novità è che oggi Stati Uniti e Russia non sono nemici. Mentre noi europei, fittiziamente riuniti dal crollo del Muro, rispolveriamo memorie e stereotipi che ci vogliono nei secoli opposti gli uni agli altri, fino al punto di ridurci da imperi transcontinentali ad attori non protagonisti. Adattati a subire, non a determinare il nostro futuro … è tempo di avanzare soluzioni negoziali realistiche e impegnative, così volenterosamente partecipando alla prevenzione della grande guerra in Europa».

Sulla quale nel Consiglio Supremo di Difesa deve esservi stato uno scontro durissimo (non per nulla è durato quasi tre ore) tra Mattarella (e forse Crosetto aspirante successore di Mattarella: roba da matti, se ci pensate, uno che si occupa di armi, pretende di fare il Presidente della Repubblica!) e la Meloni, anti europea che finalmente non vede l’ora di distanziarsi dall’Europa, agli ordini di Trump e di Putin, per avene qualche vantaggio unilaterale. Non per nulla è il giorno dopo quella riunione che scoppia l’affaire Garofani-Bignami, cioè, divise a parte, Meloni-Mattarella.

28 o 19, la soluzione è quella, non ci sono altre vere possibilità. Ma un’Europa unita e seria, potrebbe contribuire a ridurre le umiliazioni, ma, specialmente poi, a rimettere in piedi una convivenza europea, Ucraina inclusa, che, alla lunga, ri-coinvolga la Russia: soffiare sugli odii non li spegne, li riattizza.

Ciò richiederebbe, tra l’altro, una prospettiva di governo serio ed europeo in Italia … paese da sempre mediatore tra i due o tre galletti del pollaio: Germania, Francia e, a corrente alternata, Gran Bretagna.

E invece, uno constata che, nel bene o nel male, il PD ha il doppio quasi dei voti degli “stellini” (in ulteriore discesa) e quindi logica vuole che sia il PD ad assumere una leadership che, finora s è guadagnata sul campo con la testardaggine della unità a tutti i costi, ma anche pagando il prezzo di trattative defatiganti, di colpi bassi e quant’alto, tutte cose dannose per tutti cittadini inclusi. Ma, Renzi &co. a parte, l’unità con Conte, la faccia più bronzea della politica italiana (e ce ne vuole!) è sempre più difficile e improbabile. Certo, per lui “va bene”, impone Fico, ma appunto impone Fico e indebolisce deliberatamente il cosiddetto centro-sinistra.

Mah. Sarà un caso che tutti, ma specialmente uno, lo chiamino “Giuseppi”? ci sarebbe da ridere, se non fossimo alle prese con il prologo di una tragedia: la “politichetta” non paga più e infatti ormai nessuno vota più.

Di Giancarlo Guarino

Giancarlo Guarino è Professore ordinario, fuori ruolo, di Diritto Internazionale presso la Facoltà di Economia dell’Università di Napoli Federico II. Autore di varie pubblicazioni scientifiche, specialmente in tema di autodeterminazione dei popoli, diritto penale internazionale, Palestina e Siria, estradizione e migrazioni. Collabora saltuariamente ad alcuni organi di stampa. È Presidente della Fondazione Arangio-Ruiz per il diritto internazionale, che, tra l’altro, distribuisce borse di studio per dottorati di ricerca e assegni di ricerca nelle Università italiane e straniere. Non ha mai avuto incarichi pubblico/politici, salvo quelli universitari.