Appare quasi un insulto cercare di fare passare l’idea che quelle persone intendevano sostanzialmente portare qualche bottiglia di latte ai bambini palestinesi trattandole per illusi e sciocchi o banali ‘attivisti’
Faccio fatica a trovare la corretta terminologia, senza apparire gratuitamente offensivo.
Ma ogni giorno di più, mi appare evidente che il nostro, almeno nel suo ceto dirigente, è un Paese di rinunciatari se non di, diciamo così, pavidi. Ma specialmente tesi ad evitare guai o ‘seccature’. Un Paese, insomma che ‘si adegua’, come diceva un noto comico. Pavido e un po’ (tanto, troppo) ipocrita.
Anche nei suoi massimi e molto rispettabili vertici. Vediamo.
Al di là del fatto evidente a tutti salvo che al nostro Governo, che i partecipanti alla ‘flottiglia’, abilmente ‘deprivati’ della solita Thunberg, hanno raggiunto sicuramente il più importante dei loro scopi e cioè di rendere sensibile una gran parte del mondo (sì, del mondo) al massacro di palestinesi da parte degli israeliani, ma (questo è il punto) che era l’obiettivo vero, appare quasi un insulto cercare di fare passare l’idea che quelle persone intendevano sostanzialmente portare qualche bottiglia di latte ai bambini palestinesi.
Questo, con tutto il rispetto, è ciò che considero e ho definito un modo ‘democristiano’ di agire da parte di uomini pur di altissimo livello come Mattarella e il cardinale Zuppi: dire loro con aria paterna “beh lasciate quella roba a Cipro e ci pensiamo noi a farla arrivare ai bambini; voi, però non fatevi male”. Per la precisione, parliamo di Sergio Mattarella, mica del primo che passa, il quale, dopo avere lodato fortemente l’iniziativa della flottiglia, aggiunge che per salvaguardare tutte le vite, non solo quelle palestinesi: «A questo scopo e al fine di salvaguardare il valore dell’iniziativa assunta – valore che si è espresso con ampia risonanza e significato – appare necessario preservare l’obiettivo di far pervenire gli aiuti raccolti alla popolazione in sofferenza», quindi suggerendo di consegnare i rifornimenti altrove».
Trattare quelle persone, per illusi e sciocchi o banali ‘attivisti’ che siano, da bambini un po’ indisciplinati mi è sembrato offensivo per delle persone, in fondo, forse un po’ ‘idealiste’, ma che ponevano e pongono un tema politico vero.
Sorvolo sulle megalomani affermazioni del «Signor Presidente del Consiglio on. le Giorgia Meloni», che è semplicemente vergognosa. Ma mi colpisce il commento, prolisso e ripetitivo del Ministro degli esteri del predetto, che afferma: 1.- che l’Italia non può fare una guerra con Israele e «forzare il blocco» è rischioso e 2.- che lui si preoccupa anche della salute dei … marinai italiani! Subito, peraltro, seguito dall’ammiraglio Di Poala, che dice che in caso la flottiglia entrasse nella ‘zona di embargo’ (che c’entra l’embargo?), l’Italia non potrebbe fare nulla: « Perché c’è una zona di embargo dichiarata in una zona di guerra. A meno che qualcuno non pretenda che una nave italiana si metta a fare la guerra a Israele, l’Italia non può fare nulla». A parte che comunque non sarebbe ‘una guerra’: giusto Ammiraglio, e, di grazia, il diritto internazionale?
Ma ora il Ministro Tajani è contento, non rischierà una guerra ad Israele. Invero, l’Italia ha l’obbligo costituzionale, non solo internazionale, di impedire che a cittadini italiani venga fatto del male in maniera illecita. E la ‘zona di embargo’ è illecita. Ma poi, se ne esce con la cosa pietistica di difendere la vita dei marinai, che, certo, sono anche loro dei votanti!
Una cosa avvilente, non solo vergognosa.
Merita quindi di essere citata la risposta dignitosa e perfino orgogliosa del portavoce della flottiglia, che afferma con dignità e fermezza: «Questa proposta arriva per evitare che le nostre barche navighino in acque internazionali con il rischio di essere attaccate. Quindi è come dire: se vi volete salvare, noi non possiamo chiedere a chi vi attaccherà di non attaccarvi, malgrado sia un reato, ma chiediamo a voi di scansarvi».
Proprio così, duole dirlo, questa appare la nostra mentalità: scansare i problemi, scaricare le responsabilità, passare la pratica ad altri.
Nel più perfetto e coerente stile di questo governo che non parla altro che di ‘nazione’, di superiorità e quant’altro, per non parlare del Generale alle Carte Geografiche che non se ne fa mancare una e il cui Ministro della difesa non sa fare di meglio che annunciare in Parlamento che, in caso di guerra, noi non potremmo minimamente difenderci … insomma, ci arrendiamo ancora prima di cominciare la guerra, in nome della ‘nazione’.
Sarà un caso, ma dalla flottiglia arriva anche un altro messaggio, che suona come uno sganassone al governo, quando i vari rappresentanti rassicurano i nostri coraggiosi governanti, ripetendo che loro sono una forza pacifica e quindi, se fermati o altro, da Israele, loro non reagiranno, anche perché si aspettano di essere protetti e difesi dai vari governi dei cittadini che navigano verso Israele, governo italiano incluso.
Possono contarci con certezza!
Dei colori della nostra bandiera (e forse di altre) non ne resta di visibile che uno.
Se qualcuno leggerà queste righe, leggerà anche della torrenziale conferenza stampa di Trump che dice di avere risolto il problema della Palestina. Io voglio rifletterci bene su, diversamente dall’ondata di cose che leggerete, ma per ora mi ha colpito la brevità del discorso di Netanyahu, che mi è parso solo la pretesa di resa senza condizioni di Hamas, offrendo in cambio una speculazione edilizia diretta dal personaggio più infido che io ricordi: Tony Blair. Se Hamas non accetta, ha detto chiaro Trump, Israele potrà fare ciò che vuole.
