L’intervento di Mattarella è stato molto bello e giusto, ma, per certi versi, anche democristiano e deleterio
Di nuovo, permettetemelo vi prego: due, stavolta brevissime, considerazioni sui due episodi che ci occupano da tempo.
La flottiglia diretta a Gaza, la Global Sumud Flotilla. L’intervento di Mattarella, dicono molti, è molto bello e giusto. Io mi sono permesso di definirlo ‘democristiano’, ma oggi aggiungo deleterio.
Primo: l’Italia garantisce la libertà dei propri cittadini (e quindi anche delle navi) salvo che non commettano reati, e quindi non si vede perché, se non per ‘paterno’, ma assai mal posto, interessamento il Presidente si proponga di fare cessare un comportamento legittimo.
Secondo: il Presidente non ha detto una parola che sia una sugli insulti, a dir poco, lanciati dal Governo contro la flottiglia e i manifestanti liberamente a favore di Gaza. Questo, credo, è ancora permesso nel nostro Paese … magari per poco ancora, ma ora sì.
Terzo: garantire la libertà dei cittadini consiste anche, anzi principalmente, nel proteggerli di fronte a minacce altrui, certamente finché sono in luoghi liberi (alto mare, per esempio). Proteggere significa agire … perfino l’’oligarca’ Crosetto lo ha capito, pur venendo sbeffeggiato da una del suo stesso partito, anzi del partito da lui fondato e del quale la Meloni è solo la facente funzioni. E, dunque, il Presidente della Repubblica dovrebbe impegnarsi a difendere quella libertà, finché siano e restino tali. E, come ho già detto, ciò comprende anche l’eventuale ingresso nella zona di un blocco illegittimo … e il Presidente dovrebbe saperlo.
Quarto: il suo intervento finirà probabilmente per ‘costringere’ la flottiglia a rinunciare, per non ‘offendere’ il Presidente della Repubblica, svilendo così a una passeggiata di mezza estate la loro azione, facendo gongolare il «Signor Presidente del Consiglio on. le Giorgia Meloni», ed esultare di gioia Israele, un Paese criminale e razzista, come essa stessa afferma esplicitamente.
Quinto: a meno che, alla fine, non ne venga fuori (e sono pronto a scommetterci: oggi un titolo: che quei ragazzi sulle barche cercano pubblicità, esercitano narcisismo e vittimismo … insomma sono dei ‘bambini viziati’, da punire. O da sbeffeggiare fingendo di lodarli). Leggo oggi questo titolo: «A Gaza, ma anche no. La spasmodica ricerca di una via di uscita», a prescindere dal contenuto … non siamo nati ieri!
Sesto: il sedicente Ministro degli esteri, Antonio Tajani, dice che non vuole mettere a rischio i nostri marinai, imbarcati sulle fregate italiane. Coraggioso, a nome di coraggiosi come lui? Perché non proviamo a chiederglielo?
Non capisco, signor Presidente. So bene che non avrò risposta.
La guerra in Ucraina o meglio i rapporti della Italia ecc. con la Russia. Quest’ultima è accusata un giorno sì e l’altro pure di ‘interferire’ criminosamente (ma solo a parola, non risultano atti violenti!) con varie elezioni. Abbiamo vista la reazione incredibile alle elezioni rumene, e oggi si parla di quelle in Moldavia, e a lungo si è parlato di quelle addirittura in USA e, noi non ci facciamo mancare mai nulla, perfino in Italia.
Bene. Si può essere o meno d’accordo, ma questa è la situazione e che vi sia un contenuto propagandistico è difficile negarlo.
Ma: quando tutta la stampa ‘occidentale’, Macron, Starmer, la Commissione europea, la signora Ursula von der Leyen, Merz sempre in attesa di un nuovo D-Day, intervengono contro le presunte interferenze (cioè propaganda) russe e invitano pubblicamente i futuri votanti a votare contro i (presunti) candidati filo-russi, per quale motivo ciò è lecito se ‘contro’ la Russia e illecito se ‘a favore’ della Russia?
Non parlatemi, visto che tutti ormai ‘sanno’ il diritto internazionale e ne parlano e straparlano, non parlatemi del ben noto ‘dominio riservato’, del principio di non interferenza ecc., ma se qualcuno spiegasse come mai i discorsi di Macron sono ‘giusti’, legittimi e opportuni, e quelli di Putin no, sarebbe interessante.
Di nuovo: non capisco! E anche qui non mi aspetto risposte o commenti.
