Loro vogliono e stanno facendo una manifestazione politica, umana e multilaterale, checché ne creda la megalomane di turno

 

Sul discorso disgustoso del primo ministro israeliano Netanyahu, completo di codice QR (lui è uno moderno, che credete?) nemmeno una parola di più … va bene per quelli che condividono, magari in parte … all’ipocrisia non c’è limite!

Sulla flottiglia ho già detto molto. Il tentativo di ‘mediazione’ tra Vaticano e Meloniano non ha funzionato e, spero, non funzionerà: quei ragazzi e meno ragazzi coraggiosi (ovviamente “pagati” da Hamas e da Soros, come tutti i giornalisti che ne parlano bene, gli altri sono pagati da Musk) non vogliono portare i viveri a Gaza. Questo lo può fingere di credere e dire con volgare disprezzo solo la Meloni e i suoi boiardi (oligarca, perplesso e spiazzato dai suoi ‘colleghi’ di partito, incluso): loro vogliono e stanno facendo una manifestazione politica, umana e multilaterale, checché ne creda la megalomane di turno. Francamente mi lascia interdetto l’intervento di Mattarella, molto ‘democristiano’, ma impolitico come poche altre cose. I naviganti, per ora, hanno risposto di no e sono coraggiosi, non solo per i rischi materiali, ma per le contumelie e i problemi che subiranno al ritorno. Ricordatelo quando accadrà.

Sarà solo molto interessante vedere come si comporterà la agguerrita flotta di fregate, frettolosamente mandate da uno ‘stupefatto’ (e terrorizzato, secondo me) Crosetto, che si affretta comunque a mettere le mani avanti: in acque israeliane non vi difendiamo. Dunque: fuori di quelle acque li difendono. Bene … vediamo come. Io conto molto sulla natura umana e sulla abilità dei nostri marinai: se vogliono possono impedire qualunque attacco senza sparare nemmeno un mortaretto.

Sul fatto che dopo non ‘risponda’ alle sollecitazioni parlamentari (burocrate, benché oligarca) sbaglia. Se in acque territoriali israeliane, avrebbe ragione: non possono entrare le navi italiane, salvo che per attraversarle. Questo hanno il diritto di farlo, anche accompagnate dalle fregate. Sulle acque del ‘blocco-melonico‘ a mio parere, come ho già scritto, possono perché diretti inoffensivamente a portare aiuti umanitari. Se li si ostacola o, peggio, li si danneggia, è un crimine internazionale, da aggiungere al QR di Netanyahu.

Intanto, continuano i ‘sorvoli‘ russi o presunti russi sul Nord Europa e addirittura sull’Alaska.

Non occorre raccontare gran che: i droni che fermano gli aeroporti, saranno pure voluti dai russi, ma sono partiti da pochi metri dagli aeroporti … se lanciati da “spie” russe, vedremo.

Ma hanno creato panico e confusione, come a Mosca ci si aspettava.

Quanto ai sorvoli di aerei militari russi, qui c’è un po’ di novità. Non sono al corrente dei precedenti, ma da molto tempo i russi non facevano cose del genere. Cioè, alla fine, nulla di grave e comunque nulla di illecito: si “facevano vedere”, fuori dagli spazi aerei europei e non: questo è tutto e volavano in spazi internazionali, cioè liberi.

Vero, finora lo hanno fatto poco, ora di più. E molti europei Rutte e signora Ursula von der Leyen in testa (anche più dell’oligarca Crosetto) hanno dato in escandescenza … hanno avuto una paura blu, ma proprio blu. E siccome sono dei politicanti da pochi soldi hanno fatto in un sol colpo due errori molto gravi.

Primo, hanno minacciato di abbattere quegli aerei. Ammesso, e non concesso che ci riuscissero, commetterebbero un illecito gravissimo, se è vero come è vero, che quegli aerei erano in spazi liberi, non ‘appartenenti’ a nessuno Stato e quindi hanno tutto il diritto di farci anche un pic-nic, sbocconcellando una bomba atomica!

Ma poi, secondo errore, mentre lo dicono, gli europei, Crosetto in testa (roba mai vista!) dichiarano ai quattro venti che nel caso non saprebbero come difendersi se la Russia, abbattutogli che sia stato un suo aereo, muovesse guerra, coma ha detto seraficamente l’ambasciatore russo a Parigi.

Il fatto è che gli europei sono decisamente fuori binario, principalmente a causa della politica stupidamente aggressiva di Macron, Starmer, Merz e Rutte, oltre alla signora Ursula von der Leyen (la posizione italiana, allo stato dei fatti, è al di là delle mie capacità di comprensione) nei confronti della Russia a favore dell’Ucraina, che ormai ci tiene per le  … . A causa del furbo Trump, che parla, parla, strilla, si dispiace, ma ripete ogni terzo minuto che lui non metterà in campo nemmeno un proiettile, a meno che sia pagato preventivamente dagli europei e sparato da loro. Che così pensano di avere le spalle scoperte e per di più lo dicono pure.

Mi sbaglierò, ma siamo di fronte ad una specie di riedizione in chiave modernissima, se non avveniristica, del dr. Stranamore. Finora, per decenni, e quel film lo mostra alla grande, prima l’URSS poi la Russia ha dovuto subire i continui voli minacciosi e spionistici di arei NATO e USA ai limiti del suo spazio aereo: con tutti i rischi che ne conseguono, compreso il pilota che si lancia a cavallo della bomba. In buona parte anche gli USA.

Era l’«equilibrio del terrore»: non ci attacchiamo perché, grazie al trattato ABM (sono tutte cose di cui ho già parlato qui) non ci possiamo attaccare perché ci distruggeremmo. Ciò non ha impedito a Reagan, con le famose “guerre stellari” di mettere il mondo a rischio, e agli USA e NATO a tenere sotto scacco continuo i cieli russi. Imitati, certo dai russi, ma molto meno a causa anche delle circostanze economiche non brillanti che infatti hanno portato al tracollo della URSS. Ma anche per una diversa concezione strategica della Russia. Da un lato molto più continentale, dall’altro facilitata dalla presenza di una corona di “stati amici/vassalli” a fare da mega-cuscinetto.

Oggi, tutto è cambiato. Solo USA e stati europei sembrano non averlo minimamente compreso.

Primo: la Russia è molto più forte economicamente e militarmente. Secondo: la politica demenziale di avanzare la linea della NATO verso Est, unitamente alla scomparsa degli stati satelliti (Polonia, Ungheria, stati baltici, ecc.) ha messo la Russia allo scoperto, per così dire e a decidere due cose tanto fondamentali quanto evidenti.

Una: a non tollerare, a muso durissimo, che le si togliesse anche l’ultima parvenza di cuscinetto della Ucraina, oltre tutto “patria” della cultura e della ‘nazione’ russa: la Rus.

Seconda: la Russia ha capito, prima di moltissimi altri che, in gran parte, ancora non lo hanno nemmeno intuito, che il mondo stava diventando multipolare. Cioè non solo non più bi-polare, come fino agli anni ’90, ma nemmeno unipolare come si sono illusi gli USA.

E ora, la Russia mette in pratica la nuova realtà. Si allea con, e in parte guida, i BRICS, dei quali apprezza o accetta la multipolarità: non ‘è “uno” che comanda. Tiene sotto scacco l’Ucraina e l’Europa, che stupidamente ha messo truppe a terra, per così dire, a favore dell’Ucraina, per di più contando su un aiuto al 100% USA, venuto improvvisamente meno. E la Russia agisce, per dire: attenti, io sono qui, non sono debole come una volta, gli USA non vi difendono, con me dovreste trattare, non lo fate e  …

È su quell’«e», secondo me, che si gioca il nostro futuro. Il rischio della polverizzazione è a un passo, Meloni, Salvini, Orbàn, ecc., ne sono i testimoni e i portabandiera, ma il resto dell’Europa potrebbe finire per accettare: Merz non per nulla è sull’orlo, anche perché crede ancora (di nuovo?) di poter diventare “capo” in Europa … e la Meloni gli va dietro.

Siamo ad un bivio davvero ‘epocale’, ma in senso stretto: o finiano come entità rilevante nel mondo futuro, o abbandoniamo la strada della divisione e dell’’anti-estismo’, o ci uniamo davvero e solo così potremo offrire un terreno negoziale, cioè quasi alla pari, alla Russia, innanzitutto, e alla Cina e ai BRICS più in generale.

Di Giancarlo Guarino

Giancarlo Guarino è Professore ordinario, fuori ruolo, di Diritto Internazionale presso la Facoltà di Economia dell’Università di Napoli Federico II. Autore di varie pubblicazioni scientifiche, specialmente in tema di autodeterminazione dei popoli, diritto penale internazionale, Palestina e Siria, estradizione e migrazioni. Collabora saltuariamente ad alcuni organi di stampa. È Presidente della Fondazione Arangio-Ruiz per il diritto internazionale, che, tra l’altro, distribuisce borse di studio per dottorati di ricerca e assegni di ricerca nelle Università italiane e straniere. Non ha mai avuto incarichi pubblico/politici, salvo quelli universitari.