La Russia ha avviato un progetto volto a rapire bambini ucraini e a trasformarli con la forza nella prossima generazione di russi
L’obiettivo: dominare il popolo ucraino. Il ‘piano’: ‘Sottrarre all’Ucraina il suo potenziale multi-generazionale’. In una parola: rubare quanti più bambini possibile. Nel senso letterale.
Karolina Hird, analista e membro dell’Institute for the Study of War, si occupa in particolare della questione delle deportazioni forzate e dell’adozione forzosa di bambini ucraini. Va diritto al sodo: “Quando le truppe russe hanno attraversato il confine in Ucraina la notte del 24 febbraio 2022, le basi per la deportazione di massa dei bambini ucraini erano già state gettate”. Già allora il Cremlino aveva elaborato piani per deportare i bambini ucraini dagli orfanotrofi nelle oblast‘ occupate di Luhansk e Donetsk e portarli in Russia con il pretesto di ‘evacuazioni umanitarie’. Nei tre anni successivi, la Russia ha avviato un progetto volto a rapire bambini ucraini e a trasformarli con la forza nella prossima generazione di russi.
Accertata la deportazione di oltre 19mila bambini, anche se è probabile che la cifra reale sia molto più alta. Il Centro di ricerca umanitaria di Yale stima che al 19 marzo 2025 siano circa 35mila i bambini deportati. La Commissaria per i diritti dell’infanzia di Putin Maria Lvova-Belova (contro la quale la Corte penale internazionale ha emesso un mandato di arresto nel marzo 2023 per il suo ruolo nel rapimento di bambini insieme a Putin) ha ammesso che la Russia ha ‘accettato’ molte migliaia di bambini ucraini tra febbraio 2022 e luglio 2023. Impossibile, tuttavia, accertare le reali dimensioni delle deportazioni.
Del resto, i crimini contro i bambini ucraini sono stati documentatidagli stessi autori. Il sistema giudiziario russo ha prontamente accolto l’afflusso di bambini ucraini rapiti, dimostrazione dell’intenzionalità del progetto di deportazione. Nel maggio del 2022 Putin ha firmato un decreto che prevede una procedura semplificata per l’acquisizione della cittadinanza russa per i ‘bambini ucraini rimasti senza cure parentali e persone incapaci’, vale a dire la legalizzazione del processo di deportazione dei bambini ucraini.
Una quantità di amministratori e funzionari ha pubblicizzato apertamente programmi che portano i bambini ucraini dalle loro case nell’Ucraina occupata in Russia sotto una varietà di forme, come ‘campi’ per il loro presunto riposo, relax e riabilitazione. Il Centro di Ricerca Umanitaria di Yale ha accertato che la Russia utilizza una quarantina di ‘campi’ per bambini disseminati in tutta la Russia per ospitare i bambini deportati, una trentina dei quali sono esplicitamente strutture di ‘rieducazione’. Uno di questi ‘campi’ nell’estremo Oriente russo del Territorio del Litorale è fisicamente più vicino all’Alaska che all’Ucraina. La Russia usa questi ‘campi’ per indottrinare i bambini ucraini, e instillare forzatamente sentimenti filo-russi attraverso programmi di studio attentamente curati e corsi di addestramento ‘militare-patriottici’.
Delle decine di migliaia di bambini che la Russia ha deportato dal 2022, una parte significativa è stata adottata forzatamente da famiglie russe. Dmytro Lubinets, Commissario ucraino per i diritti umani, conferma almeno 400 bambini adottati da famiglie russe, ma, come per il numero stimato di deportazioni, il numero effettivo di adozioni è probabilmente molto più alto. Nei primi sei mesi dell’invasione, l’amministrazione regionale russa del Kraj di Krasnodar ha pubblicato un annuncio, rapidamente cancellato, in cui si affermava che oltre mille orfani della sola Mariupol occupata ‘in attesa’ di adozione da parte di famiglie russe. Funzionari russi di alto rango con stretti legami con Putin, come la stessa Lvova-Belova e il deputato della Duma di Russia Giusta, Sergei Mironov, hanno adottato bambini ucraini rapiti rispettivamente da Mariupol e Kherson occupate.
Il processo di adozione priva i bambini ucraini dei loro nomi e luoghi di nascita ucraini, sostituendoli con certificati di nascita e documenti russi volti a cancellare l’identità ucraina del bambino e qualsiasi traccia documentale che consentirebbe alle autorità ucraine o ai familiari di cercarlo. Il sistema di adozione russo inghiotte i bambini ucraini in un buco nero burocratico, basato sullo sradicamento amministrativo dell’identità ucraina. Per i bambini più piccoli, soprattutto quelli adottati nella loro infanzia, l’adozione significa che un’intera generazione di ucraini sta crescendo in Russia, ignara di essere ucraina.
Mosca fa di tutto per affermare che questi crimini sono gesti umanitari; ma è di tutta evidenza che la risposta umanitaria legalmente coerente sarebbe quella di trasferire i bambini ucraini nel territorio controllato dall’Ucraina, restituirli alle cure dei loro connazionali ucraini, non deportarli nel paese invasore. Al contrario, il rapimento di bambini ucraini da parte della Russia provoca impatti psicologici duraturi: i bambini sono costretti ad assimilarsi alla vita all’interno di una potenza occupante ostile.
La posta in gioco di questa guerra, dice Hird “trascende quindi ettari di terra. Include le vite, la libertà e l’identità di quasi cinque milioni di ucraini che attualmente vivono sotto l’occupazione russa, i quasi altri cinque milioni che il Cremlino ha deportato illegalmente in Russia e gli altri milioni che sono fuggiti dalla loro patria in altre parti dell’Ucraina o all’estero”.
Un ‘progetto’ sperimentato per la prima volta nel 2008, quando la Russia ha invaso la Georgia e occupato i territori delle ‘repubbliche’ dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia. Un ‘piano’ ulteriormente perfezionato in Ucraina dopo aver invaso e conquistato la Crimea e parti del Donbass nel 2014.
Il progetto di Putin consiste nella letterale distruzione dell’identità politica, sociale, linguistica e religiosa distintiva dell’Ucraina. Per il Cremlino gli ucraini sono ‘semplicemente’ russi confusi con un’identità, una lingua e una storia inventate da una piccola minoranza sostenuta dall’Occidente. Un ‘progetto’ cinico e odioso di cui sono vittime gli esseri più indifesi e inermi, i bambini.
