Dopo la sceneggiata vergognosa tra Donald Trump e Volodimyr  Zelensky, auspice il Presidente USA e attaccante di punta – l’uomo sacrificabile nelle partite di calcio – JD Vance, ora si tratta di rimettere insieme i cocci. Che, è poi, forse non sono cocci!

Cacciato da Washington, a Zelensky non rimane che l’Europa e va, disperato, da Starmer – quello che rappresenta il Paese che lo ha indotto a non fare la pace tre giorni dopo l’invasione russa!!! , che dell’Europa non fa parte, ma ha le bombe atomiche. Intuizione lucida di Macron, lucida, ma durissima, senza alternative anche per la nostra Presidente del Consiglio. Quell’intuizione, però, ha tre punti deboli: l’inaffidabilità della Gran Bretagna, sia perché da sempre legata a doppio filo con gli USA dei quali è sempre stata il cane che abbaia, sia perché atavicamente ostile alla Russia, sia perché (cosa più importante di tutte) già parte dell’Europa e ora tesa, con molti dubbi, a rientravi. Il che, a noi non converrebbe affatto, visto come si è comportata in passato. Ma ha la bomba atomica: per chi vede la situazione attuale come uno scontro tra la civiltà e la barbarie questo è decisivo … vedi Crosetto.

In realtà, Macron ha ragione, se però riuscisse a convincere l’Europa a fare l’Europa e cioè a prendere direttamente l’iniziativa dei colloqui di pace, e attenuare la ridicola (e umiliante) angoscia da sicurezza, nostrama anche la Russia ha bisogno di garanzie di sicurezza, da ciò non si scappa se si vuole affrontare il problema per quello che è. La Russia si ritiene aggredita, non aggressore!

Inoltre l’Europa, che poi sarebbe in realtà una parte dell’Europa, si trova con la grossa palla al piede della Meloni, che ‘tradisce‘ ogni atto, spiazzando gli altri, ma è indispensabile in quanto Italia. Mentre, ad esempio, Macron e Starmer cercano di elaborare un piano fondato sulla loro forza nucleare (e anche su questo ci sarebbe molto da dire) e, quindi, teso a fare a meno degli USA appena possibile, lei ‘parla’ con Trump e poi pretende un pre-incontro con Starmer, al solo scopo di fare vedere che si differenzia dagli altri – a noi italiani, perché gli atri se ne fregano – per ripetere la vuota frase sulla necessità di coinvolgere anche gli USA.

Ma di che parlate? Il punto non è coinvolgere anche gli USA. Il punto è che gli USA non ci vogliono fra i piedi, salvo a comprare armi in quantità come, non per nulla, si affretta a proporre il boiardo Crosetto. Non solo, ma come tutti hanno visto chiaramente, e credo perfino i nostri governanti, gli USA hanno deciso, deciso loro, di porre fine alla guerra: non di proporre una pace, ma di porre fine. Come ho detto, in termini forse un po’ coloriti, ma molto realistici, gli USA hanno realisticamente riconosciuto di volere chiudere il conflitto con l’altro combattente: la Russia. Così affermando implicitamente che la guerra effettiva era tra USA e Russia, mentre l’Ucraina era il terreno di battaglia.

Per l’Europa, inizialmente poco convinta nella partecipazione al conflitto, ma poi convinta e intervenuta a spada tratta, si tratterebbe ora di cambiare nuovamente politica, prendendo atto del fatto che il proprio (cresciuto nel tempo) entusiasmo bellicistico era in gran parte fondato, sì su una spada, ma su una spada in gran parte altrui: degli USA.

Se, ora, gli USA vogliono chiuderla lì, arrendersi se volete, all’Europa non resta che trovare il modo per parlare con il nemico, oramai solo dell’Europa e cioè la Russia. Tanto più che al di là di quello che tutti dicono, se è certamente vero che la Russia ‘ha sparato per prima’, definendosi così dal punto di vista del diritto internazionale aggressore, ma può smettere di affermare (e lo ha affermato) di averlo fatto perché minacciata e anche perché una parte della popolazione ucraina, quella del Donbass, era sottoposta a discriminazioni, abusi e violenze, anche di carattere militare … anche dallo stesso Zelensky.

Come ho scritto più volte, questo è il vero terreno sul quale una Europa unita, sia pure in parte, può ‘dialogare’ con la Russia. Ammesso, cioè, che la Russia sia il nemico, l’Europa deve negoziare col nemico, non andare a cercare il permesso dagli USA che hanno detto e ripetuto che non intendono più sostenere la guerra e hanno fatto ciò che si fa in una guerra: hanno parlato col nemico e hanno iniziato a trovare un accordo. Ora tocca all’Europa fare la stessa cosa, d’accordo o meno con gli USA! Francamente non ha molto senso dire che si intende essere d’accordo con gli USA, ma anche con la Russia … e naturalmente con l’Ucraina e quindi, il suo temporaneo rappresentante, Zelensky.

La soluzione non può prescindere dalla presenza della Russia. Sostituire le minacce USA con, poco credibili, minacce europee serve solo a continuare la guerra. Se anche l’Europa volesse proporre e realizzare una sorta di (improbabile) forza di interposizione, dovrebbe trattarsi di ‘interposizione’, non di difesa aggressiva della linea sulla quale la forza si potrà attestare.

Anche qualora si volesse, come stolidamente propone il Governo italiano, restare innanzitutto amici e sostenuti dagli USA, non si potrà prescindere dalla situazione di fatto: il nemico, l’avversario, l’altra parte è la Russia. L’atteggiamento del Governo italiano, mentre affiderebbe la soluzione politica tutta agli USA, chiederebbe col cappello in mano, ma pieno di soldi, l’aiuto USA in armi e altro … da comprare. Da comprare da uno Stato che intanto ci impone dazi e che continua nel sostegno (del quale mai come oggi l’Europa e in particolare l’Italia diventerebbero complici) al sistematico massacro di persone e diritti in Palestina, lasciando che il progetto di cacciare via, vivi o morti direbbe Trump, i palestinesi da casa loro vada alla fine in porto. Da comprare da uno Stato, che compie una vera e propria estorsione verso il Paese che ha finora ‘aiutato’. 

L’Europa, alla fine, sarebbe sia complice o comunque benevolo osservatore – o peggio schiavo senza voce in capitolo – della distruzione dell’Ucraina, come sostiene la propaganda europea e occidentale in genere, e anche complici della fine del popolo palestinese.

Certo, alla fine, l’Europa ne uscirebbe distrutta come istituzione. Il che farebbe un grande favore agli USA, un grandissimo favore alla Russia (che non avrebbe più avversari credibili sul posto, perché sul piano commerciale la Russia ha bisogno dell’Europa) e certo farebbe brindare con spumante ungherese il nostro ‘Signor Presidente del Consiglio on. le Giorgia Meloni’: bel successo!

Di Giancarlo Guarino

Giancarlo Guarino è Professore ordinario, fuori ruolo, di Diritto Internazionale presso la Facoltà di Economia dell’Università di Napoli Federico II. Autore di varie pubblicazioni scientifiche, specialmente in tema di autodeterminazione dei popoli, diritto penale internazionale, Palestina e Siria, estradizione e migrazioni. Collabora saltuariamente ad alcuni organi di stampa. È Presidente della Fondazione Arangio-Ruiz per il diritto internazionale, che, tra l’altro, distribuisce borse di studio per dottorati di ricerca e assegni di ricerca nelle Università italiane e straniere. Non ha mai avuto incarichi pubblico/politici, salvo quelli universitari.