Le due corse al Senato per le quali non c’è definizione sono in Arizona e Nevada. Per quanto riguarda la Camera, ci sono 34 gare aperte. Migliaia i voti ancora da contare. Ma si tratta tempi lunghi imposti dai sistemi di voto, non ritardi, e per nulla anomali o nuovi, anzi, ci sarebbe da consolarsi a pensare al 1930
A tre giorni dalle elezioni di Midterm 2022, i risultati finali sia della Camera che del Senato sono ancora sconosciuti ai cittadini degli Stati Uniti. «I funzionari elettorali stanno sollecitando la pazienza e stanno cercando di reprimere le teorie del complotto sul perché il conteggio dei voti negli Stati occidentali non è ancora finito». Secondo ‘CNN‘, ieri sera, vi erano ancora «circa 540.000 voti in Arizona e 95.000 in Nevada rimasti» da contare, secondo le stime della stessa emittente, che sta seguendo in tempo reale quante schede restano da contare. Mentre «il conteggio in California -dove ci sono più di una dozzina di gare chiave per la Camera- potrebbe continuare per settimane».
Alcuni Repubblicani dell’area MAGA di Donald Trump, hanno avanzato ipotesi di ‘sistemi elettorali corrotti’, altri di lentezza nel conteggio, «giovedì i funzionari elettorali del Nevada e dell’Arizona hanno cercato di dissipare la disinformazione su quanto tempo impiegavano per il conteggio nelle rispettive contee».
Il cancelliere degli elettori della contea di Clark, Joe Gloria, ha risposto all’accusa di Trump di avere, la contea, un sistema di «voto corrotto». L’ex Presidente, ha affermato Gloria, è «disinformato, due anni dopo, sulla legge e sui nostri processi elettorali che garantiscono l’integrità delle elezioni nella contea di Clark e nello Stato». Secondo la legge del Nevada, spiega ‘CNN‘, le contee possono ricevere schede elettorali per posta con timbro postale dal giorno delle elezioni fino a sabato. Gli elettori hanno anche tempo fino a lunedì per risolvere eventuali problemi con le loro firme sulle schede elettorali. «Stiamo lavorando il più duramente possibile per far contare le schede. Ma che ci piaccia o no, non c’è modo che possiamo muoverci più velocemente di quanto ci stiamo muovendo attualmente».
Le due corse al Senato per le quali non c’è definizione sono in Arizona e Nevada. Non c’è un vincitore nella corsa al Senato della Georgia, si procederà al ballottaggio a dicembre.
Per quanto riguarda la Camera: ci sono 34 gare aperte, e precisamente: in California 16, in Arizona 3, in Nevada 3, in Oregon 2, a Washington 2, in Colorado 2, in Montana 1, in Nuovo Messico 1, a New York 1, nel Maryland 1. Aperte, poi, le gare in Alaska e nel Maine, dove la determinazione del vincitore in un sistema di voto a scelta classificata richiede più tempo.
L’attenzione si appunta in particolare su Arizona e Nevada per quanto riguarda il Senato, e California per quanto riguarda la Camera.
Posto che il problema di quello che viene considerato dall’esterno come un ritardo nei conteggi, gli operatori elettorali spiegano perchè non è un ritardo ma semplicemente una tempistica imposta dai sistemi di voto degli Stati, la percezione del ritardo è determinata dal fatto che il margine tra i candidati quest’anno in particolare (ma succede spesso) è particolarmente stretto, per tanto anche un numero relativamente esiguo di voti da contare possono fare la differenza.
«Mentre l’Arizona ha ancora molte votazioni di persona il giorno delle elezioni, altri Stati sono passati a un sistema interamente votato per posta. La costa occidentale ha impiegato molto tempo per contare questi voti per anni, ma quest’anno il processo viene ulteriormente attenzionato perché quelle gare determineranno chi controlla le camere del Congresso», spiega ‘CNN‘. Nel 2018 in California una gara dopo 3 settimane era ancora aperta. California, Oregon e Washington hanno una grossa parte di voto per corrispondenza.
Il Nevada è passato a un sistema di posta totale nel 2022. «Le schede elettorali del Nevada con timbro postale di martedì possono essere ricevute dai funzionari elettorali fino a sabato e possono ancora essere contate. In realtà non si sa quante schede arriveranno perché a ogni elettore registrato in Nevada è stata spedita una scheda elettorale. I voti stanno ancora arrivando». La ‘CNN‘ stima che ci siano circa 120.000 schede elettorali in sospeso in Nevada. Ma non basta. «In Nevada, gli elettori che hanno commesso un errore tecnico nella scheda elettorale per corrispondenza avranno l’opportunità di ‘curarlo’ -cioè correggerlo- fino al 15 novembre, una settimana dopo il giorno delle elezioni».
In Arizona, la ‘CNN‘ stima che ci siano ancora circa 665.000 schede da contare. Qui le schede elettorali per posta devono essere ricevute dai funzionari elettorali entro le ore 19:00 del giorno delle elezioni. Inizialmente si prevedeva che il conteggio dei voti terminasse entro venerdì o sabato, non sarà così. «Il problema aggiuntivo nella contea di Maricopa sono circa 17.000 schede elettorali di persona che non passeranno attraverso tabulatori nei seggi elettorali a causa di un errore di stampa. Si stanno contando anche quelli».
I due Stati (Alaska e Maine) un sistema di voto a scelta classificata avranno bisogno di molti giorni per contare i voti e far quadrare i conti. Si stimano 9 giorni per il Maine e 15 giorni per l’Alaska.
A chi lamenta la lentezza del conteggio, ‘CNN‘ richiama la storia. Nel passato neanche troppo lontano, «ci voleva un anno per ospitare un nuovo Congresso», afferma.
E spiega: «Così tanti membri del Congresso eletti morirono tra il giorno delle elezioni del 1930 e l’inizio del Congresso successivo (14 membri eletti morirono!) Che le successive elezioni speciali cambiarono gli equilibri di potere prima dell’inizio del nuovo Congresso nel 1931.Uno dei membri eletti che morirono fu l’allora presidente della Camera Nicholas Longworth, altrimenti noto come marito della figlia mondana dell’ex Presidente Theodore Roosevelt, Alice. Longworth avrebbe dovuto essere di nuovo oratore, ma dopo la sua morte per polmonite, i repubblicani hanno perso il controllo poiché si sono tenute elezioni speciali per riempire i 14 posti vacanti. Alla fine, è stato il democratico John Nance Garner a prendere la presidenza. I democratici manterrebbero il controllo, con alcune pause di due anni, fino al 1994. Garner divenne il primo vicepresidente del Presidente Franklin D. Roosevelt due anni dopo essere diventato oratore».
Insomma, tempi lunghi, non ritardi, e per nulla anomali o nuovi, anzi, ci sarebbe da consolarsi a pensare al 1930.
